
Bibliografia per date
Cento libri pubblicati tra il 1940 e il 2004
Riedizioni francesi
2025 : Histoire de l’art et lutte des sexes
Paris, Les Presses du Réel, septembre 2025
Introduzione e commenti di Fabienne Plume, prefazione di Vincent d’Eaubonne. Françoise, che ha trascorso alcuni mesi alle Beaux-Arts alla vigilia della seconda guerra mondiale, ha conservato per tutta la vita il gusto per l’espressione pittorica, che era anche il suo giardino segreto. Fabienne Plume, insegnante e critica d’arte femminista, si è occupata con entusiasmo di questo libro, che propone una riflessione sulle donne, tanto più presenti nella pittura quanto più assenti come creatrici, supportata da presentazioni e analisi di opere.
“In un momento in cui vengono ripubblicati i grandi testi che hanno segnato la storia dell’arte (Linda Nochlin, Griselda Pollock, Carla Lonzi), per arricchire l’attuale riflessione femminista sulla storia dell’arte, era importante aggiungere un’altra pietra all’edificio: il pensiero di Françoise d’Eaubonne…. Histoire de l’art et lutte des sexes completa il quadro con una riflessione femminista sulla realizzazione di una storia dell’arte già critica, una storia dell’arte marxista, ma che non include una prospettiva femminista. François d’Eaubonne si colloca a questo crocevia, affiancando le più rinomate storiche dell’arte del suo tempo con le sue analisi potenti, nutrite di riferimenti a molteplici campi, sostenute da un tono vivace e da un’argomentazione solida”.
2024 : Le Féminisme ou la Mort (brossura)
Parigi, Le Passager Clandestin, edizione in brossura, 5 aprile 2024
Questa riedizione in brossura del titolo, pubblicata nel 2020 dagli stessi editori, precede di un mese un’altra opera essenziale, Ecoféminisme politique di Ariel Saleh, che la segue.
Pubblicato originariamente nel 1974, questo libro fondamentale apre nuove prospettive per le lotte ecologiche e femministe, che Françoise ci dice essere destinate a unire le forze nella lotta contro il patriarcato che, nello stesso movimento, sottomette le donne e distrugge il pianeta.
2023 : Je ne suis pas née pour mourir
Parigi, Le Seuil, edizione tascabile, prefazione di Pauline Harmange, settembre 2023
Questo romanzo del 1982 racconta la storia di un’amazzone, Tecla, che, dopo aver bevuto una certa pozione, viaggia nel tempo e incontra alcuni dei grandi momenti della storia. Per la prima volta, il mito dell’immortalità è incarnato da una donna. Questo prodigioso romanzo d’avventura ci porta da Alessandro Magno, alla scoperta dell’America da parte dei Vichinghi, alle incredibili macchine progettate da Leonardo da Vinci, alla guerra di Vandea, fino al nazismo e al maggio 1968.
2023 : Écologie/Féminisme – Révolution ou mutation ?
Parigi, Le Passager Clandestin, prefazione di Geneviève Pruvost, 349 pagine.
Dopo la pubblicazione di Le Féminisme ou la mort nel 1974 e l’apparizione della sua ricerca scientifica Les Femmes avant le patriarcat, nel 1976, Françoise d’Eaubonne sviluppa ulteriormente la sua visione dell’ecofemminismo.
Rispetto al femminismo riformista, che definisce “femminismo di mamma”, ma anche al femminismo marxista, d’Eaubonne aggiunge due dimensioni all’analisi dello sfruttamento (la natura e i paesi del Sud del Mondo): liberarsi, come donna, a spese del pianeta e di piccole mani subordinate non è un orizzonte di emancipazione. Come dimenticare che all’estremità della catena ci sono le donne piegate nei campi dell’altra metà del globo? (Geneviève Pruvost, 2022)
2023 : Le Sexocide des sorcières
Vauvert, Au diable vauvert, collana Nouvelles Lunes, prefazione di Taous Merakchi, 109 pagine.
Il sessocidio di cui parla Françoise d’Eaubonne in questo testo, il trattamento riservato alle “streghe” durante il periodo delle persecuzioni contro di loro, era solo un pretesto. Era un trucco perfetto, appropriato all’epoca in cui si svolsero questi eventi, per giustificare la tortura e l’omicidio delle donne. Il Malleus Maleficarum di Kramer e Sprenger verrebbe oggi trattato come il manifesto di un incel, pubblicato sul web poche ore prima di compiere una strage in un luogo frequentato principalmente da donne (Taous Merakchi, 2023).
2023 : Contre-violence ou la résistance à l’État
Parigi, Éditions Cambourakis, prefazione di Isabelle Cambourakis, 268 pagine.
Pubblicato nel 1978 da una casa editrice femminista, il libro riunisce vari testi e poesie di d’Eaubonne scritti a partire dal 1975 in risposta ad alcuni eventi, tra cui la morte in carcere della attivista della Rote Armee Fraktion (RAF) Ulrike Meinhof nel maggio 1976 e quella di quattro suoi compagni nell’ottobre 1977. Alcuni di questi testi sono stati scritti da zero, altri sono stati rielaborati più volte prima della pubblicazione. La lettura di questo libro solleva la questione delle evoluzioni e degli aggiustamenti dell’impegno militante di d’Eaubonne nel tempo. (Isabelle Cambourakis, 2022)
“Questo libro è una riflessione necessaria sul potere e sulla violenza. Françoise d’Eaubonne ha un modo unico di opporsi a coloro che, rendendo così impossibile qualsiasi riflessione al riguardo, confondono la controviolenza con la violenza. Egli smonta brillantemente l’ipocrisia della nostra società: “La non violenza è il tributo che un mondo violento paga all’idea di una società senza violenza”! Continuando la sua riflessione, ha affrontato la fonte: il Potere. Indica la necessità di distruggere l’informatica e di riprendersi i NOSTRI poteri, quelli che ognuno può esercitare senza limiti.
Alla fine fa centro con il suo affondo finale, quando parla del futuro: un giorno ci sarà “l’ammutinamento delle donne contro la società del potere” . (Manon Soavi)
2022 : Un bonheur viril
Parigi, Des Femmes–Antoinette Fouque, 250 pagine.
In uscita il 10 novembre, questo terzo volume chiude (quasi) la saga delle Bergères de l’Apocalypse. Questo testo, scritto all’inizio degli anni ’80, non è mai stato pubblicato, non sappiamo per quale ragione. Tuttavia, come scrive Élise Thiébaut nella sua prefazione, “leggendo
Si tratta della guerra globale dei sessi dal punto di vista del campo nemico, attraverso la visione nevrotica del fondatore di Gynophobia (un intero programma…). È possibile riscontrare un parallelismo con l’opera di Margaret Atwood Il racconto dell’ancella, pubblicato nel 1985.
Grazie all’IMEC per averci permesso di riportare alla luce questo manoscritto, a Élise Thiébaut e ad Alain per il loro prezioso lavoro di revisione. (Vincent)
2022 : Les Bergères de l’Apocalypse
Parigi, Des Femmes–Antoinette Fouque, 650 pagine.
1978.
Contrairement à beaucoup de lectrices et lecteurs bien plus lucides que moi, ce roman, à sa sortie, me passe au-dessus de la tête ; je m’attendais à quelque chose d’aussi charmant que Le Satellite de l’Amande et suis décontenancé. Avec ma lenteur d’esprit habituelle (pour reprendre une expression que Françoise avait employée avec fausse modestie envers elle-même), il m’aura fallu attendre 2022 et cette réédition par Des Femmes-Antoinette Fouque pour découvrir ce que je considère dorénavant être un véritable chef d’œuvre. Mi resta un piccolo rimpianto: quello di non aver potuto raccontare a Françoise il mio straripante entusiasmo. (Alain)
Les Bergères de l’Apocalypse è l’opera principale della Trilogia di Losange, che comprende anche Le Satellite de l’Amande e Un bonheur viril, oltre a vari racconti. La maestria di Françoise nella rappresentazione pittorica di scene intense è qui di un’intensità oscura che non ha nulla da invidiare al Manifesto SCUM di Valérie Solanas o a Baise-moi di Virginie Despentes.
Les Bergères è uno dei 17 titoli che l’autrice pubblicò tra il 1974 e il 1979, mentre conduceva una vita di attivismo costellata da numerose imprese d’armi. Scritto tutto d’un fiato, con poche correzioni, l’autrice lo descrive come “… modestamente, un’epopea, che ho scritto per sfogarmi… perché mi porto dietro un sacco di fantasie, e ho pensato che sarebbe stato bene divertirsi un po‘”.
Quattro anni prima, nel 1974, in preda a un’ansia ecologica tanto più innominata in quanto praticamente l’unica a sperimentarla, Françoise aveva creato il neologismo ecofemminismo e ne aveva concettualizzato il significato. Nonostante i suoi sforzi, il termine non è stato accettato in Francia. Inoltre, nel 1976, la morte di Ulrike Meinhoff, trovata impiccata nella sua cella, le causò uno strazio. Les Bergères de l’Apocalypse è, credo, una risposta a tutto questo.
Il messaggio si può riassumere così: le donne, ribellandosi “non tanto per il torto subito, ma per il torto subito dal pianeta e dalla vita stessa”, iniziano una guerra planetaria totale contro gli uomini che porterà alla loro scomparsa.
Una sequenza in un programma letterario mostra chiaramente come il libro fu accolto all’epoca. Anche se gli scambi sono sommessi, l’UFO di Françoise fa paura in un mondo gelido e in gran parte ignaro della violenza sulle donne, quando non si tratta semplicemente di massacri, come dimostra oggi la lenta presa di coscienza globale.
Per illustrare questa saga allucinante, non ci serviva altro che la grande e bellissima voce di Mathilde in una delle sue canzoni più toccanti. Françoise sarebbe stata una sua fan. (Vincent)
2022 : Le Satellite de l’Amande
Parigi, Des Femmes–Antoinette Fouque, 176 pagine.
1975. Ho 21 anni, conosco Françoise da diversi mesi e siamo già diventati inseparabili. Le edizioni Des Femmes pubblicano Le Satellite de l’Amande, un romanzo di fantascienza ambientato in un mondo tutto al femminile. Sono entusiasta. L’esplorazione del piccolo esopianeta, le domande filosofiche della narratrice, la scrittura leggera dell’autrice, tutto questo affascina la mia tumultuosa giovinezza. 47 anni dopo, la casa editrice Des Femmes ripropone questo libro, ed è quindi con particolare piacere che sono ripartito alla scoperta di questo universo d’eaubonniano. (Alain)
2021 : Le Complexe de Diane
Parigi, Julliard, 395 pagine.
Invocando un approccio capace di riconciliare “il razionale e l’irrazionale, l’intelletto e l’istinto”, Françoise apre la strada a una dimensione di interezza in cui le gerarchie sarebbero finalmente abolite, per il bene dell’umanità, e in cui il piacere, compreso quello sessuale, sarebbe pienamente onorato. Ed è nella ricchezza e nella profondità di questo pensiero, ancora in gestazione, che si illumina l’orizzonte inatteso che chiameremo ecofemminismo. (Élise)
2020 : Le Féminisme ou la Mort
Parigi, Le passager Clandestin, 331 pagine.
Pubblicato originariamente nel 1974, questo libro fondamentale apre nuove prospettive per le lotte ambientaliste e femministe, che Françoise ci dice essere chiamate a unirsi nell’opposizione al patriarcato, il quale con gli stessi strumenti sottomette le donne e distrugge il pianeta.
In questo libro, il cui titolo è un riferimento all’opera di René Dumont L’Utopie ou la Mort, Françoise annuncia ciò che oggi è una realtà: la distruzione del mondo da parte del produttivismo e del potere. Il capitale neoliberale di oggi è solo l’ultimo avatar di un sistema che risale a migliaia di anni fa, e l’autrice continua a descrivere la sua visione storica in Les Femmes avant le patriarcat (Le donne prima del patriarcato).
2018 : Écologie et Féminisme – Révolution ou mutation ?
Parigi, Libre et Solidaire, 233 pagine.
In questo libro, pubblicato originariamente nel 1978 e successivamente a Le Féminisme ou la Mort, Françoise teorizza la sua visione di quella che diventerà una corrente importante dell’ecofemminismo.
Questa edizione è arricchita da una prefazione di Serge Latouche, che rende giustizia al suo ruolo di pioniera della decrescita, e da una postfazione di Caroline Golblum, che ci ricorda quale donna visionaria sia stata Françoise e quale posto abbia occupato nella vita intellettuale di buona parte del secolo scorso.
Questa edizione è esistita solo per un breve periodo, poiché l’editore si è rapidamente rivelato un fallimento.
(Vincent)
1933-1952, Fottuta gioventù
1933 : Mireille, fille des montagnes

Questo romanzo, il primo di Françoise, pubblicato in versione abbreviata, è probabilmente perduto per sempre. Questa è la storia che ne è alla base.
Nel 1932, Denoël et Stelle lanciarono un concorso letterario per i minori di 13 anni. Per arrivare alla linea di partenza era richiesto un minimo di 200 righe. Françoise aveva 12 anni e partecipò con un romanzo di 225 pagine. La giuria, un po’ stupita, avviò un’indagine e interrogò discretamente il parroco: oltre alla straordinaria lunghezza, il testo conteneva ipotesi sulla vita sentimentale dei personaggi che sembravano difficili da attribuire alla penna di un bambino. Dopo le verifiche, Françoise vinse il concorso.
Non era il suo primo tentativo, avendo completato un primo romanzo di 50 pagine all’età di 10 anni, alcuni atti di dramma corneliano e un certo numero di poesie, poiché nella sua infanzia aveva posto la poesia al di sopra di tutto. Sebbene Dostoevskij, Zola e tanti altri brillassero nel suo firmamento fin dalla più tenera età, fu Rimbaud “di cui presto conobbi a memoria l’intera opera in versi” a rimanere per lei l’Indépassable: gli dedicò tre libri.
La bambina non passò inosservata. Colette, che aveva pubblicato due poesie che aveva scritto a nove anni, le disse che il suo destino era lì: sarebbe stata una scrittrice, doveva esserlo. Françoise fu talmente colpita da questo incontro che la sua Dea la intimidì per tutta la vita, al punto che non osò (Françoise, non osare!) contattarla per paura di perdere momenti preziosi del suo genio. Mi sembra che si siano incontrate una sola volta.
Françoise d’Eaubonne è nata a Les Lettres nel 1933. (Vincent)
1942 : Colonnes de l’âme
Éditions Lutétia, coll. Itinéraire n°1.
Prefazione di Joë Bousquet. Collana Itinéraires diretta da Jacques Aubenque, che ha scritto la postfazione a questa raccolta.
Diciotto poesie di Françoise, 22 anni, suddivise in quattro temi (Amore, Fede, Sogno, Rivolta), ciascuna illustrata con un disegno dell’autrice. (Vincent)
1943 : Littérature n° 2
Parigi, Julliard, collezione Sequana, (190 pagine?)
Testi e poesie di : Robert Antelme, Gabriel Audisio, Jean Baudry, Pierre Béarn, André Berry, Claude Boncompain, Louise Bresson, Jeanne de Castro, Jean-Louis Curtis, Max Dietlin, Maurice Druon, Raymond Dumay, Françoise d’Eaubonne, Paul Gadenne, Kléber Haedens, Simone Jouglas, René Laporte, Jean Larcena, Henri Laville, René Lefèvre, Fernand Lequenne, Jean Loisy, Jean Massin, Jacques Mauchamp, Jean Merrien, P. van der Meulen, Raymonde Michaud, Robert Morel, Georges Neveux, Albert Ollivier, Jean Proal, C.-A. Puget, Silvio Ray, Alice Rivaz, Pierre-Maurice Richard, Henri Rode, Jean Rougeul, Claude Roy, René Tavernier, Maurice Toesca, Anne de Tourville, Claire Vallier, Nicole Vedrès.
1944 : Le Cœur de Watteau
Éditions Julliard, 354 pagine.
Scritto tra il 1942 e il 1943, questo romanzo è un susseguirsi di immagini dettagliate e dialoghi vivaci. La miseria dei tempi che Françoise attraversa come meglio può trova eco nelle sue descrizioni della vita del popolo sotto Luigi XIV. Un intero mondo di artigiani, negozianti e soldati di rango prende vita nelle pagine, sullo sfondo della vita e dei dipinti di Antoine Watteau. Anche le donne sono ben rappresentate, soprattutto Morena, che incarna l’indipendenza duramente conquistata e preservata. Questo romanzo, con la sua struttura ben costruita e padroneggiata, è sorprendentemente maturo per un’autrice di 22 anni. (Vincent)
1947 : Comme un vol de gerfauts
Éditions Julliard, coll. Sequana, 526 pagine.
Prix des Lecteurs 1947, questo lungo romanzo preannuncia i temi e le forme care a Françoise che si ritroveranno in tutti i suoi romanzi. Il mare, i suoi pirati e i suoi naufragi (come da sua richiesta le ceneri di Françoise saranno sparse da una barca a vela al largo di Morbihan) e soprattutto il romanzo storico trasformato in racconto psicologico, perché le sembrava che questa forma fosse “più accessibile alla nostra sensibilità moderna”, come scrive nell’introduzione. Da qui la sensazione, secondo Élise Thiébaut, di “vivere le avventure dall’interno”, rafforzata dalle descrizioni pittoriche di grande impatto. (Vincent)
1949 : Indomptable Murcie
René Julliard, coll. Sequana, 559 pagine.
Se questo libro è dedicato all’anima di suo padre, sono le sue radici spagnole che Françoise evoca attraverso la storia di questa donna, espropriata perché ribelle, che, alla testa della sua Cuadrilla, fu uccisa dai francesi davanti a Saragozza nel 1816 durante la guerra di occupazione napoleonica.
In questo romanzo d’amore, di rumore e di furore, la cui parte “Sangre y Fuego” costituisce la metà delle 550 pagine, Françoise perfeziona la sua arte di descrizione suggestiva che ci trasporta nel cuore dell’azione, costruita con dettagli pittorici.
1951 : Démons et merveilles
Parigi, Pierre Seghers (coll. Poésie 51 n°137), 35 pagine.
“Una raccolta di poesie molto brevi, molto ermetiche (devo continuamente cercare parole e allusioni) e molto erudite (non ci si aspetterebbe niente di meno da Françoise d’Eaubonne 🙂 ). Classica e tradizionale, non mi ha riempito della stessa meraviglia di altre sue poesie (fin troppo rare).
È una lettura rara e preziosa, sia per il libro che per le parole.”
Un lettore in rete
1951 : Le Complexe de Diane ; érotisme ou féminisme
Paris, Julliard, 301 pagine.
In risposta alle critiche maschili e conservatrici mosse contro Il secondo sesso di Simone de Beauvoir, Françoise d’Eaubonne, giovane romanziere di successo, risponde con questo libro scritto in poche settimane e pubblicato con il botto da Julliard nel 1951.
In questo testo, Françoise si pone in prima linea con l’ardore che le è già valso le ire di Françoise Mauriac, con il quale si scontra. Attacca tutti i conservatori che si sono espressi sul posto delle donne (o meglio della “donna” come si dice) nella società. E giocando d’astuzia: la psicoanalisi e il comunismo regnano sovrani sulla vita intellettuale di sinistra dell’epoca. (Vincent)
1952 : Ivelle
Parigi, Julliard, 272 pagine.
Ivelle è la storia di una giovane ragazza di oggi. Un’anima ardente e inquieta, assetata di giustizia… Crede di aver scoperto una specie di superuomo in Yvon, che si considera il fondatore di una nuova filosofia… Lo segue a Parigi, nei circoli di Saint-Germain-des-Prés… Ben presto si trova coinvolta, insieme al suo maestro, in un caso di omicidio di alto profilo. (estratti dalla quarta di copertina)
A parte la storia dell’omicidio, non bisogna essere Sherlock Homes per indovinare che questo romanzo si basa sul passato di Françoise: Yvon, non sarebbe Jean-Charles Pichon, l’autore di oscure interpretazioni della storia dei miti? (Vincent)
1953-1961, È tempo di imparare a vivere
1953 : Atalante délivrée

Poiché quest’opera è probabilmente andata perduta, possiamo solo fare delle ipotesi sul suo contenuto. In questo libro, pubblicato due anni dopo Le Complexe de Diane, avremo sicuramente a che fare con l’eroina greca Atalanta, educata da Artemide dopo essere stata abbandonata dal padre. Si dice che abbia vissuto nell’antica Grecia, rifiutando inizialmente il matrimonio e dedicandosi a imprese straordinarie. Fu l’unica donna a unirsi agli Argonauti per conquistare il vello d’oro insieme a Giasone.
Così troviamo l’Atalanta che poteva essere superata nella corsa solo dall’inganno di Ippomene, evocato in Le Complexe de Diane, dove Françoise esprime il suo attaccamento a questa figura di donna libera. Non sorprende che abbia voluto prolungare la relazione. (Vincent)
1953 : Les Yeux du paradis
Tolosa, Tipografia Julia, 20 gennaio 1953, 28 pagine, 120 copie
Un racconto fantastico di diciotto pagine tratto da una sceneggiatura di Jean Lakanal, le altre dieci pagine sono dedicate a titoli, guardie, citazioni, ecc. La trama ha un interesse mediocre, oscillando tra diverse influenze (Poe, Nerval…) per affrontare in modo superficiale alcune questioni metafisiche.
Françoise, con uno stile che sembra forzato, cerca di rendere più gradevole questa tisana con alcune belle metafore e altri espedienti, ma dato che lei stessa non ne è convinta, dubito che il lettore possa esserlo…
1954 : La Hollandaise volante
Diffuso da Radio-Lille.
Probabilmente perso, quindi possiamo solo speculare su questo Hollandaise volante.
Le Hollandais volant è l’archetipo delle navi fantasma, protagonista di racconti e leggende tramandate per generazioni tra i naviganti. Rappresenta il fatale presagio da non incrociare sulla propria rotta, perché è una barca il cui equipaggio è stato maledetto e condannato a vagare sulle onde per l’eternità.
È quindi sicuramente un racconto marittimo quello che Françoise ha proposto, come ha fatto 4 anni dopo con Le Gabier de Surcouf. Da notare che l’olandese è diventato una olandese, ed è una scommessa sicura ipotizzare che sia diventata capitano di un vascello pirata o corsaro; è anche del tutto possibile che l’intero equipaggio fosse di sesso femminile. Maledizione per gli uomini che hanno attraversato il loro cammino! (Vincent)
1954 : Le Quadrille des matamores
Plon
In attesa di informazioni.
1954 : Une pomme rouge : mon cœur
Parigi, Pierre Seghers (coll. Poésie 54 n°374), 15 pagine.
Intitolato con un verso di Nazim Hickmet e dedicato a Henri Lefèbvre, è composto da nove poesie in tre sezioni. La prima sull’amore, le sue lotte e le sue sofferenze, la seconda in memoria di Julius ed Ethel Rosenberg (quattro anni dopo, Françoise darà “Julius” come secondo nome al figlio). L’ultima sezione, Trois poèmes pour mon Parti (Françoise era allora membro del PC), contiene una lunga poesia in memoria di suo padre per dirgli cosa gli deve per il suo impegno comunista. (Vincent)
1955 : Jours de chaleurs
Parigi, Éditions de Paris, coll. série blonde, 249 pagine.
L’Espagne, encore. Questo romanzo sentimentale nasconde sotto un’apparente leggerezza i ricordi della giovinezza di Françoise: la guerra di Spagna, la campagna di Francia. L’eroina del romanzo nasconde un segreto e un’anima focosa non dissimile da quella dell’autore. I personaggi secondari sono probabilmente tratti dagli incontri avvenuti nella villa Les Pamplemousses durante la sua infanzia a Tolosa dopo la retirada, l’escodo dei e delle repubblicani/e spagnoli/e nel 1939. (Vincent)
1955 : Le Ministère des vains désirs
Nouvelles éditions Debresse, coll. série « de cape et d’Idée », Parigi, 104 pagine.
In attesa di informazioni.
1956 : La Vie passionnée d’Arthur Rimbaud

In questo libro, Françoise mostra non solo il poeta, ma soprattutto l’uomo Rimbaud in tutti gli alti e bassi della sua vita, con i suoi vizi e le sue eruzioni di carattere. Il genio di Rimbaud traspare, con il suo temperamento eruttivo, la sua assoluta fedeltà a se stesso, la sua derisione di ogni morale borghese, e la sua trasformazione da poeta a puro mercante, interessato solo a fare soldi in Abissinia come commerciante di armi.
1957 : Belle humeur ou la véridique histoire de Mandrin
Parigi, Le livre contemporain – Amiot-Dumond, coll. Visages de l’aventure, 202 pagine.
La Ferme Générale (1680 – 1794) era un corpo di finanzieri e azionisti che, avendo acquistato la carica dal Re, riscuoteva le varie tasse in vigore con il diritto di trattenerne la metà. Inutile dire che i Contadini erano molto zelanti e che si commettevano infiniti abusi: ecco l’antenato delle mafie e dei trust internazionali, a seconda del lato della legge in cui si trovano.
È contro questo sistema e i suoi uomini che si sollevò il brigante Mandrin, il Robin-des-bois francese, che finì arrostito vivo in una piazza pubblica di Valence a cavallo del 1750 e che rimase a lungo nella memoria popolare, tanto che esistono ancora registrazioni di canzoni che ne celebrano le gesta.
Un personaggio, dunque, che si addice alla penna picaresca di una Françoise trentenne, che nella stesura della sua storia placa la sua sete di giustizia e un deciso gusto per l’epica.
1957 : Les Amours de Roméo et Juliette
Parigi, Édition Rombaldi, coll. Le club de la Femme.
Qui si presta il soggetto, un romanzo dagli accenti cyraneschi, valido per le dettagliate e colorite descrizioni della Verona del Quattrocento. A parte questo, è un libro di cucina, scritto senza passione. Vivere della propria penna, senza sostegno finanziario, posizione o marito, richiede anche questo genere di impegni. (Vincent)
1958 : Chevrette et Virginie
Hachette, coll. Bibliothèque verte n°46, 253 pagine.
Questo primo romanzo destinato ai giovani è adornato da una copertina la cui lettura potrebbe apparire molto meno innocente oggi che allora. Ed è la storia di due donne avventurose e naufraghe quella che ci viene raccontata. Possiamo anche azzardare a pensare che Françoise se la sarebbe cavata bene facendo a meno del personaggio del Cavaliere de La Barre, che sembra essere lì per salvare le apparenze e preservare la purezza morale dei nostri cari bimbi… O si tratta forse di un anacronismo, di una speculazione su possibili intenti ancora inconsci dell’autrice? (Vincent)
1958 : Fort des Femmes
Parigi, le Livre contemporain.
Pierre Mac Orlan ha detto di Françoise: “Il suo stile è così colorito che devi leggere i suoi libri con gli occhiali da sole”. Cosa avrebbe detto di Bergères de l’Apocalypse prefigurato da questo libro ? Perché è proprio una lotta di donne, armi alla mano, quella che è qui raccontata: un gruppo di povere mendicanti immigrate, prostitute e ladre che si incontrano in fondo alla stiva della barca su cui stanno fuggendo dalla miseria per costruire un futuro migliore nelle Americhe all’inizio del XIX secolo. E non saranno i titoli sarcastici di capitoli come La joie d’être mère o Le repos du guerrier a farci dubtare delle intenzioni dell’autrice (Vincent)
1959 : J’irai cracher sur vos tombes
Parigi, Éditions Seghers, 220 pagine.
Nel 1946 era stato pubblicato da Éditions du Scorpion un libro di Vernon Sullivan con titolo. Ritenuto scandaloso, fu poi oggetto di una querela intentata dal Cartel d’action sociale et morale, che portò alla rivelazione del suo vero autore, Boris Vian. Vian sarà condannato a 15 giorni di carcere, subito graziato, per oltraggio alla moralità. Pochi giorni prima della sua morte, Françoise gli diede il permesso di scrivere una nuova versione del suo romanzo con lo stesso titolo. Il sapore scandaloso del romanzo e il gusto per i thriller americani dell’epoca ne fecero un successo letterario. (Vincent)
1959 : Je m’appelle Kristine
Parigi, Éditions Albin Michel, 285 pagine. Riedizione intitolataMoi, Kristine, reine de Suède, 1979
Leggendo il romanzo di Françoise, non può che tornare alla mente Les Mémoires d’Hadrien, l’opera monumentale di Marguerite Yourcenar, apparsa 7 anni prima. E non saranno certo gli indizi trasparenti che ha lasciato a invalidare questa osservazione. Si potrebbe pensare a un’imitazione stilistica, volendosi soffermare su ciò che queste due grandi autrici hanno condiviso: una vera conoscenza dei greci e dei latini.
Conoscenza che Françoise mette al servizio del suo scopo che, sempre, sarà quello di affermare: Donne, siate orgogliose di esserlo! È grazie a questa affermazione che sono stato portato, del tutto naturalmente, dalle letture della mia infanzia a considerare la possibilità che un eroe epico potrebbe anche essere un’eroina.
Con Kristine de Suède, Françoise dipinge una figura storica al culmine della sua potenza. Amica e corrispondente delle più grandi personalità intellettuali e scientifiche del suo secolo, fulcro del Trattato di Vestfalia, avventurosa e combattiva, diplomatica e pacificatrice, la regina Cristina fu senza dubbio una delle figure più importanti dell’Europa del suo tempo. (Vincent)
1959 : Le Gabier de Surcouf
Bruxelles, Éditions Brepols (Bruxelles), 138 pagine.
Questo libro per i giovani avrebbe trovato il suo giusto posto nella serie Bibliothèque Verte. La storia si svolge nell’Île de France, che diventerà l’Île Mauritius. Vi troviamo un famoso corsaro, un giovane rematore, una giovane filosofa e altri personaggi, tra cui un certo signor Piston, incarnazione di uno degli antenati di Françoise.
Attaccata alle sue radici bretoni e marittime, l’autrice avrebbe adorato la canzone di Michel Tonnerre in questa bellissima interpretazione di Thalie (che ocnosce e apprezza il lavoro di Françoise). Ringrazio lei e gli eredi di Michel per avermi permesso di inserirla qui. (Vincent)
1959 : Le sous-marin de l’espace
Parigi, Éditions Gautier-Languereau, coll. Nouvelle bibliothèque de Suzette, 123 pagine.
Questo piccolo romanzo per ragazzi è il frutto della collaborazione tra due celebrità letterarie e scientifiche dell’epoca: lo scrittore Jean-Charles (La Foire aux cancres, 12 milioni di copie vendute) e lo scienziato Jacques Bergier, autore di SF nel tempo libero.
Il risultato è un libro d’avventura onesto, istruttivo per i postulati scientifici sviluppati, in cui, insolitamente per Françoise, i personaggi femminili sono quasi inesistenti, a parte la presenza di una bambina di 10 anni.
L’URSS considerò il libro sufficientemente meritevole (un trionfo di persone disinteressate che lavorano per il bene dell’umanità e per il materialismo scientifico) perché la Casa Editrice Educativa Statale lo traducesse in 61 esemplari.
1959 : Les Tricheurs
Paris, Éditions Seghers, 255 pages.
Romanzo del film di Marcel Carné con Pascale Petit, Jacques Charier e Laurent Terzieff. Il libro è stato ripubblicato da L’Inter nel 1970.
1960 : La Vie passionnée de Verlaine
Parigi, Seghers, 349 pagine.
” 1896 ; un dur hiver noircit les vitres de Paris ; la neige a couvert les trottoirs d’un drap épais, puis a fondu ; on attend à nouveau qu’elle tombe. Chaque bec de gaz crache sa flamme jaune au cœur d’une plume de paon, irisation des gouttelettes de la brume.
Rue Descartes, au carreau d’un garni, un papillon rouge vacille, tremble et rouvre ses ailes ; c’est une lampe à pétrole dont la mèche noircissante va mourir. Le vieux malade est tombé sur le carrelage ébréché. Sa chemise de nuit, crasseuse, est remontée sur ses cuisses comme sur le dessin de Daumier Les Massacres de la rue Transnonnain. Il grogne et gémit ; il jure. Une de ses jambes, énorme et raide, a la couleur bleue d’une seule monstrueuse ecchymose. Il halète. Il griffe les carreaux avec ses ongles. Il crie : «Eugénie ! » Il se tait. Son souffle bruyant accompagne l’agonie de la lampe. Un fiacre qui passe ébranle les vitres de la maison et un chant d’ivrogne tourne le coin de la rue, vacille, puis disparaît.
Il est étendu par terre, dans sa chemise sale, avec son crâne chauve et sa barbe emmêlée, et il pousse encore quelques jurons; puis il gémit comme un enfant qui rêve : «Philomène… » Il se tait. “
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” Entre les mains qui le bordent et resserrent les couvertures autour de lui, le vieux se sent filer, tomber dans un trou immense ; une brèche de lumière s’ouvre à travers cette nuit : c’est le pâle soleil de Metz sur les vertes esplanades, à l’heure où sonne la diane étouffée des casernes ; la nuit va descendre, et le petit Paul tend son front ravi aux lèvres de la plus belle des femmes :
—Bonsoir, maman, dit-il. “
1960 : Le Temps d’apprendre à vivre
Parigi, Albin Michel, 377 pagine.
In questo romanzo tagliente, le illusioni dell’amore si intrecciano con gli orrori del secolo che hanno segnato Françoise: i campi di concentramento, i Rosenberg (mi ha dato il loro secondo nome, Julius, in loro memoria), le lotte politiche nella Parigi di quegli anni.
È anche la storia dell’emancipazione di una donna che ha lasciato, per non tornare mai più, il suo piccolo campo di concentramento personale e portatile chiamato amore, per dedicarsi alla pittura o alla scrittura, lasciando a lei la scelta.
Anche in questo caso, c’è molto della storia di Françoise. Questo libro, come molti altri, fa parte del lavoro di una vita.
1960 : Planète sans adieu
Parigi, Arthème Fayard, 26 pagine.
Pagine 23-46 di un’opera collettiva. Racconto di fantascienza: viaggio nel tempo, un’eroina e un divertente gioco di fantasia sull’influenza delle glaciazioni sullo sviluppo della specie Homo.
Se il testo è di poca importanza, il tocco di Françoise è evidente. E per lei, questo potrebbe essere stato un gioco di scrittura rilassante, una ricreazione per il suo lavoro approfondito di quegli anni. (Vincent)
1960 : Verlaine et Rimbaud ou la fausse évasion
Parigi, Albin Michel, 304 pagine.
[Per quanto possa sembrare paradossale, credo che il rapporto tra Rimbaud e Verlaine sia stato finora poco studiato nella sua natura e nel suo significato profondo. Fino al 1930, la questione che agitava gli esegeti era quella dell’omosessualità o del platonismo; quando la pubblicazione del dossier Dullaert]…[rivendicò Marcel Coulon]…[tutti i Rimbaldiani sembrarono ritenere che, essendo questa questione risolta una volta per tutte, la questione della relazione tra i due uomini fosse al tempo stesso esaurita].
“Così tutto si spiega”, gridarono in coro i Rimbaldisti e i Verlainiani, quando fu portata alla luce la prova della relazione fisica tra i due poeti. “Il vero problema si pone ora”, risponde Françoise in questo saggio.
1961 : Les Fiancés du Puits-Doré
Hachette, coll. Bibliothèque verte n°185, 187 pagine.
Accanto a Don Chisciotte e Cyrano de Bergerac, il bandito d’onore Mandrin Belle-Humeur ha il suo posto nel pantheon di Françoise. Gli dedicò anche un libro nel 1957. Il nostro Robin Hood francese condivide qui le luci della ribalta con una ragazzina di 11 anni che dimostra doti di audacia, coraggio e impegno “non previste da persone del suo sesso”, per parafrasare un motivo settecentesco.
Questo romanzo della Bibliothèque Verte, scritto molto meglio del resto della raccolta per quanto ricordo, è in linea con gli altri libri per bambini di Françoise: descrizioni colorite e meticolose, contesto storico realistico, avventure e colpi di scena in tutti i capitoli. Un libro adatto a instillare il gusto per la letteratura. (Vincent)
1962-1973, Volevo essere una donna
1962 : Eros Noir
Parigi, Le Terrain Vague, 326 pagine.
Dedicato a Christiane Rochefort, il cui “Repos du guerrier” è stato bruciato in uno Stato cattolico del Sud America.
Soggetti principali del libro: Donatien Alphonse François de Sade (1740-1814); Leopold von Sacher-Masoch, (1836-1895°; L’Arétin (1492-1556); Nicolas-Edme Rétif de La Bretonne (1734-1806). Sono citate anche molte grandi figure degli ultimi secoli.
1962 : Je voulais être une femme
Parigi, Buchet / Chastel, 377 pagine.
” … Et c’est ainsi que je vais dans la vie, avançant par à-coups, grondant et crachant le feu ; tantôt fuyant un hôtel et un salaud, tantôt écoutant une clarinette, tantôt épongeant les vomissuresd’un ivrogne ; mais toujjours plongeant dans l’intimité des maisons aux fenêtres éclairées ou sombres, ou à l’intérieur des terres ou je passe, et dont j’apprends les nerfs, les fibres végétales, les os de pierre et le pelage qui exprime une âcre et délicieuse odeur de feuilles, ce regard dont la seule mort pourra éteindre la curiosité et peut-être l’assouvir. … “
1962 : L’Amazone bleue
Hachette, coll. Bibliothèque verte n°208, 249 pagine.
Françoise era stata molto segnata da padre Hugo, e in particolare dalla sua visione delle guerre di Vandea. Per questo, pur dando ragione alla Repubblica, dipinge un quadro non manicheo. Sposta da un campo all’altro anche alcuni protagonisti della sua storia, tra i quali la figura di spicco è una giovane donna che combatte e intriga, trovandosi ovunque sia in gioco il destino della Francia. (Vincent)
1962 : L’Échiquier du Temps
Hachette, coll. le rayon fantastique n°99, 261 pagine
Nel 30° secolo, altre razze pensanti della galassia si sono unite all’Umanità per formare la grande confederazione “antropomorfa”, il cui centro si trova sul pianeta Fedra.
Ma una razza, nata da un incrocio mostruoso, possiede, insieme al pensiero, la forma più orrendamente opposta a quella dell’uomo.
1962 : Les Plus Belles Lettres de Flaubert
Parigi, Calmann-Lévy, 1962, 158 pagine.
Françoise ha visto in Flaubert il primo degli scrittori borghesi (con tempo e denaro) ad aver introdotto quello che considera il valore principale della sua classe in letteratura: il tempo è denaro (time is money).
Pur non dimenticando la sua misoginia e le pagine atroci che scrisse contro la sconfitta della Comune di Parigi, gli riconosce il merito di aver dedicato il suo tempo a cercare di staccarsi dal pensiero mediocre del suo tempo e della sua classe (se ci sia riuscito o meno è un’altra storia, n.d.r.), e lo distingue dai suoi contemporanei per il suo rifiuto epidermico del mondo (a differenza di Sand, Balzac, Stendhal…).
Françoise, flaubertiana? Certamente no. Ma ne riconosce i meriti letterari e lo considera un interessante caso da manuale. (Vincent)
1962 : Les Sept Fils de l’étoile
Hachette, coll. le rayon fantastique n°88, 307 pagine.
Forse per la prima volta nella storia della fantascienza (ndr: nel 1962), l’eroe – il pilota dell’astronave – è una donna!
Tellur ha ricevuto la sua missione dall’anziano mago di un pianeta ritenuto insignificante. Il suo programma prevede sette mondi, sette stelle, ognuna con una civiltà che prefigura il futuro della civiltà umana.
Un’odissea straordinaria per questa giovane donna. Sette pianeti. Sei amori e sette figli di mistero e meraviglia… perché il destino si compia…
1963 : Balzac que voici

Paris, Les Editions du Sud, 345 pages
Questo romanzo biografico inizia con un’introduzione di 3 pagine, Il XIX secolo e il trionfo della borghesia, che si conclude con quanto segue:
“Certo, dal 1830 ai primi decenni del nostro Novecento, questa è stata l’età dell’oro della borghesia, con quello spiacevole incubo della Comune, disperato tentativo della classe “posseduta” di scrollarsi di dosso il suo giogo; questa è stata l’epoca, di cui la nostra ha conservato tanta nostalgia nel cuore delle sue classi medie, in cui il franco era saldo come una roccia, e di conseguenza la morale patriarcale era severa, prudente e rigida. Dove il fiorellino blu viene coltivato tanto più che l’oro si ottiene a prezzo di sudore e sangue…”.
“Un tono vivace e coinvolgente… Un libro ricco di aneddoti.” (Nouvelles littéraires)
1963 : Bonne nuit, cher prince

Paris, Buchet-Chastel, 278 pages.
“Scrittore (in mancanza di una parola migliore) con un gusto particolare per l’amore, Nathan sceglie di trasporsi in un personaggio femminile per parlare delle sue ossessioni.
………
Questo è un romanzo a doppio fondo, un gioco di specchi in cui una persona passa senza sosta dalla vita al sogno e dalla letteratura alla realtà. L’autrice di Je voulais être une femme ha senza dubbio superato se stessa in audacia e persino brutalità, ma soprattutto in pathos. ” (4a di copertina)
1963 : Jusqu’à la gauche
Parigi, Buchet / Chastel, 391 pagine.
Questo libro può essere considerato il seguito di Je voulais être une femme, pubblicato l’anno precedente. In ogni caso, il processo letterario utilizzato è simile.
In quest’opera, la nostra eroina si immerge nella resistenza alla guerra d’Algeria, e l’epopea è picaresca: Mamerloy, uno dei personaggi principali, sarebbe stato degno di un posto a tavola nella villa Les pamplemousses di Tolosa, dove Françoise ha trascorso una giovinezza piena dei personaggi più stravaganti.
Mamerloy, che avrebbe poi incontrato di nuovo sul suo cammino: era Roland Perrot, che ha fondato Longo Maï, oggi un bel collettivo cooperativo che ha avuto i suoi inizi con toni settari, con lui nel ruolo di guru. Françoise si batté contro queste aberrazioni (fino all’eccesso?) e il caso divenne nazionale.
1963 : La Vie de Franz Liszt

Parigi, Éditions du Sud, Albin Michel, 335 pagine
“Così come l’espansione giacobina e napoleonica aveva teso a liberare i popoli prima di dare loro una nuova disciplina, la Scuola dei Cinque spezzò le catene con cui la tirannia italiana e classica aveva appesantito il regno della musica; in questo senso Balakirev e i suoi satelliti, Borodin, Mussorgsky, César Cui, Rimsky-Korsakov erano gli eredi… del francese Berlioz e dell’ungherese francesizzato Franz Lizt. Il primo era morto: il secondo riconosceva il suo. …
…Franz Lizt rappresenta la seconda generazione del Romanticismo musicale. …La libertà di interpretazione, eredità dell’individualismo romantico del XIX secolo, è una conquista dovuta a Lizt e a lui solo. “
1963 : La Vie des grands peintres français

Paris, Éditions du Sud, Albin Michel.
Testi di Yvonne Deslandres, Françoise d’Eaubonne, Henry Certign … [et al.]; a cura di Pierre Waleffe, che Françoise incontrò su molti libri in quegli anni.
Anche in questo caso la pittura, che attraverserà tutta la sua opera, si ritrova nel suo stile, da Le cœur de Watteau (1944) a Histoire de l’art et lutte des sexes (1978).
1964 : Chienne de jeunesse

Parigi, Julliard, 376 pagine.
Questo primo volume delle sue memorie rivisita la sua infanzia, fino al 1944. Si apre con Il paradiso verde, dove il giardino gioca un ruolo chiave come opera finita di Dio sulla terra. È “lo stato naturale di un bambino amato, ben nutrito, in contatto immediato con la natura“.
Poi, con il trasferimento a Tolosa, arriva Le temps de l’ennui. La crisi economica degli anni Trenta aveva lasciato la famiglia d’Eaubonne sul lastrico, e la mancanza di tutto (” Ah, quei bambini che hanno sempre fame! “Questo periodo di noia fu un soffocamento insopportabile per l’anima ardente di Françoise. Questo periodo di noia fu un soffocamento insopportabile per l’anima ardente della piccola Françoise, che trovava rifugio e consolazione nei libri, nella scrittura e nello spettacolo del mondo, alcuni dei cui sconcertanti esemplari frequentavano la casa, come il mitomane Christian, uno dei suoi personaggi principali in Le Quadrille des Matamores. Tuttavia, queste restrizioni non la prepararono a ciò che sarebbe seguito dopo una breve parentesi felice: la guerra fu dichiarata.
A Tolosa, con genitori poco intraprendenti, sperimentò la fame, quella vera, e il freddo (che tolse la vita a suo padre e a sua nonna) come tanti altri della sua generazione. Ha ricevuto la piena forza della rivelazione che i campi di sterminio erano oltre l’orrore. Ma conobbe anche la Resistenza, la solidarietà dei poveri e il suo primo vero contratto letterario.
Da questo melting pot emergerà una Françoise libera dal moralismo puritano e dall’illusoria correttezza, decisa a gridare “Fino all’ultimo respiro, fino all’ultimo rantolo, fino al plotone d’esecuzione o al rullo della veglia: vaffanculo!“.
1964 : Emily Brontë

Pierre Seghers, coll. Poètes d’aujourd’hui n°120, 190 pagine.
In attesa di informazioni.
1964 : La Vie de Chopin

Variétés, Parigi, Éditions du Sud.
In attesa di informazioni.
1964 : Rêve de feu

Hachette, coll. le rayon fantastique n°124, 238 pagine.
In attesa di informazioni.
1964 : Y a-t-il encore des hommes ?

In attesa di informazioni.
1965 : La Vie de Schubert (Schubert musicien par Michel-R. Hofmann)

Testi e documenti, Paris, Éditions du Sud et A. Michel.
In attesa di informazioni.
1966 : Honoré de Balzac

Parigi, Éditions du Sud et Albin Michel, coll. « Vies et Visages », 112 pagine.
In attesa di informazioni.
1966 : Les Monstres de l’été

Parigi, Julliard, 464 pagine.
La seconda parte delle “prime memorie” di Françoise inizia con queste parole:
“Berlino Est, 12 marzo 1965 (il mio compleanno). – La mia guida vuole assolutamente offrirsi di intitolarmi una strada di Berlino Est. Non meritavo “questo eccesso d’onore”; se lo accetto è perché per i più sarà una “umiliazione”. »
In questo testo, l’autrice continua a scrivere i suoi ricordi della fine della Seconda Guerra all’inizio degli anni ’60, dopo un primo volume, Chienne de jeunesse, che ripercorreva il suo viaggio dal 1930 al 1945. (Alain)
1966 : Une femme témoin de son siècle – Germaine de Staël

Parigi, Flammarion, 283 pagine.
In attesa di informazioni.
1967 : La Couronne de sable – Vie d’Isabelle Eberhardt

Parigi, Flammarion, 331 pagine.
In attesa di informazioni.
ristampato come:
– Vie d’Isabelle Eberhardt. J’ai Lu, 1968.
– Isabelle Eberhardt. Parigi, J’ai Lu, 1992, 409 pagine.
1970 : Éros minoritaire
Parigi, André Balland, 323 pagine.
In quest’opera fondamentale, Françoise d’Eaubonne afferma che l’omosessualità, questo “eros minoritario” come lo chiama lei, è esistita in tutti i tempi e a tutte le latitudini. Insieme all’eterosessualità, rappresenta uno dei due rami principali dell’Eros. Come mai, allora, è stata ritenuta una perversione, una malattia, un’anormalità, persino un crimine, a seconda della cultura e del secolo, dopo essere stata onorata nel mondo antico? (Alain)
1970 : Les Écrivains en cage
Parigi, André Balland, 230 pagine.
In attesa di informazioni.
1971 : Drôle de meurtre
Con lo pseudonimo di Nadine de Longueval.
Questo romanzo è molto vicino, dal punto di vista tematico e psicologico, a The Yellow Wallpaper per molti aspetti. La protagonista del libro, Judith, che scrive il quaderno trovato dalla figlia nei capitoli iniziali, viene usata dagli uomini per soddisfare i loro desideri e perde ogni potere quando sposa un uomo che non ha alcun interesse per lei se non per la sua fortuna milionaria: Nessun contatto emotivo, nessun hobby, nessun bon mots, solo una protagonista con suoceri che le danno sui nervi, un marito che parla solo di sé e del suo romanzo che immaginiamo non verrà mai pubblicato, che la interrompe in continuazione, non la lascia mai parlare e la scredita in ogni occasione, umiliandola a volte e facendosi servire da lei in continuazione.
Nel corso del libro, la vediamo sprofondare gradualmente nella depressione e nella follia, con tutte le sue speranze che si sgretolano una dopo l’altra. Non sorprende quindi che la società (e sua figlia prima di conoscerla) la consideri pazza, dato che non riesce a esprimersi, non riesce a essere felice ed è costantemente attaccata da tutto ciò che la circonda, il cui unico rifugio è un cagnolino.
Nel romanzo, d’Eaubonne si preoccupa di spiegare cosa si nasconde dietro la “follia” di una donna vista con gli occhi degli altri, che può finalmente raccontare la sua storia senza un occhio esterno o un marito che cerchi di spiegare il suo comportamento. It’s an extremely fine psychological exploration, taking us into the daily life of a woman deprived of everything, but above all of the recognition of her existence, forced to live for others and even as a bargaining chip. Anche se finisce per essere un po’ una storia d’amore eterosessuale (il genere della raccolta obbliga) poco prima dell’ultimo capitolo, tutto è credibile, finemente descritto e giustificato.
L’ultimo paragrafo del libro è magnifico, a mio avviso, perché segna la ripresa del racconto da parte della figlia, sia come modo di inscrivere la storia nella propria, come eredità, ma anche come memoria, con l’obiettivo di riabilitare, far emergere, far uscire dallo sguardo la storia di una donna e, in definitiva, con la giustizia per tutti i torti commessi nei suoi confronti.
Nicolas Lontel
1972 : Le Féminisme, histoire et actualité
Parigi, Alain Moreau, 400 pagine.
Questo libro è un saggio molto denso sulla storia del femminismo, dall’antichità agli inizi dei movimenti di liberazione delle donne americani e francesi. Françoise d’Eaubonne analizza questi “fatti storici primordiali” che sono “fallocratismo, sessismo, poi femminismo”. Basandosi su una grande varietà di riferimenti (psicoanalitici, antropologici, storici, letterari, ecc.), analizza sia come la discriminazione sessista si sia sviluppata e mantenuta nei secoli e nei paesi, sia quanto le donne abbiano sempre tentato di ribellarsi contro di essa, sebbene le loro rivolte siano state represse con vari mezzi. Per inciso, Françoise d’Eaubonne espone l’ampiezza del lavoro svolto prima di lei, ripercorrendo la storia culturale del femminismo occidentale – soprattutto, ma non solo, concentrandosi sul caso francese –, riportando estratti di discorsi o opere e commentandoli. È un libro che racconta la storia delle rivoluzioni femministe, dai loro fallimenti e conseguenti soffocamenti all’avvento dell’MLF. (Aurore)
1972 : Le Fléau social n° 2
Giornale del FHAR, il Front Homosexuel d’Action Révolutionnaire, di cui Françoise è cofondatrice. Diversi autori.
In attesa di informazioni.
1973 : Les Grands Conquérants – Alexandre le Grand, Justinien de Byzance, Gengis Khan
Capitolo con titolo sconosciuto in MICHAL, Bernard (éd.), Françoise D’EAUBONNE, Jean DELAMOTTE et Pierre GUILLEMOT. Les Grands Conquérants ; Alexandre le Grand, Justinien de Byzance, Gengis Khan. Éditions de Crémille, 254 pagine.
In attesa di informazioni.
1974-1979, Ecologia/Femminismo, rivoluzione o mutazione
1974 : Histoire de l’anarchie – tome 1
con Paul Ulrich e Pierre Nouaille, Éditions Famot.
In attesa di informazioni.
1974 : Histoire du banditisme – tome 2
« Lacenaire – Le fiancé de la guillotine», pp.203-250 dans COLLECTIF. Histoire du banditisme tome 2. Éditions Famot, 252 pagine.
In attesa di informazioni.
1974 : La Drogue
F. d’Eaubonne, C-P. PAJARD et P. ULRICH. Ginevra, Famot, 247 pagine.
Françoise si è occupata della prima parte, la storia della droga, in 130 pagine. Quest’opera commissionata non è così insipida come si potrebbe temere. Sebbene datata, evoca comunque l’instaurazione da parte degli Stati coloniali di un traffico redditizio, con un totale disprezzo per la salute delle popolazioni.
Così l’Inghilterra con l’oppio, i Paesi Bassi con la cocaina. I primi narcotrafficanti, insomma, che hanno ispirato le strutture economiche del traffico contemporaneo…
È anche in questo libro che trovo la prima traccia del termine Sexocide, con un breve riassunto di quello che cinque anni dopo diventerà Le sexocide des sorcières.
1974 : Le Féminisme ou la Mort
Parigi, Pierre Horay Éditeur, coll. Femmes en mouvement n°2, 374 pagine.
In attesa di informazioni.
ristampato in :
Femminismo o morte. Parigi, le Passager clandestin, 2021, 332 pagine.
1974 : Les Grandes Énigmes des civilisations disparues
Opera collettiva in più volumi, Éditions Famot.
Volume III: Preistoria e origini dell’uomo, megaliti e pietre misteriose. Contributo di Françoise, non identificata
1975 : Le Satellite de l’Amande
Parigi, des femmes, 253 pagine.
Tutti gli uomini sono scomparsi. Nel senso di: tutti i maschi. In questo romanzo, dove si riproducono per ectogenesi (un mezzo di riproduzione che permette loro di fare a meno degli uomini), le donne, dopo aver riportato in vita una Terra devastata dall’inquinamento, dal Capitale e dal patriarcato, partono alla scoperta di un piccolo strano pianeta, lontano dal nostro sistema solare. Questa spedizione riserverà molte sorprese alle lettrici e ai lettori di questo racconto filosofico. “Appassionato, imperioso. In affresco e in rilievo” (Victoria Thérame). Le Satellite de l’Amande è la prima parte di una saga che proseguirà con Les Bergères de l’apocalypse; la terza parte di questa trilogia, inedita fino a poco tempo fa, è stata pubblicata da Des Femmes-Antoinette Fouque nel novembre 2022. (Alain)
1977 : L’Éventail de fer ou la vie de Qiu Jin
Parigi, Jean-Claude Simoën, 349 pagine.
riemesso sotto :
– D’EAUBONNE, Françoise. L’Éventail de fer ou la vie de Qiu Jin. Encre, 1984, 349 pagine.
“In una Cina sontuosa e miserabile, scossa da incessanti guerre civili, Qiu Jin, grande femminista, si impegnò totalmente al fianco di Sun-Yat-Sen, che avrebbe liberato il suo Paese dalle catene dell’imperialismo. Giovane studiosa, moglie e madre, ma anche poetessa, terrorista e instancabile attivista, fu decapitata all’inizio del XX secolo. L’Éventail de Fer è un affresco della lotta reale di questa giovane donna cinese dal destino straordinario”. [4° de couverture]
1977 : Les Femmes avant le patriarcat
Payot, 239 pagine.
Creando l’ecofemminismo, il genio di Françoise non è stato quello di portare un nuovo concetto: è stato quello di collegarci con una realtà immemorabile, quella delle culture pre-patriarcali della nostra area geografica, che il razionalismo del XV secolo e poi l’umanesimo dell’Illuminismo faranno hanno cercato di sradicarlo nella nostra cultura occidentale, ora in prima linea nella disumanizzazione.
Vincent d’Eaubonne, in préface pour l’édition italienne, 2024
1977 : Lettre ouverte au docteur Hutter, médecin-directeur à l’hôpital-prison de Wittlich (RFA)
Gérard Hof e Françoise d’Eaubonne, inéditions barbares.
Nel 1976, dopo essere stato testimone al matrimonio di Françoise con Pierre Sanna (detenuto nel carcere della Santé di Parigi), Gérard Hof, compagno di Françoise, rinchiuso nell’ospedale-prigione di Wittlich (FRG), dovette resistere ai particolari metodi applicati dal dottor Hutter: tortura bianca sperimentale, obbligo sensoriale, tentativo di decostruire la personalità… Rilasciato dal carcere, Gérard Hof scriverà e pubblicherà questa testimonianza accusatoria di cui Françoise scriverà la prefazione. (Alain)
1977 : Pour une poignée de cacahuètes
COUEDIC Didier, Gabriel CHAHINE e Françoise d’EAUBONNE
In attesa di informazioni.
1978 : Contre-violence ou la Résistance à l’État
Parigi, Éditions tierce, 96 pagine.
Contre-violence è un’opera eclettica e veloce che combina poesie, testi politici, articoli pubblicati in riviste femministe, lettere aperte, collage di giornali, volantini, ecc. In questo saggio, Françoise d’Eaubonne rifiuta di condannare a priori l’uso della violenza per motivi morali, il che le permette di considerare l’ampio spettro della violenza e le sue conseguenze senza dogmatismi.
Non conclude con una posizione di compromesso, fedele a se stessa, ma invoca il rispetto reciproco per le scelte tattiche e strategiche. Avendo sperimentato e messo in atto atti di controviolenza, e conoscendone il costo, è spinta da una preoccupazione etica per l’uso della violenza. Favorevole a una controviolenza che non aggredisca i vivi, vigila anche sulla violenza contenuta, affinché questa non si trasformi mai in vendetta, sfogo individuale, godimento e, in fine, presa di potere; affinché “il potere delle donne diventi non potere”, sempre al servizio della diversità e del molteplice. (Pauline)
1978 : Écologie/Féminisme – Révolution ou mutation ?
Parigi, A.T.P., 224 pagine.
Écologie/féminisme : révolution ou mutation ? riprende le principali tesi ecofemministe che Françoise d’Eaubonne ha sviluppato dall’inizio degli anni ’70, per portarle a un punto di incandescenza in questo libro dal tono largamente profetico e apocalittico. Esprime la sua convinzione che sia inutile continuare a pensare al futuro alla luce di analisi politiche erose: l’immaginario rivoluzionario ha mostrato i suoi difetti, dalla storia della Rivoluzione francese a quella del socialismo. Dopo il 1972, afferma che dobbiamo passare a un immaginario mutazionale: deve cambiare tutto. Poiché il patriarcato è, secondo lei, la prima causa storica di tutte le disfunzioni sociali e ambientali, l’ideologia “maschile” è un’ideologia sfruttatrice e devastatrice, il femminismo e la lotta ecologica rappresentano gli ultimi baluardi contro l’apocalisse ambientale che si sta preparando. (Aurore)
riemesso sotto :
– D’EAUBONNE, Françoise. Écologie et Féminisme : révolution ou mutation ?. Libre & Solidaire, maggio 2018, 236 pagine.
1978 : Histoire de l’art et lutte des sexes
In attesa di informazioni.
1978 : Histoire de la galanterie – tome X Les grandes demi-mondaines
Éditions Famot.
In attesa di informazioni.
1978 : Les Bergères de l’Apocalypse
Jean-Claude Simoën, 412 pagine.
1979 : Moi, Kristine, reine de Suède
Encre, collection Mémoire des Femmes, 273 pagine. (Riedizione, versione originale pubblicata con il titolo: Je m’appelle Kristine, 1959).
Leggendo il romanzo di Françoise, non può che tornare alla mente Les Mémoires d’Hadrien, l’opera monumentale di Marguerite Yourcenar, apparsa 7 anni prima. E non saranno certo gli indizi trasparenti che ha lasciato a invalidare questa osservazione. Si potrebbe pensare a un’imitazione stilistica, volendosi soffermare su ciò che queste due grandi autrici hanno condiviso: una vera conoscenza dei greci e dei latini.
Conoscenza che Françoise mette al servizio del suo scopo che, sempre, sarà quello di affermare: Donne ! Siate fiere di esserlo! È grazie a questa affermazione che sono stato portato, del tutto naturalmente, dalle letture della mia infanzia a considerare la possibilità che un eroe epico potrebbe anche essere un’eroina.
Con Kristine de Suède, Françoise dipinge una figura storica al culmine della sua potenza. Amica e corrispondente delle più grandi personalità intellettuali e scientifiche del suo secolo, fulcro del Trattato di Vestfalia, avventurosa e combattiva, diplomatica e pacificatrice, la regina Cristina fu senza dubbio una delle figure più importanti dell’Europa del suo tempo. (Vincent)
1979 : On vous appelait terroristes
Yverdon, Kesselring, 389 pagine.
Libro iniziato dopo la morte in carcere di Ulrike Meinhof, On vous appelait terroristes offre una biografia parziale, romanzata e polifonica dei protagonisti della Rote Armee Fraktion tedesca. Ogni capitolo si concentra sull’esperienza che ognuno di loro ha avuto (alla morte di Katrina, Ulrike Meinhof) del movimento, della sua creazione e dei primi attentati. Françoise d’Eaubonne mette qui in scena la spirale fatale della controviolenza. Mostra come questi giovani attivisti, vicini alla nonviolenza all’inizio del romanzo, giungono gradualmente alla convinzione che la violenza armata sia l’unica risorsa efficace che gli rimane per combattere i crimini di stato.
On vous appelait terroristes è un titolo di denuncia: i “guerriglieri urbani” non sono, secondo d’Eaubonne, “terroristi”, ma militanti della “controviolenza”. (Aurore)
1980-1995, Non sono nato per morire
1980 : Histoire de la galanterie – tome IV Au temps des mignons du Roi
Ginevra, Famot.
Certamente opera collettiva e lavoro su commissione per Françoise. Il titolo si riferisce all’epoca di Enrico III, quando il termine “mignon” ha assunto definitivamente la connotazione peggiorativa che ancora oggi conosciamo. Con questa particolare connotazione che prima non esisteva, la parola minionsignifica “fedele”, “servo”. Così, per un certo periodo, i gesuiti furono chiamati molto seriamente in francese “minon di Gesù Cristo”.
Furono le critiche, sia da parte degli ugonotti che dei membri della Lega, alle scappatelle e agli eccessi dei temibili spadaccini che circondavano il giovane re a conferire questo significato dispregiativo. E nella misura in cui questi critici li consideravano effeminati e li sospettavano di omosessualità (il che, all’epoca, poteva significare la pena di morte se non si era di rango abbastanza alto), può essere interessante vedere come Françoise ha affrontato la questione della “galanteria”. (Vincent)
1980 : L’Indicateur du réseau
Parigi, Encre, 350 pagine.
Terzo volume delle memorie di Françoise d’Eaubonne, L’Indicateur du réseau ripercorre avvenimenti importanti della sua vita a partire dai nomi dei luoghi in cui si sono svolti: con ironia, parla di un “bilancio topografico”. La storia avanza lungo il filo alfabetico dei nomi delle stazioni, e la incontriamo successivamente in epoche diverse della sua vita: la sua infanzia, la sua famiglia, i suoi cari, la guerra, i suoi primi rapporti – più che falliti – con gli uomini, i suoi libri, la sua scrittura, le sue lotte. E si legge anche quanto la scrittura rappresenti, per lei, un’arma di resistenza.
Questo testo finora non è mai stato pubblicato nella sua interezza. Nella parte ancora inedita (trasmessa all’IMEC), Françoise, sottolineando il suo “fervore per questa contro-letteratura che è la fantascienza”, precisa che essa, “come tutto ciò che è contro, ringiovanisce e rinfresca la vecchia forma, ed ecco perché scelgo qui il nome di contro-memorie”. (Aurore e Alain)
1980 : Les Blessés de guerre invisibles
Ginevra, Famot.
Preceduto da Les Bagages de sables di Anna Langfus. In attesa di informazioni.
1981 : Dossier S… comme sectes
Parigi, Alain Moreau, 313 pagine.
In attesa di informazioni.
1981 : Histoire de la galanterie – tome IX La médecine et la loi
Ginevra, Famot, 281 pagine.
Scritto con Gérard Hof. In attesa di informazioni.
1981 : L’impératrice Rouge : Moi, Jiang Quing, veuve Mao
Encre, Paris, 264 pages.
Françoise ripercorre il complesso destino di Madame Mao Zedong, da attrice adolescente a donna assetata di potere che fu “la prima donna al mondo a governare su così tanti uomini“. Tra la coraggiosa rivoluzionaria e la sanguinaria principessa, la sua storia è raccontata in prima persona.
1981 : Ni lieu ni mètre ou une saison au purgatoire
Samisdat, autoedizione, 16 pagine.
Raccolta di poesie. In attesa di informazioni.
1982 : Je ne suis pas née pour mourir
Parigi, Denoël/Gonthier, 286 pagine
Questo romanzo del 1982 racconta la storia di un’amazzone, Thécla, che, dopo aver bevuto una certa pozione, viaggia nel tempo e incontra grandi momenti della Storia. Per la prima volta il mito dell’immortalità è incarnato da una donna. Questo prodigioso romanzo d’avventura ci porta all’incontro di Alessandro Magno, alla scoperta dell’America da parte dei Vichinghi, alle formidabili macchine progettate da Leonardo da Vinci, alla guerra della Vandea,… al nazismo e poi al maggio-68.
(quarta di copertina)
1983 : À la limite des ténèbres
Parigi, Encre, 278 pagine.
“Sono un assassino. Più che un assassino: un demone, un animale feroce, un essere che trae la sua vita solo dal sangue degli altri, come i vampiri… Ho ucciso ventisette persone, la maggior parte donne; sempre al buio, al crepuscolo”. Queste sono le parole dell’eroe condannato di uno dei più incredibili gialli degli annali del crimine.
Françoise d’Eaubonne si è sforzata di dipingere l’intima tragedia di questo personaggio schizofrenico, l’evoluzione tra genio e follia delle forze oscure del disordine mentale. Finirà per esaurire la propria violenza e diventare, amaramente, spettatore del suo delirio.
(quarta di copertina)
1983 : L’Amazone sombre, vie d’Antoinette Lix
Parigi, Encre, 309 pagine.
Figlia di un oste alsaziano e di un ex granatiere napoleonico, Antoinette Lix (1839-1909) ebbe un’educazione non convenzionale, con addestramento a cavallo e alle armi. Partecipò all’insurrezione polacca contro gli occupanti russi e poi, tornata in Francia, cercò invano di entrare nell’esercito regolare, in un’epoca in cui era fuori discussione che una donna potesse entrare negli eserciti come combattente. Si unì quindi al Corpo dei Francesi di Lamarche, dove guidò i suoi uomini nella difesa dei Vosgi contro i tedeschi durante la guerra del 1870. In riconoscimento del suo impegno e delle sue imprese d’armi, le fu conferita una Spada d’Onore, oggi esposta al Museo dell’esercito.
Un destino straordinario, degno della penna di Françoise e del suo senso dell’epica.
1983 : Lettre ouverte à Huguette Bouchardeau ou Longo Maï n’a pas honte
Samizdat [auto-édition].
In attesa di informazioni.
1984 : Les Obsèques de Jean-Paul Sartre – * Les enfants de l’horreur *
Parigi, Encre, 235 pagine.
In attesa di informazioni.
1985 : Les Obsèques de Jean-Paul Sartre – ** La mort du prophète **
Parigi, Encre, 233 pagine.
In attesa di informazioni.
1985 : Louise Michel la Canaque
Parigi, Encre, 238 pagine.
1873. Louise Michel, condannata alla deportazione, arriva in Nuova Caledonia dove resterà per sette anni. Su quest’isola non ancora conquistata militarmente, la sua forza d’animo le permetterà di trovare grandi gioie nella natura rigogliosa e soprattutto tra il popolo Kanak, che sarà l’unica a sostenere nel 1878 quando gli ex comunardi si alleano con i carcerieri per un’impresa di sterminio. Louise, sotto la penna di Françoise, trova una vita degna della donna eccezionale che è stata. (Vincent)
1986 : Une femme nommée Castor – Mon amie Simone de Beauvoir
Parigi, Encre, 366 pagine.
Sconvolta dalla scomparsa di Simone de Beauvoir nel 1986, Françoise ha voluto, in questo libro, presentarci colei il cui testo Il secondo sesso l’aveva tanto segnata. L’amicizia che le univa, l’opera letteraria di de Beauvoir e il suo rapporto intimo con Sartre, così come i pochi disaccordi teorici che le due autrici hanno avuto sono affrontati con delicatezza. (Alain)
Da L’Indicateur du réseau, parte ancora inedita:
Fu durante il periodo turbolento dei vari movimenti di “pace in Algeria” (…) che entrai, per la prima volta, in Simone de Beauvoir. Ho conosciuto l’autore di “Secondo sesso”, ma ho perso le tracce di lei longtemps ; racconterà la nostra riunione in “La Force de l’âge”.
1987 : Terrorist’s blues
Parigi, Michel de Maule, 271 pagine.
In attesa di informazioni.
1988 : La Femme russe
Parigi, Encre, 177 pagine.
In attesa di informazioni.
1988 : Les Grandes Aventurières
Parigi, Vernal/Philippe Lebaud, 234 pagine.
Per molto tempo il termine “avventuriera” è stato riservato a quelle che venivano chiamate demi-mondine, cioè a quelle che, considerando il matrimonio un affare all’ingrosso, sceglievano il commercio al dettaglio per sfuggire a un destino di sottomissione e riproduzione e per prendere il controllo del proprio destino.
Non è questo il tipo di donna avventurosa di cui stiamo parlando. Françoise ci offre una dozzina di ritratti di donne che, combattendo e lottando sia in terra che in mare, si sono costruite un nome e un destino politico o militare. Altre ancora, un destino spirituale. Alcune di queste donne sono state oggetto di libri a sé stanti nell’opera di Françoise, come Isabelle Eberhardt (La Couronne de sable) e Antoinette Lix (L’Amazone sombre).
Tradotto con DeepL.com (versione gratuita)
1990 : Le Scandale d’une disparition – Vie et œuvre du pasteur Doucé
Parigi, Libre Arbitre, 116 pagine.
Prefazione di Gilles Perrault.
Battista protestante, il pastore Doucé aveva fondato, nel 1976, il Centro di Cristo Liberatore (CCL) a Parigi, uno spazio di accoglienza e di parola per i credenti delle minoranze sessuali e di genere. Dopo la misteriosa scomparsa del parroco nel luglio 1990, Françoise ha partecipato con Gilles Perrault alla creazione di un Comitato per chiedere la verità su questa vicenda. Il pastore verrà ritrovato assassinato pochi mesi dopo. (Alain)
1990 : Les Scandaleuses
Parigi, Vernal/Philippe Lebaud, 234 pagine.
Collection Mémoires d’autres. In attesa di informazioni.
1992 : Toutes les sirènes sont mortes
Parigi, Editions de Magrie, 208 pagine.
Collection les Nuées Volantes.
Françoise ci regala un romanzo raffinato, profondo e sensibile. In una località sperduta della Bretagna, una scrittrice cerca di sfuggire ai suoi demoni, ma un innocentissimo investigatore, più o meno manipolato dal suo capo, arriva a sconvolgere i suoi incubi. “Potente, commovente, di una sensibilità rara” (lettera di Gilles Perrault a Françoise). (Alain)
1993 : Les Fous du Rhin
Parigi, Editions de Magrie, 186 pagine.
In attesa di informazioni.
1994 : Le Pire n’est pas toujours sûr
Parigi, Editions de Magrie, 415 pagine.
Collections les Nuées Volantes. In attesa di informazioni.
1994 : Vingt ans de mensonges ou la baudruche crevée
Parigi, Editions de Magrie, 93 pagine.
Al momento non abbiamo ulteriori dettagli su questa edizione. In attesa di informazioni.
1995 : F.E.M.M.E.S ET V.I.O.L.E.N.C.E.S dans le monde
Parigi, l’Harmattan, 328 pagine.
Opera collettiva con sei scritti di Françoise. In attesa di informazioni.
1995 : Floralies du désert
Samzidat [auto-édition], 182 pagine.
In attesa di informazioni.
1996-2004, I fuochi del crepuscolo
1997 : Féminin et philosophie
Parigi, l’Harmattan, 105 pagine.
Nel luglio 1994, in una lettera ad Alain Lezongar, Françoise scriveva queste poche righe sull’opera appena iniziata, che sarebbe stata pubblicata tre anni dopo con il titolo Féminin et philosophie.
“Ho fatto seri progressi su ‘Donna e filosofia’ grazie al libro che mi ha inviato [Haine de la philosophie, Denys Mascolo]. Il mio progetto, che sta gradualmente prendendo forma, è in linea con l’osservazione di Levinas, uno dei più grandi filosofi del XX secolo: la filosofia è stata “afflitta fin dall’infanzia da un orrore dell’Altro”, che l’ha portata al discorso dello Stesso; in un’epoca in cui si diffondono razzismi di ogni tipo, “l’Altro, per eccellenza, è il femminile”. Questo conferma il mio punto di vista! La natura ha dovuto impiantare nel maschio un desiderio insaziabile di godere e di prolungarsi per preservare la specie maschile da un’omosessualità esclusiva rafforzata dal sessocidio – il massacro delle donne che riappare secolo dopo secolo: caccia alle streghe, lapidazioni fondamentaliste, per non parlare dei serial killer. Sto seguendo le orme dei Bergères de l’Apocalypse. Non potendo uccidere le donne, il patriarcato ha negato, represso e oscurato “la” donna e ha distrutto per quanto possibile ogni traccia del suo lavoro (“il conflitto sessuale”). Ha dato la caccia al femminile al suo interno, perseguitando l’omosessualità, che è il più antico e radicato dei suoi desideri – il che trasformerebbe il patriarcato in uno sterile ‘Männerbund’, esso stesso un pericolo sempre ricorrente.”
1997 : La Liseuse et la Lyre
Parigi, Les Belles Lettres, 192 pagine.
In questo saggio intimo, Françoise ritorna alla sua passione per le parole. Non guardando il proprio ombelico, come dice giustamente René de Ceccatty in una critica letteraria sul Monde del 1997, ma per ricordarci il detto di Danièlle Sallenave: “Il libro non sostituisce nulla, ma nulla sostituisce il libro”.
La Liseuse et la Lyre è un magnifico saggio in cui Françoise, ancora una volta, tocca l’universale. Ma con un tono distaccato e quasi sereno che non siamo abituati a ritrovare in lei, cosa che ci ricorda quanto fosse ampia la sua tavolozza stilistica. (Vincent)
L’analogia tra questa passione troppo astratta e l’incanto della droga ha ispirato un autore del periodo tra le due guerre a denunciare questa sensazione con il titolo: “Questo vizio impunito, la lettura”. E in che modo poteva dare questo avvertimento? Con uno scritto.
1999 : Le Sexocide des sorcières
Parigi, L’Esprit Frappeur, 156 pagine.
In questo libro, Françoise ripercorre l’ossessione maschile, a partire dalla distruzione delle culture matriarcali, di far sparire il femminile. “È proprio nell’Occidente cristiano, futuro creatore dello ‘Stato di diritto’, che questo sogno di sessocidio sul rogo delle streghe si è manifestato in modo più antico e spettacolare. (…) Fu nel 1484 che la bolla di Innocenzo VIII lanciò l’iniziativa di uno sterminio che avrebbe spopolato l’Europa di una parte del ‘secondo sesso’ per duecento anni. E la Chiesa, per la quale ogni donna è una potenziale strega, presto consegnerà “al rogo del carnefice migliaia di donne di cui inventa la colpa»”. (Alain)
2000 : La Plume et le Bâillon – Violette Leduc, Nicolas Genka, Jean Sénac, trois écrivains victimes de la censure
Parigi, L’Esprit Frappeur, 136 pagine.
In attesa di informazioni.
2000 : Sir Evans et le Minotaure – Le génie perdu de l’Île de Pâques
Parigi, Magellan, 260 pagine.
Scritto con Patrick Nottret. Collection Les grandes énigmes des mondes perdus. In attesa di informazioni.
2001 : Mémoires irréductibles – De l’entre-deux guerres à l’an 2000
Parigi, Dagorno, 1135 pagine.
Un intero secolo (o quasi)! Questa voluminosa raccolta riunisce i vari volumi di memorie di Françoise d’Eaubonne già pubblicati in momenti diversi della sua vita: Chienne de jeunesse (che copre il periodo dal 1930 al 1945), Les Monstres de l’été (dal 1945 al 1965), L’Indicateur du réseau (che copre diversi periodi fino al 1978), oltre a un volume pubblicato qui per la prima volta, Les Feux du crépuscule (in cui l’autrice, verso la fine della sua vita, guarda per l’ultima volta al XX secolo).
Uno o due altri manoscritti autobiografici non sono mai stati pubblicati. (Alain)
2002 : L’Homme de demain a-t-il un futur ? – Combien de temps durera le XXième siecle
Parigi, L’Harmattan, 170 pagine.
Collection Questions Contemporaines. In attesa di informazioni.
2003 : L’Évangile selon Véronique
Parigi, Albin Michel, 168 pagine.
Il vero titolo di questo romanzo è “L’Évangile selon Véronique” e non “L’Évangile de Véronique” come erroneamente riportato sulla copertina.
In attesa di informazioni.
2003 : Seppuku ou le roman à clefs
Parigi, La Cerisaie, 286 pagine.
In attesa di informazioni.

Bibliografia per soggetto
Quasi tutti i generi letterari…
Filosofia e politica
1951 : Le Complexe de Diane ; érotisme ou féminisme
Paris, Julliard, 301 pagine.
In risposta alle critiche maschili e conservatrici mosse contro Il secondo sesso di Simone de Beauvoir, Françoise d’Eaubonne, giovane romanziere di successo, risponde con questo libro scritto in poche settimane e pubblicato con il botto da Julliard nel 1951.
In questo testo, Françoise si pone in prima linea con l’ardore che le è già valso le ire di Françoise Mauriac, con il quale si scontra. Attacca tutti i conservatori che si sono espressi sul posto delle donne (o meglio della “donna” come si dice) nella società. E giocando d’astuzia: la psicoanalisi e il comunismo regnano sovrani sulla vita intellettuale di sinistra dell’epoca. (Vincent)
1962 : Je voulais être une femme
Parigi, Buchet / Chastel, 377 pagine.
” … Et c’est ainsi que je vais dans la vie, avançant par à-coups, grondant et crachant le feu ; tantôt fuyant un hôtel et un salaud, tantôt écoutant une clarinette, tantôt épongeant les vomissuresd’un ivrogne ; mais toujjours plongeant dans l’intimité des maisons aux fenêtres éclairées ou sombres, ou à l’intérieur des terres ou je passe, et dont j’apprends les nerfs, les fibres végétales, les os de pierre et le pelage qui exprime une âcre et délicieuse odeur de feuilles, ce regard dont la seule mort pourra éteindre la curiosité et peut-être l’assouvir. … “
1964 : Y a-t-il encore des hommes ?

In attesa di informazioni.
1970 : Éros minoritaire
Parigi, André Balland, 323 pagine.
In quest’opera fondamentale, Françoise d’Eaubonne afferma che l’omosessualità, questo “eros minoritario” come lo chiama lei, è esistita in tutti i tempi e a tutte le latitudini. Insieme all’eterosessualità, rappresenta uno dei due rami principali dell’Eros. Come mai, allora, è stata ritenuta una perversione, una malattia, un’anormalità, persino un crimine, a seconda della cultura e del secolo, dopo essere stata onorata nel mondo antico? (Alain)
1972 : Le Féminisme, histoire et actualité
Parigi, Alain Moreau, 400 pagine.
Questo libro è un saggio molto denso sulla storia del femminismo, dall’antichità agli inizi dei movimenti di liberazione delle donne americani e francesi. Françoise d’Eaubonne analizza questi “fatti storici primordiali” che sono “fallocratismo, sessismo, poi femminismo”. Basandosi su una grande varietà di riferimenti (psicoanalitici, antropologici, storici, letterari, ecc.), analizza sia come la discriminazione sessista si sia sviluppata e mantenuta nei secoli e nei paesi, sia quanto le donne abbiano sempre tentato di ribellarsi contro di essa, sebbene le loro rivolte siano state represse con vari mezzi. Per inciso, Françoise d’Eaubonne espone l’ampiezza del lavoro svolto prima di lei, ripercorrendo la storia culturale del femminismo occidentale – soprattutto, ma non solo, concentrandosi sul caso francese –, riportando estratti di discorsi o opere e commentandoli. È un libro che racconta la storia delle rivoluzioni femministe, dai loro fallimenti e conseguenti soffocamenti all’avvento dell’MLF. (Aurore)
1972 : Le Fléau social n° 2
Giornale del FHAR, il Front Homosexuel d’Action Révolutionnaire, di cui Françoise è cofondatrice. Diversi autori.
In attesa di informazioni.
1974 : La Drogue
F. d’Eaubonne, C-P. PAJARD et P. ULRICH. Ginevra, Famot, 247 pagine.
Françoise si è occupata della prima parte, la storia della droga, in 130 pagine. Quest’opera commissionata non è così insipida come si potrebbe temere. Sebbene datata, evoca comunque l’instaurazione da parte degli Stati coloniali di un traffico redditizio, con un totale disprezzo per la salute delle popolazioni.
Così l’Inghilterra con l’oppio, i Paesi Bassi con la cocaina. I primi narcotrafficanti, insomma, che hanno ispirato le strutture economiche del traffico contemporaneo…
È anche in questo libro che trovo la prima traccia del termine Sexocide, con un breve riassunto di quello che cinque anni dopo diventerà Le sexocide des sorcières.
1974 : Le Féminisme ou la Mort
Parigi, Pierre Horay Éditeur, coll. Femmes en mouvement n°2, 374 pagine.
In attesa di informazioni.
ristampato in :
Femminismo o morte. Parigi, le Passager clandestin, 2021, 332 pagine.
1977 : Lettre ouverte au docteur Hutter, médecin-directeur à l’hôpital-prison de Wittlich (RFA)
Gérard Hof e Françoise d’Eaubonne, inéditions barbares.
Nel 1976, dopo essere stato testimone al matrimonio di Françoise con Pierre Sanna (detenuto nel carcere della Santé di Parigi), Gérard Hof, compagno di Françoise, rinchiuso nell’ospedale-prigione di Wittlich (FRG), dovette resistere ai particolari metodi applicati dal dottor Hutter: tortura bianca sperimentale, obbligo sensoriale, tentativo di decostruire la personalità… Rilasciato dal carcere, Gérard Hof scriverà e pubblicherà questa testimonianza accusatoria di cui Françoise scriverà la prefazione. (Alain)
1978 : Contre-violence ou la Résistance à l’État
Parigi, Éditions tierce, 96 pagine.
Contre-violence è un’opera eclettica e veloce che combina poesie, testi politici, articoli pubblicati in riviste femministe, lettere aperte, collage di giornali, volantini, ecc. In questo saggio, Françoise d’Eaubonne rifiuta di condannare a priori l’uso della violenza per motivi morali, il che le permette di considerare l’ampio spettro della violenza e le sue conseguenze senza dogmatismi.
Non conclude con una posizione di compromesso, fedele a se stessa, ma invoca il rispetto reciproco per le scelte tattiche e strategiche. Avendo sperimentato e messo in atto atti di controviolenza, e conoscendone il costo, è spinta da una preoccupazione etica per l’uso della violenza. Favorevole a una controviolenza che non aggredisca i vivi, vigila anche sulla violenza contenuta, affinché questa non si trasformi mai in vendetta, sfogo individuale, godimento e, in fine, presa di potere; affinché “il potere delle donne diventi non potere”, sempre al servizio della diversità e del molteplice. (Pauline)
1978 : Écologie/Féminisme – Révolution ou mutation ?
Parigi, A.T.P., 224 pagine.
Écologie/féminisme : révolution ou mutation ? riprende le principali tesi ecofemministe che Françoise d’Eaubonne ha sviluppato dall’inizio degli anni ’70, per portarle a un punto di incandescenza in questo libro dal tono largamente profetico e apocalittico. Esprime la sua convinzione che sia inutile continuare a pensare al futuro alla luce di analisi politiche erose: l’immaginario rivoluzionario ha mostrato i suoi difetti, dalla storia della Rivoluzione francese a quella del socialismo. Dopo il 1972, afferma che dobbiamo passare a un immaginario mutazionale: deve cambiare tutto. Poiché il patriarcato è, secondo lei, la prima causa storica di tutte le disfunzioni sociali e ambientali, l’ideologia “maschile” è un’ideologia sfruttatrice e devastatrice, il femminismo e la lotta ecologica rappresentano gli ultimi baluardi contro l’apocalisse ambientale che si sta preparando. (Aurore)
riemesso sotto :
– D’EAUBONNE, Françoise. Écologie et Féminisme : révolution ou mutation ?. Libre & Solidaire, maggio 2018, 236 pagine.
1978 : Histoire de l’art et lutte des sexes
In attesa di informazioni.
1981 : Dossier S… comme sectes
Parigi, Alain Moreau, 313 pagine.
In attesa di informazioni.
1983 : Lettre ouverte à Huguette Bouchardeau ou Longo Maï n’a pas honte
Samizdat [auto-édition].
In attesa di informazioni.
1990 : Le Scandale d’une disparition – Vie et œuvre du pasteur Doucé
Parigi, Libre Arbitre, 116 pagine.
Prefazione di Gilles Perrault.
Battista protestante, il pastore Doucé aveva fondato, nel 1976, il Centro di Cristo Liberatore (CCL) a Parigi, uno spazio di accoglienza e di parola per i credenti delle minoranze sessuali e di genere. Dopo la misteriosa scomparsa del parroco nel luglio 1990, Françoise ha partecipato con Gilles Perrault alla creazione di un Comitato per chiedere la verità su questa vicenda. Il pastore verrà ritrovato assassinato pochi mesi dopo. (Alain)
1994 : Vingt ans de mensonges ou la baudruche crevée
Parigi, Editions de Magrie, 93 pagine.
Al momento non abbiamo ulteriori dettagli su questa edizione. In attesa di informazioni.
1995 : F.E.M.M.E.S ET V.I.O.L.E.N.C.E.S dans le monde
Parigi, l’Harmattan, 328 pagine.
Opera collettiva con sei scritti di Françoise. In attesa di informazioni.
1997 : Féminin et philosophie
Parigi, l’Harmattan, 105 pagine.
Nel luglio 1994, in una lettera ad Alain Lezongar, Françoise scriveva queste poche righe sull’opera appena iniziata, che sarebbe stata pubblicata tre anni dopo con il titolo Féminin et philosophie.
“Ho fatto seri progressi su ‘Donna e filosofia’ grazie al libro che mi ha inviato [Haine de la philosophie, Denys Mascolo]. Il mio progetto, che sta gradualmente prendendo forma, è in linea con l’osservazione di Levinas, uno dei più grandi filosofi del XX secolo: la filosofia è stata “afflitta fin dall’infanzia da un orrore dell’Altro”, che l’ha portata al discorso dello Stesso; in un’epoca in cui si diffondono razzismi di ogni tipo, “l’Altro, per eccellenza, è il femminile”. Questo conferma il mio punto di vista! La natura ha dovuto impiantare nel maschio un desiderio insaziabile di godere e di prolungarsi per preservare la specie maschile da un’omosessualità esclusiva rafforzata dal sessocidio – il massacro delle donne che riappare secolo dopo secolo: caccia alle streghe, lapidazioni fondamentaliste, per non parlare dei serial killer. Sto seguendo le orme dei Bergères de l’Apocalypse. Non potendo uccidere le donne, il patriarcato ha negato, represso e oscurato “la” donna e ha distrutto per quanto possibile ogni traccia del suo lavoro (“il conflitto sessuale”). Ha dato la caccia al femminile al suo interno, perseguitando l’omosessualità, che è il più antico e radicato dei suoi desideri – il che trasformerebbe il patriarcato in uno sterile ‘Männerbund’, esso stesso un pericolo sempre ricorrente.”
2002 : L’Homme de demain a-t-il un futur ? – Combien de temps durera le XXième siecle
Parigi, L’Harmattan, 170 pagine.
Collection Questions Contemporaines. In attesa di informazioni.
2018 : Écologie et Féminisme – Révolution ou mutation ?
Parigi, Libre et Solidaire, 233 pagine.
In questo libro, pubblicato originariamente nel 1978 e successivamente a Le Féminisme ou la Mort, Françoise teorizza la sua visione di quella che diventerà una corrente importante dell’ecofemminismo.
Questa edizione è arricchita da una prefazione di Serge Latouche, che rende giustizia al suo ruolo di pioniera della decrescita, e da una postfazione di Caroline Golblum, che ci ricorda quale donna visionaria sia stata Françoise e quale posto abbia occupato nella vita intellettuale di buona parte del secolo scorso.
Questa edizione è esistita solo per un breve periodo, poiché l’editore si è rapidamente rivelato un fallimento.
(Vincent)
2020 : Le Féminisme ou la Mort
Parigi, Le passager Clandestin, 331 pagine.
Pubblicato originariamente nel 1974, questo libro fondamentale apre nuove prospettive per le lotte ambientaliste e femministe, che Françoise ci dice essere chiamate a unirsi nell’opposizione al patriarcato, il quale con gli stessi strumenti sottomette le donne e distrugge il pianeta.
In questo libro, il cui titolo è un riferimento all’opera di René Dumont L’Utopie ou la Mort, Françoise annuncia ciò che oggi è una realtà: la distruzione del mondo da parte del produttivismo e del potere. Il capitale neoliberale di oggi è solo l’ultimo avatar di un sistema che risale a migliaia di anni fa, e l’autrice continua a descrivere la sua visione storica in Les Femmes avant le patriarcat (Le donne prima del patriarcato).
2021 : Le Complexe de Diane
Parigi, Julliard, 395 pagine.
Invocando un approccio capace di riconciliare “il razionale e l’irrazionale, l’intelletto e l’istinto”, Françoise apre la strada a una dimensione di interezza in cui le gerarchie sarebbero finalmente abolite, per il bene dell’umanità, e in cui il piacere, compreso quello sessuale, sarebbe pienamente onorato. Ed è nella ricchezza e nella profondità di questo pensiero, ancora in gestazione, che si illumina l’orizzonte inatteso che chiameremo ecofemminismo. (Élise)
2023 : Contre-violence ou la résistance à l’État
Parigi, Éditions Cambourakis, prefazione di Isabelle Cambourakis, 268 pagine.
Pubblicato nel 1978 da una casa editrice femminista, il libro riunisce vari testi e poesie di d’Eaubonne scritti a partire dal 1975 in risposta ad alcuni eventi, tra cui la morte in carcere della attivista della Rote Armee Fraktion (RAF) Ulrike Meinhof nel maggio 1976 e quella di quattro suoi compagni nell’ottobre 1977. Alcuni di questi testi sono stati scritti da zero, altri sono stati rielaborati più volte prima della pubblicazione. La lettura di questo libro solleva la questione delle evoluzioni e degli aggiustamenti dell’impegno militante di d’Eaubonne nel tempo. (Isabelle Cambourakis, 2022)
“Questo libro è una riflessione necessaria sul potere e sulla violenza. Françoise d’Eaubonne ha un modo unico di opporsi a coloro che, rendendo così impossibile qualsiasi riflessione al riguardo, confondono la controviolenza con la violenza. Egli smonta brillantemente l’ipocrisia della nostra società: “La non violenza è il tributo che un mondo violento paga all’idea di una società senza violenza”! Continuando la sua riflessione, ha affrontato la fonte: il Potere. Indica la necessità di distruggere l’informatica e di riprendersi i NOSTRI poteri, quelli che ognuno può esercitare senza limiti.
Alla fine fa centro con il suo affondo finale, quando parla del futuro: un giorno ci sarà “l’ammutinamento delle donne contro la società del potere” . (Manon Soavi)
2023 : Écologie/Féminisme – Révolution ou mutation ?
Parigi, Le Passager Clandestin, prefazione di Geneviève Pruvost, 349 pagine.
Dopo la pubblicazione di Le Féminisme ou la mort nel 1974 e l’apparizione della sua ricerca scientifica Les Femmes avant le patriarcat, nel 1976, Françoise d’Eaubonne sviluppa ulteriormente la sua visione dell’ecofemminismo.
Rispetto al femminismo riformista, che definisce “femminismo di mamma”, ma anche al femminismo marxista, d’Eaubonne aggiunge due dimensioni all’analisi dello sfruttamento (la natura e i paesi del Sud del Mondo): liberarsi, come donna, a spese del pianeta e di piccole mani subordinate non è un orizzonte di emancipazione. Come dimenticare che all’estremità della catena ci sono le donne piegate nei campi dell’altra metà del globo? (Geneviève Pruvost, 2022)
2024 : Le Féminisme ou la Mort (brossura)
Parigi, Le Passager Clandestin, edizione in brossura, 5 aprile 2024
Questa riedizione in brossura del titolo, pubblicata nel 2020 dagli stessi editori, precede di un mese un’altra opera essenziale, Ecoféminisme politique di Ariel Saleh, che la segue.
Pubblicato originariamente nel 1974, questo libro fondamentale apre nuove prospettive per le lotte ecologiche e femministe, che Françoise ci dice essere destinate a unire le forze nella lotta contro il patriarcato che, nello stesso movimento, sottomette le donne e distrugge il pianeta.
2025 : Histoire de l’art et lutte des sexes
Paris, Les Presses du Réel, septembre 2025
Introduzione e commenti di Fabienne Plume, prefazione di Vincent d’Eaubonne. Françoise, che ha trascorso alcuni mesi alle Beaux-Arts alla vigilia della seconda guerra mondiale, ha conservato per tutta la vita il gusto per l’espressione pittorica, che era anche il suo giardino segreto. Fabienne Plume, insegnante e critica d’arte femminista, si è occupata con entusiasmo di questo libro, che propone una riflessione sulle donne, tanto più presenti nella pittura quanto più assenti come creatrici, supportata da presentazioni e analisi di opere.
“In un momento in cui vengono ripubblicati i grandi testi che hanno segnato la storia dell’arte (Linda Nochlin, Griselda Pollock, Carla Lonzi), per arricchire l’attuale riflessione femminista sulla storia dell’arte, era importante aggiungere un’altra pietra all’edificio: il pensiero di Françoise d’Eaubonne…. Histoire de l’art et lutte des sexes completa il quadro con una riflessione femminista sulla realizzazione di una storia dell’arte già critica, una storia dell’arte marxista, ma che non include una prospettiva femminista. François d’Eaubonne si colloca a questo crocevia, affiancando le più rinomate storiche dell’arte del suo tempo con le sue analisi potenti, nutrite di riferimenti a molteplici campi, sostenute da un tono vivace e da un’argomentazione solida”.
Saggi letterari
1943 : Littérature n° 2
Parigi, Julliard, collezione Sequana, (190 pagine?)
Testi e poesie di : Robert Antelme, Gabriel Audisio, Jean Baudry, Pierre Béarn, André Berry, Claude Boncompain, Louise Bresson, Jeanne de Castro, Jean-Louis Curtis, Max Dietlin, Maurice Druon, Raymond Dumay, Françoise d’Eaubonne, Paul Gadenne, Kléber Haedens, Simone Jouglas, René Laporte, Jean Larcena, Henri Laville, René Lefèvre, Fernand Lequenne, Jean Loisy, Jean Massin, Jacques Mauchamp, Jean Merrien, P. van der Meulen, Raymonde Michaud, Robert Morel, Georges Neveux, Albert Ollivier, Jean Proal, C.-A. Puget, Silvio Ray, Alice Rivaz, Pierre-Maurice Richard, Henri Rode, Jean Rougeul, Claude Roy, René Tavernier, Maurice Toesca, Anne de Tourville, Claire Vallier, Nicole Vedrès.
1960 : Verlaine et Rimbaud ou la fausse évasion
Parigi, Albin Michel, 304 pagine.
[Per quanto possa sembrare paradossale, credo che il rapporto tra Rimbaud e Verlaine sia stato finora poco studiato nella sua natura e nel suo significato profondo. Fino al 1930, la questione che agitava gli esegeti era quella dell’omosessualità o del platonismo; quando la pubblicazione del dossier Dullaert]…[rivendicò Marcel Coulon]…[tutti i Rimbaldiani sembrarono ritenere che, essendo questa questione risolta una volta per tutte, la questione della relazione tra i due uomini fosse al tempo stesso esaurita].
“Così tutto si spiega”, gridarono in coro i Rimbaldisti e i Verlainiani, quando fu portata alla luce la prova della relazione fisica tra i due poeti. “Il vero problema si pone ora”, risponde Françoise in questo saggio.
1962 : Eros Noir
Parigi, Le Terrain Vague, 326 pagine.
Dedicato a Christiane Rochefort, il cui “Repos du guerrier” è stato bruciato in uno Stato cattolico del Sud America.
Soggetti principali del libro: Donatien Alphonse François de Sade (1740-1814); Leopold von Sacher-Masoch, (1836-1895°; L’Arétin (1492-1556); Nicolas-Edme Rétif de La Bretonne (1734-1806). Sono citate anche molte grandi figure degli ultimi secoli.
1962 : Les Plus Belles Lettres de Flaubert
Parigi, Calmann-Lévy, 1962, 158 pagine.
Françoise ha visto in Flaubert il primo degli scrittori borghesi (con tempo e denaro) ad aver introdotto quello che considera il valore principale della sua classe in letteratura: il tempo è denaro (time is money).
Pur non dimenticando la sua misoginia e le pagine atroci che scrisse contro la sconfitta della Comune di Parigi, gli riconosce il merito di aver dedicato il suo tempo a cercare di staccarsi dal pensiero mediocre del suo tempo e della sua classe (se ci sia riuscito o meno è un’altra storia, n.d.r.), e lo distingue dai suoi contemporanei per il suo rifiuto epidermico del mondo (a differenza di Sand, Balzac, Stendhal…).
Françoise, flaubertiana? Certamente no. Ma ne riconosce i meriti letterari e lo considera un interessante caso da manuale. (Vincent)
1970 : Les Écrivains en cage
Parigi, André Balland, 230 pagine.
In attesa di informazioni.
1986 : Une femme nommée Castor – Mon amie Simone de Beauvoir
Parigi, Encre, 366 pagine.
Sconvolta dalla scomparsa di Simone de Beauvoir nel 1986, Françoise ha voluto, in questo libro, presentarci colei il cui testo Il secondo sesso l’aveva tanto segnata. L’amicizia che le univa, l’opera letteraria di de Beauvoir e il suo rapporto intimo con Sartre, così come i pochi disaccordi teorici che le due autrici hanno avuto sono affrontati con delicatezza. (Alain)
Da L’Indicateur du réseau, parte ancora inedita:
Fu durante il periodo turbolento dei vari movimenti di “pace in Algeria” (…) che entrai, per la prima volta, in Simone de Beauvoir. Ho conosciuto l’autore di “Secondo sesso”, ma ho perso le tracce di lei longtemps ; racconterà la nostra riunione in “La Force de l’âge”.
1997 : La Liseuse et la Lyre
Parigi, Les Belles Lettres, 192 pagine.
In questo saggio intimo, Françoise ritorna alla sua passione per le parole. Non guardando il proprio ombelico, come dice giustamente René de Ceccatty in una critica letteraria sul Monde del 1997, ma per ricordarci il detto di Danièlle Sallenave: “Il libro non sostituisce nulla, ma nulla sostituisce il libro”.
La Liseuse et la Lyre è un magnifico saggio in cui Françoise, ancora una volta, tocca l’universale. Ma con un tono distaccato e quasi sereno che non siamo abituati a ritrovare in lei, cosa che ci ricorda quanto fosse ampia la sua tavolozza stilistica. (Vincent)
L’analogia tra questa passione troppo astratta e l’incanto della droga ha ispirato un autore del periodo tra le due guerre a denunciare questa sensazione con il titolo: “Questo vizio impunito, la lettura”. E in che modo poteva dare questo avvertimento? Con uno scritto.
2000 : La Plume et le Bâillon – Violette Leduc, Nicolas Genka, Jean Sénac, trois écrivains victimes de la censure
Parigi, L’Esprit Frappeur, 136 pagine.
In attesa di informazioni.
Romanzi storici
1947 : Comme un vol de gerfauts
Éditions Julliard, coll. Sequana, 526 pagine.
Prix des Lecteurs 1947, questo lungo romanzo preannuncia i temi e le forme care a Françoise che si ritroveranno in tutti i suoi romanzi. Il mare, i suoi pirati e i suoi naufragi (come da sua richiesta le ceneri di Françoise saranno sparse da una barca a vela al largo di Morbihan) e soprattutto il romanzo storico trasformato in racconto psicologico, perché le sembrava che questa forma fosse “più accessibile alla nostra sensibilità moderna”, come scrive nell’introduzione. Da qui la sensazione, secondo Élise Thiébaut, di “vivere le avventure dall’interno”, rafforzata dalle descrizioni pittoriche di grande impatto. (Vincent)
1949 : Indomptable Murcie
René Julliard, coll. Sequana, 559 pagine.
Se questo libro è dedicato all’anima di suo padre, sono le sue radici spagnole che Françoise evoca attraverso la storia di questa donna, espropriata perché ribelle, che, alla testa della sua Cuadrilla, fu uccisa dai francesi davanti a Saragozza nel 1816 durante la guerra di occupazione napoleonica.
In questo romanzo d’amore, di rumore e di furore, la cui parte “Sangre y Fuego” costituisce la metà delle 550 pagine, Françoise perfeziona la sua arte di descrizione suggestiva che ci trasporta nel cuore dell’azione, costruita con dettagli pittorici.
1957 : Belle humeur ou la véridique histoire de Mandrin
Parigi, Le livre contemporain – Amiot-Dumond, coll. Visages de l’aventure, 202 pagine.
La Ferme Générale (1680 – 1794) era un corpo di finanzieri e azionisti che, avendo acquistato la carica dal Re, riscuoteva le varie tasse in vigore con il diritto di trattenerne la metà. Inutile dire che i Contadini erano molto zelanti e che si commettevano infiniti abusi: ecco l’antenato delle mafie e dei trust internazionali, a seconda del lato della legge in cui si trovano.
È contro questo sistema e i suoi uomini che si sollevò il brigante Mandrin, il Robin-des-bois francese, che finì arrostito vivo in una piazza pubblica di Valence a cavallo del 1750 e che rimase a lungo nella memoria popolare, tanto che esistono ancora registrazioni di canzoni che ne celebrano le gesta.
Un personaggio, dunque, che si addice alla penna picaresca di una Françoise trentenne, che nella stesura della sua storia placa la sua sete di giustizia e un deciso gusto per l’epica.
1958 : Fort des Femmes
Parigi, le Livre contemporain.
Pierre Mac Orlan ha detto di Françoise: “Il suo stile è così colorito che devi leggere i suoi libri con gli occhiali da sole”. Cosa avrebbe detto di Bergères de l’Apocalypse prefigurato da questo libro ? Perché è proprio una lotta di donne, armi alla mano, quella che è qui raccontata: un gruppo di povere mendicanti immigrate, prostitute e ladre che si incontrano in fondo alla stiva della barca su cui stanno fuggendo dalla miseria per costruire un futuro migliore nelle Americhe all’inizio del XIX secolo. E non saranno i titoli sarcastici di capitoli come La joie d’être mère o Le repos du guerrier a farci dubtare delle intenzioni dell’autrice (Vincent)
1982 : Je ne suis pas née pour mourir
Parigi, Denoël/Gonthier, 286 pagine
Questo romanzo del 1982 racconta la storia di un’amazzone, Thécla, che, dopo aver bevuto una certa pozione, viaggia nel tempo e incontra grandi momenti della Storia. Per la prima volta il mito dell’immortalità è incarnato da una donna. Questo prodigioso romanzo d’avventura ci porta all’incontro di Alessandro Magno, alla scoperta dell’America da parte dei Vichinghi, alle formidabili macchine progettate da Leonardo da Vinci, alla guerra della Vandea,… al nazismo e poi al maggio-68.
(quarta di copertina)
1984 : Les Obsèques de Jean-Paul Sartre – * Les enfants de l’horreur *
Parigi, Encre, 235 pagine.
In attesa di informazioni.
1985 : Les Obsèques de Jean-Paul Sartre – ** La mort du prophète **
Parigi, Encre, 233 pagine.
In attesa di informazioni.
2003 : L’Évangile selon Véronique
Parigi, Albin Michel, 168 pagine.
Il vero titolo di questo romanzo è “L’Évangile selon Véronique” e non “L’Évangile de Véronique” come erroneamente riportato sulla copertina.
In attesa di informazioni.
Romanzi vari
1933 : Mireille, fille des montagnes

Questo romanzo, il primo di Françoise, pubblicato in versione abbreviata, è probabilmente perduto per sempre. Questa è la storia che ne è alla base.
Nel 1932, Denoël et Stelle lanciarono un concorso letterario per i minori di 13 anni. Per arrivare alla linea di partenza era richiesto un minimo di 200 righe. Françoise aveva 12 anni e partecipò con un romanzo di 225 pagine. La giuria, un po’ stupita, avviò un’indagine e interrogò discretamente il parroco: oltre alla straordinaria lunghezza, il testo conteneva ipotesi sulla vita sentimentale dei personaggi che sembravano difficili da attribuire alla penna di un bambino. Dopo le verifiche, Françoise vinse il concorso.
Non era il suo primo tentativo, avendo completato un primo romanzo di 50 pagine all’età di 10 anni, alcuni atti di dramma corneliano e un certo numero di poesie, poiché nella sua infanzia aveva posto la poesia al di sopra di tutto. Sebbene Dostoevskij, Zola e tanti altri brillassero nel suo firmamento fin dalla più tenera età, fu Rimbaud “di cui presto conobbi a memoria l’intera opera in versi” a rimanere per lei l’Indépassable: gli dedicò tre libri.
La bambina non passò inosservata. Colette, che aveva pubblicato due poesie che aveva scritto a nove anni, le disse che il suo destino era lì: sarebbe stata una scrittrice, doveva esserlo. Françoise fu talmente colpita da questo incontro che la sua Dea la intimidì per tutta la vita, al punto che non osò (Françoise, non osare!) contattarla per paura di perdere momenti preziosi del suo genio. Mi sembra che si siano incontrate una sola volta.
Françoise d’Eaubonne è nata a Les Lettres nel 1933. (Vincent)
1952 : Ivelle
Parigi, Julliard, 272 pagine.
Ivelle è la storia di una giovane ragazza di oggi. Un’anima ardente e inquieta, assetata di giustizia… Crede di aver scoperto una specie di superuomo in Yvon, che si considera il fondatore di una nuova filosofia… Lo segue a Parigi, nei circoli di Saint-Germain-des-Prés… Ben presto si trova coinvolta, insieme al suo maestro, in un caso di omicidio di alto profilo. (estratti dalla quarta di copertina)
A parte la storia dell’omicidio, non bisogna essere Sherlock Homes per indovinare che questo romanzo si basa sul passato di Françoise: Yvon, non sarebbe Jean-Charles Pichon, l’autore di oscure interpretazioni della storia dei miti? (Vincent)
1953 : Atalante délivrée

Poiché quest’opera è probabilmente andata perduta, possiamo solo fare delle ipotesi sul suo contenuto. In questo libro, pubblicato due anni dopo Le Complexe de Diane, avremo sicuramente a che fare con l’eroina greca Atalanta, educata da Artemide dopo essere stata abbandonata dal padre. Si dice che abbia vissuto nell’antica Grecia, rifiutando inizialmente il matrimonio e dedicandosi a imprese straordinarie. Fu l’unica donna a unirsi agli Argonauti per conquistare il vello d’oro insieme a Giasone.
Così troviamo l’Atalanta che poteva essere superata nella corsa solo dall’inganno di Ippomene, evocato in Le Complexe de Diane, dove Françoise esprime il suo attaccamento a questa figura di donna libera. Non sorprende che abbia voluto prolungare la relazione. (Vincent)
1954 : Le Quadrille des matamores
Plon
In attesa di informazioni.
1955 : Jours de chaleurs
Parigi, Éditions de Paris, coll. série blonde, 249 pagine.
L’Espagne, encore. Questo romanzo sentimentale nasconde sotto un’apparente leggerezza i ricordi della giovinezza di Françoise: la guerra di Spagna, la campagna di Francia. L’eroina del romanzo nasconde un segreto e un’anima focosa non dissimile da quella dell’autore. I personaggi secondari sono probabilmente tratti dagli incontri avvenuti nella villa Les Pamplemousses durante la sua infanzia a Tolosa dopo la retirada, l’escodo dei e delle repubblicani/e spagnoli/e nel 1939. (Vincent)
1955 : Le Ministère des vains désirs
Nouvelles éditions Debresse, coll. série « de cape et d’Idée », Parigi, 104 pagine.
In attesa di informazioni.
1957 : Les Amours de Roméo et Juliette
Parigi, Édition Rombaldi, coll. Le club de la Femme.
Qui si presta il soggetto, un romanzo dagli accenti cyraneschi, valido per le dettagliate e colorite descrizioni della Verona del Quattrocento. A parte questo, è un libro di cucina, scritto senza passione. Vivere della propria penna, senza sostegno finanziario, posizione o marito, richiede anche questo genere di impegni. (Vincent)
1959 : J’irai cracher sur vos tombes
Parigi, Éditions Seghers, 220 pagine.
Nel 1946 era stato pubblicato da Éditions du Scorpion un libro di Vernon Sullivan con titolo. Ritenuto scandaloso, fu poi oggetto di una querela intentata dal Cartel d’action sociale et morale, che portò alla rivelazione del suo vero autore, Boris Vian. Vian sarà condannato a 15 giorni di carcere, subito graziato, per oltraggio alla moralità. Pochi giorni prima della sua morte, Françoise gli diede il permesso di scrivere una nuova versione del suo romanzo con lo stesso titolo. Il sapore scandaloso del romanzo e il gusto per i thriller americani dell’epoca ne fecero un successo letterario. (Vincent)
1959 : Les Tricheurs
Paris, Éditions Seghers, 255 pages.
Romanzo del film di Marcel Carné con Pascale Petit, Jacques Charier e Laurent Terzieff. Il libro è stato ripubblicato da L’Inter nel 1970.
1960 : Le Temps d’apprendre à vivre
Parigi, Albin Michel, 377 pagine.
In questo romanzo tagliente, le illusioni dell’amore si intrecciano con gli orrori del secolo che hanno segnato Françoise: i campi di concentramento, i Rosenberg (mi ha dato il loro secondo nome, Julius, in loro memoria), le lotte politiche nella Parigi di quegli anni.
È anche la storia dell’emancipazione di una donna che ha lasciato, per non tornare mai più, il suo piccolo campo di concentramento personale e portatile chiamato amore, per dedicarsi alla pittura o alla scrittura, lasciando a lei la scelta.
Anche in questo caso, c’è molto della storia di Françoise. Questo libro, come molti altri, fa parte del lavoro di una vita.
1963 : Bonne nuit, cher prince

Paris, Buchet-Chastel, 278 pages.
“Scrittore (in mancanza di una parola migliore) con un gusto particolare per l’amore, Nathan sceglie di trasporsi in un personaggio femminile per parlare delle sue ossessioni.
………
Questo è un romanzo a doppio fondo, un gioco di specchi in cui una persona passa senza sosta dalla vita al sogno e dalla letteratura alla realtà. L’autrice di Je voulais être une femme ha senza dubbio superato se stessa in audacia e persino brutalità, ma soprattutto in pathos. ” (4a di copertina)
1971 : Drôle de meurtre
Con lo pseudonimo di Nadine de Longueval.
Questo romanzo è molto vicino, dal punto di vista tematico e psicologico, a The Yellow Wallpaper per molti aspetti. La protagonista del libro, Judith, che scrive il quaderno trovato dalla figlia nei capitoli iniziali, viene usata dagli uomini per soddisfare i loro desideri e perde ogni potere quando sposa un uomo che non ha alcun interesse per lei se non per la sua fortuna milionaria: Nessun contatto emotivo, nessun hobby, nessun bon mots, solo una protagonista con suoceri che le danno sui nervi, un marito che parla solo di sé e del suo romanzo che immaginiamo non verrà mai pubblicato, che la interrompe in continuazione, non la lascia mai parlare e la scredita in ogni occasione, umiliandola a volte e facendosi servire da lei in continuazione.
Nel corso del libro, la vediamo sprofondare gradualmente nella depressione e nella follia, con tutte le sue speranze che si sgretolano una dopo l’altra. Non sorprende quindi che la società (e sua figlia prima di conoscerla) la consideri pazza, dato che non riesce a esprimersi, non riesce a essere felice ed è costantemente attaccata da tutto ciò che la circonda, il cui unico rifugio è un cagnolino.
Nel romanzo, d’Eaubonne si preoccupa di spiegare cosa si nasconde dietro la “follia” di una donna vista con gli occhi degli altri, che può finalmente raccontare la sua storia senza un occhio esterno o un marito che cerchi di spiegare il suo comportamento. It’s an extremely fine psychological exploration, taking us into the daily life of a woman deprived of everything, but above all of the recognition of her existence, forced to live for others and even as a bargaining chip. Anche se finisce per essere un po’ una storia d’amore eterosessuale (il genere della raccolta obbliga) poco prima dell’ultimo capitolo, tutto è credibile, finemente descritto e giustificato.
L’ultimo paragrafo del libro è magnifico, a mio avviso, perché segna la ripresa del racconto da parte della figlia, sia come modo di inscrivere la storia nella propria, come eredità, ma anche come memoria, con l’obiettivo di riabilitare, far emergere, far uscire dallo sguardo la storia di una donna e, in definitiva, con la giustizia per tutti i torti commessi nei suoi confronti.
Nicolas Lontel
1977 : Pour une poignée de cacahuètes
COUEDIC Didier, Gabriel CHAHINE e Françoise d’EAUBONNE
In attesa di informazioni.
1983 : À la limite des ténèbres
Parigi, Encre, 278 pagine.
“Sono un assassino. Più che un assassino: un demone, un animale feroce, un essere che trae la sua vita solo dal sangue degli altri, come i vampiri… Ho ucciso ventisette persone, la maggior parte donne; sempre al buio, al crepuscolo”. Queste sono le parole dell’eroe condannato di uno dei più incredibili gialli degli annali del crimine.
Françoise d’Eaubonne si è sforzata di dipingere l’intima tragedia di questo personaggio schizofrenico, l’evoluzione tra genio e follia delle forze oscure del disordine mentale. Finirà per esaurire la propria violenza e diventare, amaramente, spettatore del suo delirio.
(quarta di copertina)
1987 : Terrorist’s blues
Parigi, Michel de Maule, 271 pagine.
In attesa di informazioni.
1992 : Toutes les sirènes sont mortes
Parigi, Editions de Magrie, 208 pagine.
Collection les Nuées Volantes.
Françoise ci regala un romanzo raffinato, profondo e sensibile. In una località sperduta della Bretagna, una scrittrice cerca di sfuggire ai suoi demoni, ma un innocentissimo investigatore, più o meno manipolato dal suo capo, arriva a sconvolgere i suoi incubi. “Potente, commovente, di una sensibilità rara” (lettera di Gilles Perrault a Françoise). (Alain)
1993 : Les Fous du Rhin
Parigi, Editions de Magrie, 186 pagine.
In attesa di informazioni.
1994 : Le Pire n’est pas toujours sûr
Parigi, Editions de Magrie, 415 pagine.
Collections les Nuées Volantes. In attesa di informazioni.
1995 : Floralies du désert
Samzidat [auto-édition], 182 pagine.
In attesa di informazioni.
2003 : Seppuku ou le roman à clefs
Parigi, La Cerisaie, 286 pagine.
In attesa di informazioni.
Fantascienza e miti
1953 : Les Yeux du paradis
Tolosa, Tipografia Julia, 20 gennaio 1953, 28 pagine, 120 copie
Un racconto fantastico di diciotto pagine tratto da una sceneggiatura di Jean Lakanal, le altre dieci pagine sono dedicate a titoli, guardie, citazioni, ecc. La trama ha un interesse mediocre, oscillando tra diverse influenze (Poe, Nerval…) per affrontare in modo superficiale alcune questioni metafisiche.
Françoise, con uno stile che sembra forzato, cerca di rendere più gradevole questa tisana con alcune belle metafore e altri espedienti, ma dato che lei stessa non ne è convinta, dubito che il lettore possa esserlo…
1954 : La Hollandaise volante
Diffuso da Radio-Lille.
Probabilmente perso, quindi possiamo solo speculare su questo Hollandaise volante.
Le Hollandais volant è l’archetipo delle navi fantasma, protagonista di racconti e leggende tramandate per generazioni tra i naviganti. Rappresenta il fatale presagio da non incrociare sulla propria rotta, perché è una barca il cui equipaggio è stato maledetto e condannato a vagare sulle onde per l’eternità.
È quindi sicuramente un racconto marittimo quello che Françoise ha proposto, come ha fatto 4 anni dopo con Le Gabier de Surcouf. Da notare che l’olandese è diventato una olandese, ed è una scommessa sicura ipotizzare che sia diventata capitano di un vascello pirata o corsaro; è anche del tutto possibile che l’intero equipaggio fosse di sesso femminile. Maledizione per gli uomini che hanno attraversato il loro cammino! (Vincent)
1960 : Planète sans adieu
Parigi, Arthème Fayard, 26 pagine.
Pagine 23-46 di un’opera collettiva. Racconto di fantascienza: viaggio nel tempo, un’eroina e un divertente gioco di fantasia sull’influenza delle glaciazioni sullo sviluppo della specie Homo.
Se il testo è di poca importanza, il tocco di Françoise è evidente. E per lei, questo potrebbe essere stato un gioco di scrittura rilassante, una ricreazione per il suo lavoro approfondito di quegli anni. (Vincent)
1962 : L’Échiquier du Temps
Hachette, coll. le rayon fantastique n°99, 261 pagine
Nel 30° secolo, altre razze pensanti della galassia si sono unite all’Umanità per formare la grande confederazione “antropomorfa”, il cui centro si trova sul pianeta Fedra.
Ma una razza, nata da un incrocio mostruoso, possiede, insieme al pensiero, la forma più orrendamente opposta a quella dell’uomo.
1962 : Les Sept Fils de l’étoile
Hachette, coll. le rayon fantastique n°88, 307 pagine.
Forse per la prima volta nella storia della fantascienza (ndr: nel 1962), l’eroe – il pilota dell’astronave – è una donna!
Tellur ha ricevuto la sua missione dall’anziano mago di un pianeta ritenuto insignificante. Il suo programma prevede sette mondi, sette stelle, ognuna con una civiltà che prefigura il futuro della civiltà umana.
Un’odissea straordinaria per questa giovane donna. Sette pianeti. Sei amori e sette figli di mistero e meraviglia… perché il destino si compia…
1964 : Rêve de feu

Hachette, coll. le rayon fantastique n°124, 238 pagine.
In attesa di informazioni.
1975 : Le Satellite de l’Amande
Parigi, des femmes, 253 pagine.
Tutti gli uomini sono scomparsi. Nel senso di: tutti i maschi. In questo romanzo, dove si riproducono per ectogenesi (un mezzo di riproduzione che permette loro di fare a meno degli uomini), le donne, dopo aver riportato in vita una Terra devastata dall’inquinamento, dal Capitale e dal patriarcato, partono alla scoperta di un piccolo strano pianeta, lontano dal nostro sistema solare. Questa spedizione riserverà molte sorprese alle lettrici e ai lettori di questo racconto filosofico. “Appassionato, imperioso. In affresco e in rilievo” (Victoria Thérame). Le Satellite de l’Amande è la prima parte di una saga che proseguirà con Les Bergères de l’apocalypse; la terza parte di questa trilogia, inedita fino a poco tempo fa, è stata pubblicata da Des Femmes-Antoinette Fouque nel novembre 2022. (Alain)
1978 : Les Bergères de l’Apocalypse
Jean-Claude Simoën, 412 pagine.
2022 : Le Satellite de l’Amande
Parigi, Des Femmes–Antoinette Fouque, 176 pagine.
1975. Ho 21 anni, conosco Françoise da diversi mesi e siamo già diventati inseparabili. Le edizioni Des Femmes pubblicano Le Satellite de l’Amande, un romanzo di fantascienza ambientato in un mondo tutto al femminile. Sono entusiasta. L’esplorazione del piccolo esopianeta, le domande filosofiche della narratrice, la scrittura leggera dell’autrice, tutto questo affascina la mia tumultuosa giovinezza. 47 anni dopo, la casa editrice Des Femmes ripropone questo libro, ed è quindi con particolare piacere che sono ripartito alla scoperta di questo universo d’eaubonniano. (Alain)
2022 : Les Bergères de l’Apocalypse
Parigi, Des Femmes–Antoinette Fouque, 650 pagine.
1978.
Contrairement à beaucoup de lectrices et lecteurs bien plus lucides que moi, ce roman, à sa sortie, me passe au-dessus de la tête ; je m’attendais à quelque chose d’aussi charmant que Le Satellite de l’Amande et suis décontenancé. Avec ma lenteur d’esprit habituelle (pour reprendre une expression que Françoise avait employée avec fausse modestie envers elle-même), il m’aura fallu attendre 2022 et cette réédition par Des Femmes-Antoinette Fouque pour découvrir ce que je considère dorénavant être un véritable chef d’œuvre. Mi resta un piccolo rimpianto: quello di non aver potuto raccontare a Françoise il mio straripante entusiasmo. (Alain)
Les Bergères de l’Apocalypse è l’opera principale della Trilogia di Losange, che comprende anche Le Satellite de l’Amande e Un bonheur viril, oltre a vari racconti. La maestria di Françoise nella rappresentazione pittorica di scene intense è qui di un’intensità oscura che non ha nulla da invidiare al Manifesto SCUM di Valérie Solanas o a Baise-moi di Virginie Despentes.
Les Bergères è uno dei 17 titoli che l’autrice pubblicò tra il 1974 e il 1979, mentre conduceva una vita di attivismo costellata da numerose imprese d’armi. Scritto tutto d’un fiato, con poche correzioni, l’autrice lo descrive come “… modestamente, un’epopea, che ho scritto per sfogarmi… perché mi porto dietro un sacco di fantasie, e ho pensato che sarebbe stato bene divertirsi un po‘”.
Quattro anni prima, nel 1974, in preda a un’ansia ecologica tanto più innominata in quanto praticamente l’unica a sperimentarla, Françoise aveva creato il neologismo ecofemminismo e ne aveva concettualizzato il significato. Nonostante i suoi sforzi, il termine non è stato accettato in Francia. Inoltre, nel 1976, la morte di Ulrike Meinhoff, trovata impiccata nella sua cella, le causò uno strazio. Les Bergères de l’Apocalypse è, credo, una risposta a tutto questo.
Il messaggio si può riassumere così: le donne, ribellandosi “non tanto per il torto subito, ma per il torto subito dal pianeta e dalla vita stessa”, iniziano una guerra planetaria totale contro gli uomini che porterà alla loro scomparsa.
Una sequenza in un programma letterario mostra chiaramente come il libro fu accolto all’epoca. Anche se gli scambi sono sommessi, l’UFO di Françoise fa paura in un mondo gelido e in gran parte ignaro della violenza sulle donne, quando non si tratta semplicemente di massacri, come dimostra oggi la lenta presa di coscienza globale.
Per illustrare questa saga allucinante, non ci serviva altro che la grande e bellissima voce di Mathilde in una delle sue canzoni più toccanti. Françoise sarebbe stata una sua fan. (Vincent)
2022 : Un bonheur viril
Parigi, Des Femmes–Antoinette Fouque, 250 pagine.
In uscita il 10 novembre, questo terzo volume chiude (quasi) la saga delle Bergères de l’Apocalypse. Questo testo, scritto all’inizio degli anni ’80, non è mai stato pubblicato, non sappiamo per quale ragione. Tuttavia, come scrive Élise Thiébaut nella sua prefazione, “leggendo
Si tratta della guerra globale dei sessi dal punto di vista del campo nemico, attraverso la visione nevrotica del fondatore di Gynophobia (un intero programma…). È possibile riscontrare un parallelismo con l’opera di Margaret Atwood Il racconto dell’ancella, pubblicato nel 1985.
Grazie all’IMEC per averci permesso di riportare alla luce questo manoscritto, a Élise Thiébaut e ad Alain per il loro prezioso lavoro di revisione. (Vincent)
2023 : Je ne suis pas née pour mourir
Parigi, Le Seuil, edizione tascabile, prefazione di Pauline Harmange, settembre 2023
Questo romanzo del 1982 racconta la storia di un’amazzone, Tecla, che, dopo aver bevuto una certa pozione, viaggia nel tempo e incontra alcuni dei grandi momenti della storia. Per la prima volta, il mito dell’immortalità è incarnato da una donna. Questo prodigioso romanzo d’avventura ci porta da Alessandro Magno, alla scoperta dell’America da parte dei Vichinghi, alle incredibili macchine progettate da Leonardo da Vinci, alla guerra di Vandea, fino al nazismo e al maggio 1968.
Saggi storici
1963 : La Vie des grands peintres français

Paris, Éditions du Sud, Albin Michel.
Testi di Yvonne Deslandres, Françoise d’Eaubonne, Henry Certign … [et al.]; a cura di Pierre Waleffe, che Françoise incontrò su molti libri in quegli anni.
Anche in questo caso la pittura, che attraverserà tutta la sua opera, si ritrova nel suo stile, da Le cœur de Watteau (1944) a Histoire de l’art et lutte des sexes (1978).
1973 : Les Grands Conquérants – Alexandre le Grand, Justinien de Byzance, Gengis Khan
Capitolo con titolo sconosciuto in MICHAL, Bernard (éd.), Françoise D’EAUBONNE, Jean DELAMOTTE et Pierre GUILLEMOT. Les Grands Conquérants ; Alexandre le Grand, Justinien de Byzance, Gengis Khan. Éditions de Crémille, 254 pagine.
In attesa di informazioni.
1974 : Histoire de l’anarchie – tome 1
con Paul Ulrich e Pierre Nouaille, Éditions Famot.
In attesa di informazioni.
1974 : Histoire du banditisme – tome 2
« Lacenaire – Le fiancé de la guillotine», pp.203-250 dans COLLECTIF. Histoire du banditisme tome 2. Éditions Famot, 252 pagine.
In attesa di informazioni.
1974 : Les Grandes Énigmes des civilisations disparues
Opera collettiva in più volumi, Éditions Famot.
Volume III: Preistoria e origini dell’uomo, megaliti e pietre misteriose. Contributo di Françoise, non identificata
1977 : Les Femmes avant le patriarcat
Payot, 239 pagine.
Creando l’ecofemminismo, il genio di Françoise non è stato quello di portare un nuovo concetto: è stato quello di collegarci con una realtà immemorabile, quella delle culture pre-patriarcali della nostra area geografica, che il razionalismo del XV secolo e poi l’umanesimo dell’Illuminismo faranno hanno cercato di sradicarlo nella nostra cultura occidentale, ora in prima linea nella disumanizzazione.
Vincent d’Eaubonne, in préface pour l’édition italienne, 2024
1978 : Histoire de la galanterie – tome X Les grandes demi-mondaines
Éditions Famot.
In attesa di informazioni.
1979 : On vous appelait terroristes
Yverdon, Kesselring, 389 pagine.
Libro iniziato dopo la morte in carcere di Ulrike Meinhof, On vous appelait terroristes offre una biografia parziale, romanzata e polifonica dei protagonisti della Rote Armee Fraktion tedesca. Ogni capitolo si concentra sull’esperienza che ognuno di loro ha avuto (alla morte di Katrina, Ulrike Meinhof) del movimento, della sua creazione e dei primi attentati. Françoise d’Eaubonne mette qui in scena la spirale fatale della controviolenza. Mostra come questi giovani attivisti, vicini alla nonviolenza all’inizio del romanzo, giungono gradualmente alla convinzione che la violenza armata sia l’unica risorsa efficace che gli rimane per combattere i crimini di stato.
On vous appelait terroristes è un titolo di denuncia: i “guerriglieri urbani” non sono, secondo d’Eaubonne, “terroristi”, ma militanti della “controviolenza”. (Aurore)
1980 : Histoire de la galanterie – tome IV Au temps des mignons du Roi
Ginevra, Famot.
Certamente opera collettiva e lavoro su commissione per Françoise. Il titolo si riferisce all’epoca di Enrico III, quando il termine “mignon” ha assunto definitivamente la connotazione peggiorativa che ancora oggi conosciamo. Con questa particolare connotazione che prima non esisteva, la parola minionsignifica “fedele”, “servo”. Così, per un certo periodo, i gesuiti furono chiamati molto seriamente in francese “minon di Gesù Cristo”.
Furono le critiche, sia da parte degli ugonotti che dei membri della Lega, alle scappatelle e agli eccessi dei temibili spadaccini che circondavano il giovane re a conferire questo significato dispregiativo. E nella misura in cui questi critici li consideravano effeminati e li sospettavano di omosessualità (il che, all’epoca, poteva significare la pena di morte se non si era di rango abbastanza alto), può essere interessante vedere come Françoise ha affrontato la questione della “galanteria”. (Vincent)
1980 : Les Blessés de guerre invisibles
Ginevra, Famot.
Preceduto da Les Bagages de sables di Anna Langfus. In attesa di informazioni.
1981 : Histoire de la galanterie – tome IX La médecine et la loi
Ginevra, Famot, 281 pagine.
Scritto con Gérard Hof. In attesa di informazioni.
1988 : La Femme russe
Parigi, Encre, 177 pagine.
In attesa di informazioni.
1990 : Les Scandaleuses
Parigi, Vernal/Philippe Lebaud, 234 pagine.
Collection Mémoires d’autres. In attesa di informazioni.
1999 : Le Sexocide des sorcières
Parigi, L’Esprit Frappeur, 156 pagine.
In questo libro, Françoise ripercorre l’ossessione maschile, a partire dalla distruzione delle culture matriarcali, di far sparire il femminile. “È proprio nell’Occidente cristiano, futuro creatore dello ‘Stato di diritto’, che questo sogno di sessocidio sul rogo delle streghe si è manifestato in modo più antico e spettacolare. (…) Fu nel 1484 che la bolla di Innocenzo VIII lanciò l’iniziativa di uno sterminio che avrebbe spopolato l’Europa di una parte del ‘secondo sesso’ per duecento anni. E la Chiesa, per la quale ogni donna è una potenziale strega, presto consegnerà “al rogo del carnefice migliaia di donne di cui inventa la colpa»”. (Alain)
2000 : Sir Evans et le Minotaure – Le génie perdu de l’Île de Pâques
Parigi, Magellan, 260 pagine.
Scritto con Patrick Nottret. Collection Les grandes énigmes des mondes perdus. In attesa di informazioni.
2023 : Le Sexocide des sorcières
Vauvert, Au diable vauvert, collana Nouvelles Lunes, prefazione di Taous Merakchi, 109 pagine.
Il sessocidio di cui parla Françoise d’Eaubonne in questo testo, il trattamento riservato alle “streghe” durante il periodo delle persecuzioni contro di loro, era solo un pretesto. Era un trucco perfetto, appropriato all’epoca in cui si svolsero questi eventi, per giustificare la tortura e l’omicidio delle donne. Il Malleus Maleficarum di Kramer e Sprenger verrebbe oggi trattato come il manifesto di un incel, pubblicato sul web poche ore prima di compiere una strage in un luogo frequentato principalmente da donne (Taous Merakchi, 2023).
Autobiografie
1963 : Jusqu’à la gauche
Parigi, Buchet / Chastel, 391 pagine.
Questo libro può essere considerato il seguito di Je voulais être une femme, pubblicato l’anno precedente. In ogni caso, il processo letterario utilizzato è simile.
In quest’opera, la nostra eroina si immerge nella resistenza alla guerra d’Algeria, e l’epopea è picaresca: Mamerloy, uno dei personaggi principali, sarebbe stato degno di un posto a tavola nella villa Les pamplemousses di Tolosa, dove Françoise ha trascorso una giovinezza piena dei personaggi più stravaganti.
Mamerloy, che avrebbe poi incontrato di nuovo sul suo cammino: era Roland Perrot, che ha fondato Longo Maï, oggi un bel collettivo cooperativo che ha avuto i suoi inizi con toni settari, con lui nel ruolo di guru. Françoise si batté contro queste aberrazioni (fino all’eccesso?) e il caso divenne nazionale.
1964 : Chienne de jeunesse

Parigi, Julliard, 376 pagine.
Questo primo volume delle sue memorie rivisita la sua infanzia, fino al 1944. Si apre con Il paradiso verde, dove il giardino gioca un ruolo chiave come opera finita di Dio sulla terra. È “lo stato naturale di un bambino amato, ben nutrito, in contatto immediato con la natura“.
Poi, con il trasferimento a Tolosa, arriva Le temps de l’ennui. La crisi economica degli anni Trenta aveva lasciato la famiglia d’Eaubonne sul lastrico, e la mancanza di tutto (” Ah, quei bambini che hanno sempre fame! “Questo periodo di noia fu un soffocamento insopportabile per l’anima ardente di Françoise. Questo periodo di noia fu un soffocamento insopportabile per l’anima ardente della piccola Françoise, che trovava rifugio e consolazione nei libri, nella scrittura e nello spettacolo del mondo, alcuni dei cui sconcertanti esemplari frequentavano la casa, come il mitomane Christian, uno dei suoi personaggi principali in Le Quadrille des Matamores. Tuttavia, queste restrizioni non la prepararono a ciò che sarebbe seguito dopo una breve parentesi felice: la guerra fu dichiarata.
A Tolosa, con genitori poco intraprendenti, sperimentò la fame, quella vera, e il freddo (che tolse la vita a suo padre e a sua nonna) come tanti altri della sua generazione. Ha ricevuto la piena forza della rivelazione che i campi di sterminio erano oltre l’orrore. Ma conobbe anche la Resistenza, la solidarietà dei poveri e il suo primo vero contratto letterario.
Da questo melting pot emergerà una Françoise libera dal moralismo puritano e dall’illusoria correttezza, decisa a gridare “Fino all’ultimo respiro, fino all’ultimo rantolo, fino al plotone d’esecuzione o al rullo della veglia: vaffanculo!“.
1966 : Les Monstres de l’été

Parigi, Julliard, 464 pagine.
La seconda parte delle “prime memorie” di Françoise inizia con queste parole:
“Berlino Est, 12 marzo 1965 (il mio compleanno). – La mia guida vuole assolutamente offrirsi di intitolarmi una strada di Berlino Est. Non meritavo “questo eccesso d’onore”; se lo accetto è perché per i più sarà una “umiliazione”. »
In questo testo, l’autrice continua a scrivere i suoi ricordi della fine della Seconda Guerra all’inizio degli anni ’60, dopo un primo volume, Chienne de jeunesse, che ripercorreva il suo viaggio dal 1930 al 1945. (Alain)
1980 : L’Indicateur du réseau
Parigi, Encre, 350 pagine.
Terzo volume delle memorie di Françoise d’Eaubonne, L’Indicateur du réseau ripercorre avvenimenti importanti della sua vita a partire dai nomi dei luoghi in cui si sono svolti: con ironia, parla di un “bilancio topografico”. La storia avanza lungo il filo alfabetico dei nomi delle stazioni, e la incontriamo successivamente in epoche diverse della sua vita: la sua infanzia, la sua famiglia, i suoi cari, la guerra, i suoi primi rapporti – più che falliti – con gli uomini, i suoi libri, la sua scrittura, le sue lotte. E si legge anche quanto la scrittura rappresenti, per lei, un’arma di resistenza.
Questo testo finora non è mai stato pubblicato nella sua interezza. Nella parte ancora inedita (trasmessa all’IMEC), Françoise, sottolineando il suo “fervore per questa contro-letteratura che è la fantascienza”, precisa che essa, “come tutto ciò che è contro, ringiovanisce e rinfresca la vecchia forma, ed ecco perché scelgo qui il nome di contro-memorie”. (Aurore e Alain)
2001 : Mémoires irréductibles – De l’entre-deux guerres à l’an 2000
Parigi, Dagorno, 1135 pagine.
Un intero secolo (o quasi)! Questa voluminosa raccolta riunisce i vari volumi di memorie di Françoise d’Eaubonne già pubblicati in momenti diversi della sua vita: Chienne de jeunesse (che copre il periodo dal 1930 al 1945), Les Monstres de l’été (dal 1945 al 1965), L’Indicateur du réseau (che copre diversi periodi fino al 1978), oltre a un volume pubblicato qui per la prima volta, Les Feux du crépuscule (in cui l’autrice, verso la fine della sua vita, guarda per l’ultima volta al XX secolo).
Uno o due altri manoscritti autobiografici non sono mai stati pubblicati. (Alain)
Biografie romanzate
1944 : Le Cœur de Watteau
Éditions Julliard, 354 pagine.
Scritto tra il 1942 e il 1943, questo romanzo è un susseguirsi di immagini dettagliate e dialoghi vivaci. La miseria dei tempi che Françoise attraversa come meglio può trova eco nelle sue descrizioni della vita del popolo sotto Luigi XIV. Un intero mondo di artigiani, negozianti e soldati di rango prende vita nelle pagine, sullo sfondo della vita e dei dipinti di Antoine Watteau. Anche le donne sono ben rappresentate, soprattutto Morena, che incarna l’indipendenza duramente conquistata e preservata. Questo romanzo, con la sua struttura ben costruita e padroneggiata, è sorprendentemente maturo per un’autrice di 22 anni. (Vincent)
1956 : La Vie passionnée d’Arthur Rimbaud

In questo libro, Françoise mostra non solo il poeta, ma soprattutto l’uomo Rimbaud in tutti gli alti e bassi della sua vita, con i suoi vizi e le sue eruzioni di carattere. Il genio di Rimbaud traspare, con il suo temperamento eruttivo, la sua assoluta fedeltà a se stesso, la sua derisione di ogni morale borghese, e la sua trasformazione da poeta a puro mercante, interessato solo a fare soldi in Abissinia come commerciante di armi.
1959 : Je m’appelle Kristine
Parigi, Éditions Albin Michel, 285 pagine. Riedizione intitolataMoi, Kristine, reine de Suède, 1979
Leggendo il romanzo di Françoise, non può che tornare alla mente Les Mémoires d’Hadrien, l’opera monumentale di Marguerite Yourcenar, apparsa 7 anni prima. E non saranno certo gli indizi trasparenti che ha lasciato a invalidare questa osservazione. Si potrebbe pensare a un’imitazione stilistica, volendosi soffermare su ciò che queste due grandi autrici hanno condiviso: una vera conoscenza dei greci e dei latini.
Conoscenza che Françoise mette al servizio del suo scopo che, sempre, sarà quello di affermare: Donne, siate orgogliose di esserlo! È grazie a questa affermazione che sono stato portato, del tutto naturalmente, dalle letture della mia infanzia a considerare la possibilità che un eroe epico potrebbe anche essere un’eroina.
Con Kristine de Suède, Françoise dipinge una figura storica al culmine della sua potenza. Amica e corrispondente delle più grandi personalità intellettuali e scientifiche del suo secolo, fulcro del Trattato di Vestfalia, avventurosa e combattiva, diplomatica e pacificatrice, la regina Cristina fu senza dubbio una delle figure più importanti dell’Europa del suo tempo. (Vincent)
1960 : La Vie passionnée de Verlaine
Parigi, Seghers, 349 pagine.
” 1896 ; un dur hiver noircit les vitres de Paris ; la neige a couvert les trottoirs d’un drap épais, puis a fondu ; on attend à nouveau qu’elle tombe. Chaque bec de gaz crache sa flamme jaune au cœur d’une plume de paon, irisation des gouttelettes de la brume.
Rue Descartes, au carreau d’un garni, un papillon rouge vacille, tremble et rouvre ses ailes ; c’est une lampe à pétrole dont la mèche noircissante va mourir. Le vieux malade est tombé sur le carrelage ébréché. Sa chemise de nuit, crasseuse, est remontée sur ses cuisses comme sur le dessin de Daumier Les Massacres de la rue Transnonnain. Il grogne et gémit ; il jure. Une de ses jambes, énorme et raide, a la couleur bleue d’une seule monstrueuse ecchymose. Il halète. Il griffe les carreaux avec ses ongles. Il crie : «Eugénie ! » Il se tait. Son souffle bruyant accompagne l’agonie de la lampe. Un fiacre qui passe ébranle les vitres de la maison et un chant d’ivrogne tourne le coin de la rue, vacille, puis disparaît.
Il est étendu par terre, dans sa chemise sale, avec son crâne chauve et sa barbe emmêlée, et il pousse encore quelques jurons; puis il gémit comme un enfant qui rêve : «Philomène… » Il se tait. “
———————————–
” Entre les mains qui le bordent et resserrent les couvertures autour de lui, le vieux se sent filer, tomber dans un trou immense ; une brèche de lumière s’ouvre à travers cette nuit : c’est le pâle soleil de Metz sur les vertes esplanades, à l’heure où sonne la diane étouffée des casernes ; la nuit va descendre, et le petit Paul tend son front ravi aux lèvres de la plus belle des femmes :
—Bonsoir, maman, dit-il. “
1963 : Balzac que voici

Paris, Les Editions du Sud, 345 pages
Questo romanzo biografico inizia con un’introduzione di 3 pagine, Il XIX secolo e il trionfo della borghesia, che si conclude con quanto segue:
“Certo, dal 1830 ai primi decenni del nostro Novecento, questa è stata l’età dell’oro della borghesia, con quello spiacevole incubo della Comune, disperato tentativo della classe “posseduta” di scrollarsi di dosso il suo giogo; questa è stata l’epoca, di cui la nostra ha conservato tanta nostalgia nel cuore delle sue classi medie, in cui il franco era saldo come una roccia, e di conseguenza la morale patriarcale era severa, prudente e rigida. Dove il fiorellino blu viene coltivato tanto più che l’oro si ottiene a prezzo di sudore e sangue…”.
“Un tono vivace e coinvolgente… Un libro ricco di aneddoti.” (Nouvelles littéraires)
1963 : La Vie de Franz Liszt

Parigi, Éditions du Sud, Albin Michel, 335 pagine
“Così come l’espansione giacobina e napoleonica aveva teso a liberare i popoli prima di dare loro una nuova disciplina, la Scuola dei Cinque spezzò le catene con cui la tirannia italiana e classica aveva appesantito il regno della musica; in questo senso Balakirev e i suoi satelliti, Borodin, Mussorgsky, César Cui, Rimsky-Korsakov erano gli eredi… del francese Berlioz e dell’ungherese francesizzato Franz Lizt. Il primo era morto: il secondo riconosceva il suo. …
…Franz Lizt rappresenta la seconda generazione del Romanticismo musicale. …La libertà di interpretazione, eredità dell’individualismo romantico del XIX secolo, è una conquista dovuta a Lizt e a lui solo. “
1964 : Emily Brontë

Pierre Seghers, coll. Poètes d’aujourd’hui n°120, 190 pagine.
In attesa di informazioni.
1964 : La Vie de Chopin

Variétés, Parigi, Éditions du Sud.
In attesa di informazioni.
1965 : La Vie de Schubert (Schubert musicien par Michel-R. Hofmann)

Testi e documenti, Paris, Éditions du Sud et A. Michel.
In attesa di informazioni.
1966 : Honoré de Balzac

Parigi, Éditions du Sud et Albin Michel, coll. « Vies et Visages », 112 pagine.
In attesa di informazioni.
1966 : Une femme témoin de son siècle – Germaine de Staël

Parigi, Flammarion, 283 pagine.
In attesa di informazioni.
1967 : La Couronne de sable – Vie d’Isabelle Eberhardt

Parigi, Flammarion, 331 pagine.
In attesa di informazioni.
ristampato come:
– Vie d’Isabelle Eberhardt. J’ai Lu, 1968.
– Isabelle Eberhardt. Parigi, J’ai Lu, 1992, 409 pagine.
1977 : L’Éventail de fer ou la vie de Qiu Jin
Parigi, Jean-Claude Simoën, 349 pagine.
riemesso sotto :
– D’EAUBONNE, Françoise. L’Éventail de fer ou la vie de Qiu Jin. Encre, 1984, 349 pagine.
“In una Cina sontuosa e miserabile, scossa da incessanti guerre civili, Qiu Jin, grande femminista, si impegnò totalmente al fianco di Sun-Yat-Sen, che avrebbe liberato il suo Paese dalle catene dell’imperialismo. Giovane studiosa, moglie e madre, ma anche poetessa, terrorista e instancabile attivista, fu decapitata all’inizio del XX secolo. L’Éventail de Fer è un affresco della lotta reale di questa giovane donna cinese dal destino straordinario”. [4° de couverture]
1979 : Moi, Kristine, reine de Suède
Encre, collection Mémoire des Femmes, 273 pagine. (Riedizione, versione originale pubblicata con il titolo: Je m’appelle Kristine, 1959).
Leggendo il romanzo di Françoise, non può che tornare alla mente Les Mémoires d’Hadrien, l’opera monumentale di Marguerite Yourcenar, apparsa 7 anni prima. E non saranno certo gli indizi trasparenti che ha lasciato a invalidare questa osservazione. Si potrebbe pensare a un’imitazione stilistica, volendosi soffermare su ciò che queste due grandi autrici hanno condiviso: una vera conoscenza dei greci e dei latini.
Conoscenza che Françoise mette al servizio del suo scopo che, sempre, sarà quello di affermare: Donne ! Siate fiere di esserlo! È grazie a questa affermazione che sono stato portato, del tutto naturalmente, dalle letture della mia infanzia a considerare la possibilità che un eroe epico potrebbe anche essere un’eroina.
Con Kristine de Suède, Françoise dipinge una figura storica al culmine della sua potenza. Amica e corrispondente delle più grandi personalità intellettuali e scientifiche del suo secolo, fulcro del Trattato di Vestfalia, avventurosa e combattiva, diplomatica e pacificatrice, la regina Cristina fu senza dubbio una delle figure più importanti dell’Europa del suo tempo. (Vincent)
1981 : L’impératrice Rouge : Moi, Jiang Quing, veuve Mao
Encre, Paris, 264 pages.
Françoise ripercorre il complesso destino di Madame Mao Zedong, da attrice adolescente a donna assetata di potere che fu “la prima donna al mondo a governare su così tanti uomini“. Tra la coraggiosa rivoluzionaria e la sanguinaria principessa, la sua storia è raccontata in prima persona.
1983 : L’Amazone sombre, vie d’Antoinette Lix
Parigi, Encre, 309 pagine.
Figlia di un oste alsaziano e di un ex granatiere napoleonico, Antoinette Lix (1839-1909) ebbe un’educazione non convenzionale, con addestramento a cavallo e alle armi. Partecipò all’insurrezione polacca contro gli occupanti russi e poi, tornata in Francia, cercò invano di entrare nell’esercito regolare, in un’epoca in cui era fuori discussione che una donna potesse entrare negli eserciti come combattente. Si unì quindi al Corpo dei Francesi di Lamarche, dove guidò i suoi uomini nella difesa dei Vosgi contro i tedeschi durante la guerra del 1870. In riconoscimento del suo impegno e delle sue imprese d’armi, le fu conferita una Spada d’Onore, oggi esposta al Museo dell’esercito.
Un destino straordinario, degno della penna di Françoise e del suo senso dell’epica.
1985 : Louise Michel la Canaque
Parigi, Encre, 238 pagine.
1873. Louise Michel, condannata alla deportazione, arriva in Nuova Caledonia dove resterà per sette anni. Su quest’isola non ancora conquistata militarmente, la sua forza d’animo le permetterà di trovare grandi gioie nella natura rigogliosa e soprattutto tra il popolo Kanak, che sarà l’unica a sostenere nel 1878 quando gli ex comunardi si alleano con i carcerieri per un’impresa di sterminio. Louise, sotto la penna di Françoise, trova una vita degna della donna eccezionale che è stata. (Vincent)
1988 : Les Grandes Aventurières
Parigi, Vernal/Philippe Lebaud, 234 pagine.
Per molto tempo il termine “avventuriera” è stato riservato a quelle che venivano chiamate demi-mondine, cioè a quelle che, considerando il matrimonio un affare all’ingrosso, sceglievano il commercio al dettaglio per sfuggire a un destino di sottomissione e riproduzione e per prendere il controllo del proprio destino.
Non è questo il tipo di donna avventurosa di cui stiamo parlando. Françoise ci offre una dozzina di ritratti di donne che, combattendo e lottando sia in terra che in mare, si sono costruite un nome e un destino politico o militare. Altre ancora, un destino spirituale. Alcune di queste donne sono state oggetto di libri a sé stanti nell’opera di Françoise, come Isabelle Eberhardt (La Couronne de sable) e Antoinette Lix (L’Amazone sombre).
Tradotto con DeepL.com (versione gratuita)
Poesia
1942 : Colonnes de l’âme
Éditions Lutétia, coll. Itinéraire n°1.
Prefazione di Joë Bousquet. Collana Itinéraires diretta da Jacques Aubenque, che ha scritto la postfazione a questa raccolta.
Diciotto poesie di Françoise, 22 anni, suddivise in quattro temi (Amore, Fede, Sogno, Rivolta), ciascuna illustrata con un disegno dell’autrice. (Vincent)
1951 : Démons et merveilles
Parigi, Pierre Seghers (coll. Poésie 51 n°137), 35 pagine.
“Una raccolta di poesie molto brevi, molto ermetiche (devo continuamente cercare parole e allusioni) e molto erudite (non ci si aspetterebbe niente di meno da Françoise d’Eaubonne 🙂 ). Classica e tradizionale, non mi ha riempito della stessa meraviglia di altre sue poesie (fin troppo rare).
È una lettura rara e preziosa, sia per il libro che per le parole.”
Un lettore in rete
1954 : Une pomme rouge : mon cœur
Parigi, Pierre Seghers (coll. Poésie 54 n°374), 15 pagine.
Intitolato con un verso di Nazim Hickmet e dedicato a Henri Lefèbvre, è composto da nove poesie in tre sezioni. La prima sull’amore, le sue lotte e le sue sofferenze, la seconda in memoria di Julius ed Ethel Rosenberg (quattro anni dopo, Françoise darà “Julius” come secondo nome al figlio). L’ultima sezione, Trois poèmes pour mon Parti (Françoise era allora membro del PC), contiene una lunga poesia in memoria di suo padre per dirgli cosa gli deve per il suo impegno comunista. (Vincent)
1981 : Ni lieu ni mètre ou une saison au purgatoire
Samisdat, autoedizione, 16 pagine.
Raccolta di poesie. In attesa di informazioni.
Libri per bambini
1958 : Chevrette et Virginie
Hachette, coll. Bibliothèque verte n°46, 253 pagine.
Questo primo romanzo destinato ai giovani è adornato da una copertina la cui lettura potrebbe apparire molto meno innocente oggi che allora. Ed è la storia di due donne avventurose e naufraghe quella che ci viene raccontata. Possiamo anche azzardare a pensare che Françoise se la sarebbe cavata bene facendo a meno del personaggio del Cavaliere de La Barre, che sembra essere lì per salvare le apparenze e preservare la purezza morale dei nostri cari bimbi… O si tratta forse di un anacronismo, di una speculazione su possibili intenti ancora inconsci dell’autrice? (Vincent)
1959 : Le Gabier de Surcouf
Bruxelles, Éditions Brepols (Bruxelles), 138 pagine.
Questo libro per i giovani avrebbe trovato il suo giusto posto nella serie Bibliothèque Verte. La storia si svolge nell’Île de France, che diventerà l’Île Mauritius. Vi troviamo un famoso corsaro, un giovane rematore, una giovane filosofa e altri personaggi, tra cui un certo signor Piston, incarnazione di uno degli antenati di Françoise.
Attaccata alle sue radici bretoni e marittime, l’autrice avrebbe adorato la canzone di Michel Tonnerre in questa bellissima interpretazione di Thalie (che ocnosce e apprezza il lavoro di Françoise). Ringrazio lei e gli eredi di Michel per avermi permesso di inserirla qui. (Vincent)
1959 : Le sous-marin de l’espace
Parigi, Éditions Gautier-Languereau, coll. Nouvelle bibliothèque de Suzette, 123 pagine.
Questo piccolo romanzo per ragazzi è il frutto della collaborazione tra due celebrità letterarie e scientifiche dell’epoca: lo scrittore Jean-Charles (La Foire aux cancres, 12 milioni di copie vendute) e lo scienziato Jacques Bergier, autore di SF nel tempo libero.
Il risultato è un libro d’avventura onesto, istruttivo per i postulati scientifici sviluppati, in cui, insolitamente per Françoise, i personaggi femminili sono quasi inesistenti, a parte la presenza di una bambina di 10 anni.
L’URSS considerò il libro sufficientemente meritevole (un trionfo di persone disinteressate che lavorano per il bene dell’umanità e per il materialismo scientifico) perché la Casa Editrice Educativa Statale lo traducesse in 61 esemplari.
1961 : Les Fiancés du Puits-Doré
Hachette, coll. Bibliothèque verte n°185, 187 pagine.
Accanto a Don Chisciotte e Cyrano de Bergerac, il bandito d’onore Mandrin Belle-Humeur ha il suo posto nel pantheon di Françoise. Gli dedicò anche un libro nel 1957. Il nostro Robin Hood francese condivide qui le luci della ribalta con una ragazzina di 11 anni che dimostra doti di audacia, coraggio e impegno “non previste da persone del suo sesso”, per parafrasare un motivo settecentesco.
Questo romanzo della Bibliothèque Verte, scritto molto meglio del resto della raccolta per quanto ricordo, è in linea con gli altri libri per bambini di Françoise: descrizioni colorite e meticolose, contesto storico realistico, avventure e colpi di scena in tutti i capitoli. Un libro adatto a instillare il gusto per la letteratura. (Vincent)
1962 : L’Amazone bleue
Hachette, coll. Bibliothèque verte n°208, 249 pagine.
Françoise era stata molto segnata da padre Hugo, e in particolare dalla sua visione delle guerre di Vandea. Per questo, pur dando ragione alla Repubblica, dipinge un quadro non manicheo. Sposta da un campo all’altro anche alcuni protagonisti della sua storia, tra i quali la figura di spicco è una giovane donna che combatte e intriga, trovandosi ovunque sia in gioco il destino della Francia. (Vincent)

Edizioni e ristampe straniere
La presenza di Françoise nel mondo…
Italiano
2024 : Le donne prima del patriarcato
Rome, Nova Delphi Libri, con prefazione di Vincent d’Eaubonne, Ottobre 2024
Retro copertina:
Questo testo offre una prospettiva unica sul ruolo delle donne nella storia, spesso sminuito dagli studiosi. Basandosi su un’analisi che combina scoperte archeologiche, antropologia e studio dei miti e delle leggende del mondo antico, d’Eaubonne ci offre una sorprendente ricostruzione del peso sociale delle donne e delle lotte che hanno permesso loro di essere protagoniste nel corso dei secoli, sottolineando che il patriarcato non è affatto “naturale” o innato: è stato imposto solo dopo una feroce resistenza da parte del genere femminile. Ma l’autrice va oltre, precisando che il suo obiettivo politico non è una società dominata dalle donne, bensì una società non egemonica che veda “la fine del patriarcato in tutte le sue forme, non solo l’oppressione delle donne”.
(Traduzione automatica).
2024 : Il sessosidio delle streghe
Prospero Editore, Milano, marzo 2024
Dopo aver tradotto Le Féminisme ou la mort, Sara Marchesi, direttore di collana di Prospero Editore, ha deciso di portare il testo di Françoise in Italia.
Il sessocidio di cui parla Françoise d’Eaubonne in questo testo, il trattamento riservato alle “streghe” durante il periodo delle persecuzioni contro di loro, era solo un pretesto. Era un trucco perfetto, appropriato all’epoca in cui si svolsero questi eventi, per giustificare la tortura e l’omicidio delle donne. Il Malleus Maleficarum di Kramer e Sprenger verrebbe oggi trattato come il manifesto di un incel, pubblicato sul web poche ore prima di compiere una strage in un luogo frequentato principalmente da donne (Taous Merakchi, 2023).
2022 : Il Femminismo o la Morte
Milano, Prospero Editore, 432 pagine.
Uscito il 10 novembre 2022, con un’introduzione critica di Sara Marchesi.
Secondo l’opinione condivisa, si tratta di un’introduzione molto buona. Sara Marchesi, al di là di un’attenta lettura di Françoise, condivide con lei alcune delle sue fonti di riflessione, quelle meno scontate da rilevare a prima vista nella sua opera, come ad esempio la filosofa Simone Weil.
Non è impossibile che, in futuro, Sara Marchesi incontri nuovamente Françoise. Dopo aver letto questa introduzione, lo speriamo. (Vincent)
1978 : le donne prima del patriarcato
felina editrice, 1976, 246 pages
In questa versione italiana di Women before Patriarchy, una nota sulla prima pagina recita: “questo libro e diretto solo alle donne”.
Creando l’ecofemminismo, il genio di Françoise non è stato quello di portare un nuovo concetto: è stato quello di collegarci con una realtà immemorabile, quella delle culture pre-patriarcali della nostra area geografica, che il razionalismo del XV secolo e poi l’umanesimo dell’Illuminismo faranno hanno cercato di sradicarlo nella nostra cultura occidentale, ora in prima linea nella disumanizzazione.
Vincent d’Eaubonne, in préface pour l’édition italienne, 2024
1974 : Geni del Crimine

Genève, Éditions Ferni
Quest’opera di 250 pagine, che potrebbe non essere stata pubblicata in francese, è firmata da Nouailles e d’Eaubonne.
1973 : Carlo Magno. I Vichinghi: Erik il Rosso e i suoi figli. Guglielmo il Conquistatore

Genève, Éditions Ferni
Edizione italiana. Capitolo con titolo sconosciuto in MICHAL, Bernard (éd.), Françoise D’EAUBONNE, Jean DELAMOTTE et Pierre GUILLEMOT. Les Grands Conquérants ; Alexandre le Grand, Justinien de Byzance, Gengis Khan.
1961 : Sputero’ sulle vostre tombe
Éditions Cino Del Duca, 258 pagine.
Una traduzione di J’irai cracher sur vos tombes. Nel 1946 era uscito, pubblicato da Éditions du Scorpion, un libro di Vernon Sullivan che porta questo titolo. Ritenuto scandaloso, è stato poi oggetto di una querela intentata dal Cartel d’action sociale et morale, che rivelerà che il suo vero autore è Boris Vian. Vian sarà condannato a 15 giorni di carcere, subito graziato, per oltraggio alla moralità. Pochi giorni prima della sua morte, Françoise gli diede il permesso di scrivere una nuova versione del suo romanzo con lo stesso titolo. Il sapore scandaloso del romanzo e il gusto per i thriller americani dell’epoca ne fecero un successo letterario. (Vincent)
1959 : I Bari
Editore Lerici, Milan.
Traduzione italiana di Les Tricheurs, romanzo di Françoise tratto dal film di Marcel Carné con Pascale Petit, Jacques Charrier e Laurent Terzieff.
Inglese
2022: Feminism or Death
Il libro incendiario della femminista francese che ha definito l’ecofemminismo è ora disponibile per la prima volta in inglese.
Pubblicato originariamente in francese nel 1974, il libro della femminista radicale Françoise d’Eaubonne fa il punto sulla situazione delle donne nel mondo e sostiene che la posta in gioco nelle lotte femministe non è l’uguaglianza, ma la vita o la morte – per gli esseri umani e per il pianeta. In questo ampio manifesto, d’Eaubonne propone innanzitutto una visione politica dell’ecofemminismo, sostenendo che la pretesa del sistema patriarcale sul corpo delle donne e sul mondo naturale distrugge entrambi, e che il femminismo e l’ambientalismo devono portare a una nuova “mutazione” – un rovesciamento non solo del potere maschile ma del sistema di potere stesso. Come profetizzava d’Eaubonne, “il pianeta sotto il segno del femminile diventerà verde per tutti”. (Fonte: Verso Books, traduzione di DeepL).
1980: Feminism or Death
Schocken Books, USA
Traduzione parziale di Ynestra King in New French Feminisms: An Anthology del libro più noto di Françoise, Le Féminisme ou la Mort, in cui usa per la prima volta il neologismo “ecofemminismo”.
1977 : L’Éventail de fer ou la vie de Qiu Jin
Parigi, Jean-Claude Simoën, 349 pagine.
riemesso sotto :
– D’EAUBONNE, Françoise. L’Éventail de fer ou la vie de Qiu Jin. Encre, 1984, 349 pagine.
“In una Cina sontuosa e miserabile, scossa da incessanti guerre civili, Qiu Jin, grande femminista, si impegnò totalmente al fianco di Sun-Yat-Sen, che avrebbe liberato il suo Paese dalle catene dell’imperialismo. Giovane studiosa, moglie e madre, ma anche poetessa, terrorista e instancabile attivista, fu decapitata all’inizio del XX secolo. L’Éventail de Fer è un affresco della lotta reale di questa giovane donna cinese dal destino straordinario”. [4° de couverture]
1969: Honoré de Balzac Introduced by Françoise d’Eaubonne

Ginevra, Edizioni Minerva, 110 pagine
Questa è una traduzione parziale in inglese (o un’opera ispirata) di Adel Negro di Balzac que voici.
In attesa di informazioni.
1960: The Cheats
Ace Books, New York
Traduzione americana di Les Tricheurs, romanzo di Françoise tratto dal film di Marcel Carné con Pascale Petit, Jacques Charrier e Laurent Terzieff.
1951: A flight of a Falcon
McGraw-Hill Book Company.Traduzione inglese di Naomi Walford di Comme un vol de gerfauts. Premiato con il Prix des Lecteurs nel 1947, questo lungo romanzo preannuncia i temi e le forme cari a Françoise, che ricorreranno in tutti i suoi romanzi. Il mare, le sue scorribande e i suoi naufragi (su sua richiesta, le ceneri di Françoise saranno sparse da un veliero al largo del Morbihan), e soprattutto il romanzo storico trasformato in narrazione psicologica, perché le sembrava che questa forma fosse “più accessibile alla nostra sensibilità moderna”, come dice nell’introduzione. Da qui la sensazione, secondo Élise Thiébaut, “di vivere le avventure dall’interno”, rafforzata da descrizioni suggestive e fortemente pittoriche. (Vincent)
Tradotto con DeepL.com (versione gratuita)
Spagnolo
2024: Feminismo o muerte
Verso Libros, 218 pages
Le Féminisme ou la Mort in spagnolo è presentato come segue :
In questo libro, pubblicato originariamente in francese nel 1974, la femminista radicale Françoise d’Eaubonne analizza la situazione delle donne nel mondo e sostiene che la lotta femminista non riguarda l’uguaglianza, ma la vita e la morte, per gli esseri umani e per il pianeta. In questo vasto manifesto, d’Eaubonne propone per la prima volta una politica ecofemminista: il sistema patriarcale agisce sulle donne come agisce sulla natura, distruggendo tutto. L’ecofemminismo deve quindi portare a una nuova “mutazione”, un’inversione non solo del potere maschile, ma del sistema di potere stesso. Come profetizzava la stessa Françoise d’Eaubonne, “il pianeta, consegnato al femminile, si sarebbe rinverdito per tutti”.
2019 : El Sexocidio de la brujas
Le Sexocide des sorcières in spagnolo.
Françoise d’Eaubonne ha pubblicato Le Sexocide des sorcières nel 1999, dopo cinquant’anni di scrittura e impegno politico, dopo aver introdotto il termine “fallocrate” nella lingua francese (1971) e aver introdotto il concetto di ecofemminismo (1978). (in realtà nel 1974, nota dell’editore ). (Source Incorpore)
Dal momento in cui gli uomini hanno assunto il controllo della fertilità (attraverso l’agricoltura) e della fecondità (attraverso la riproduzione), la terra e le donne sono state sfruttate secondo una logica di produttivismo. Per cinquemila anni, il patriarcato è stato responsabile del disastro ecologico e della schiavitù delle donne. La “caccia alle streghe” è un altro episodio di questo dominio che, per due secoli, ha perseguitato e massacrato le donne semplicemente perché erano donne e non streghe. (Source : Incorpore).
1963 : Todos somos culpables
Grupo Planeta, Circulo de Lectores.
Traduzione spagnola di Fernando Gutierrez di Les Tricheurs, romanzo di Françoise del film di Marcel Carné con Pascale Petit, Jacques Charrier e Laurent Terzieff.
1962 : Cristina de Suecia
Éditions Renacimiento, 283 pages
Traduzione in spagnolo di Il mio nome è Kristine di Leonor T. de Paiz.
Leggendo il romanzo di Françoise, non può che tornare alla mente Les Mémoires d’Hadrien, l’opera monumentale di Marguerite Yourcenar, apparsa 7 anni prima. E non saranno certo gli indizi trasparenti che ha lasciato a invalidare questa osservazione. Si potrebbe pensare a un’imitazione stilistica, volendosi soffermare su ciò che queste due grandi autrici hanno condiviso: una vera conoscenza dei greci e dei latini.
Conoscenza che Françoise mette al servizio del suo scopo che, sempre, sarà quello di affermare: Donne ! Siate orgogliose di esserlo! È grazie a questa affermazione che sono stato portato, del tutto naturalmente, dalle letture della mia infanzia a considerare la possibilità che un eroe epico potrebbe anche essere un’eroina.
Con Kristine de Suède, Françoise dipinge una figura storica al culmine della sua potenza. Amica e corrispondente delle più grandi personalità intellettuali e scientifiche del suo secolo, fulcro del Trattato di Vestfalia, avventurosa e combattiva, diplomatica e pacificatrice, la regina Cristina fu senza dubbio una delle figure più importanti dell’Europa del suo tempo. (Vincent)
Tedesco
1978 : Feminismus und « Terror »

Titolo originale Contre-Violence ou la résistance à l’Etat, traduzione di Regina Weiss, München: Trikont Verlag, 1978, 149 pagine
Una pubblicazione che, per ragioni di contenuto e di editing, appare tanto dubbia quanto confusa, e che va vista con estrema criticità. Ci limiteremo a tre citazioni.
Nota dell’editore: “Femminismo e “terrore” è un dibattito principalmente all’interno del movimento femminista. In termini di contenuti, non abbiamo lo stesso apprezzamento del testo. Ma siamo tutte dell’idea che i temi trattati debbano trovare uno spazio nella FRG, cosa tutt’altro che scontata dopo i divieti letterari”.
Nota del traduttore: “Per accordo con l’autore, il primo capitolo dell’edizione francese, “La guérilla urbaine”, e l’Appendice 1 di “Reunion des Dissidents” non sono stati tradotti. Abbiamo aggiunto il saggio “Donne, rivoluzione e movimento operaio”, il testo su Rita Brown e, leggermente accorciato, un commento al libro di Peter Brückner “Ulrike Meinhof und die deutschen Verhältnisse”.
Testo di copertina Citazione: “Il testo è completato da una postfazione critica e di sostegno di Evelyn Le Garrec, che spiega perché, a suo avviso, le forme femministe di lotta militarista clandestina, anche per un movimento femminista politicamente critico, non sono difendibili”. (Herbert Kapfer)
1978 : Das Geheimnis des Mandelplaneten
Titolo originale Le satellite de l’amande, traduzione di Uli Aumüller, Rowohlt, coll. neue frau, 126 pagine.
Tutti gli uomini sono scomparsi. Nel senso di: tutti i maschi. In questo romanzo, dove si riproducono per ectogenesi (un mezzo di riproduzione che permette loro di fare a meno degli uomini), le donne, dopo aver riportato in vita una Terra devastata dall’inquinamento, dal Capitale e dal patriarcato, partono alla scoperta di un piccolo strano pianeta, lontano dal nostro sistema solare. Questa spedizione riserverà molte sorprese alle lettrici e ai lettori di questo racconto filosofico. “Appassionato, imperioso. In affresco e in rilievo” (Victoria Thérame). Le Satellite de l’Amande è la prima parte di una saga che proseguirà con Les Bergères de l’apocalypse; la terza parte di questa trilogia, inedita fino a poco tempo fa, è stata pubblicata da Des Femmes-Antoinette Fouque nel novembre 2022. (Alain)
1975 : Feminismus oder Tod; Thesen zur Ökologiedebatte
Titolo originale Le féminisme ou la mort, traduzione di Gina Giert, Verlag, Frauenoffensive collection, 1975, 221 pagine
Il libro più famoso di Françoise, in cui usa per la prima volta il termine “ecofemminismo”.
Sopravvivenza o distruzione. Due flagelli minacciano il mondo: la sovrappopolazione e la distruzione della natura. L’uomo del sistema patriarcale è responsabile di questa catastrofe. Ha trionfato, ma il suo principio è la morte. Secondo Françoise, è giunto il momento che le donne prendano il potere: “Strappare il pianeta al dominio maschile oggi – per restituirlo all’umanità domani” è la sua parola d’ordine.
1966 : Porträt des Genius Honoré de Balzac

Titolo originale Balzac que voici, traduzione di Julia Tardy-Marcus, Bertelsmann Lesering, 1966, 112 pagine
Nel suo saggio biografico, Françoise cita Friedrich Engels che, nell’aprile del 1888, scrisse a Margaret Harkness a proposito di Balzac che le sue simpatie appartenevano “alla classe condannata a morire” e che, tuttavia, aveva imparato più da Balzac “che da tutti gli storici, gli economisti e gli statistici professionisti del tempo messi insieme”.
1959 : Rebell Rimbaud
Titolo originale La vie passionnée d’Arthur Rimbaud, traduzione di Karl August Horst, München, Paul List Verlag 1959, 526 Seiten
In questo libro, Françoise mostra non solo il poeta, ma soprattutto l’uomo Rimbaud in tutti gli alti e bassi della sua vita, con i suoi vizi e le sue eruzioni di carattere. Il genio di Rimbaud traspare, con il suo temperamento eruttivo, la sua assoluta fedeltà a se stesso, la sua derisione di ogni morale borghese, e la sua trasformazione da poeta a puro mercante, interessato solo a fare soldi in Abissinia come commerciante di armi.
Nota in attesa di rielaborazione.
1959 : Die sich selbst betrügen. Junge Menschen in Paris

Titolo originale Les Tricheurs, traduzione di Roland Schacht, Paul List Verlag, München, 1960, 185 pagine
Traduzione tedesca di Les Tricheurs, romanzo di Françoise tratto dal film di Marcel Carné con Pascale Petit, Jacques Charrier e Laurent Terzieff.
1950 : Unbezähmbar schlägt das Herz

Titolo originale Indomptable Murcie, traduzione di Franz Geiger, Franz Ehrenwirth Verlag, Monaco di Baviera, 1950, 374 pagine.
Traduzione tedesca di Indomptable Murcie. Sebbene questo libro sia dedicato all’anima di suo padre, sono le sue radici spagnole che Françoise evoca attraverso la storia di questa donna che fu espropriata perché ribelle e che, alla testa della sua cuadrilla, fu uccisa dai francesi davanti a Saragozza nel 1816, durante la guerra di occupazione napoleonica.
In questo romanzo pieno di amore, rumore e furore, di cui la sezione “Sangre y Fuego” costituisce la metà delle 550 pagine, Françoise perfeziona la sua arte di descrizione vivida, immergendoci nel cuore dell’azione, descritta con dettagli pittoreschi.
Altre lingue
2025 : Feminismo ou morte
Rio de Janeiro, Brésil, Bazar do Tempo
Si tratta di togliere il pianeta dalle mani degli uomini di oggi per restituirlo a quelli di domani. È l’unica alternativa, perché se la società maschile continua, domani non ci sarà più umanità..
È con queste potenti parole di Françoise che Bazar do tempo ha scelto di presentare il suo libro chiave. Questa è la quinta traduzione contemporanea, mentre altre due sono in corso in Norvegia e in Corea.
2024 : Mandelsolens Planet (Le satellite de l’Amande)
Copenhague, Danemark, Karsten Editor
Questo Satellite de l’Amande, che mi sta particolarmente a cuore, è stato ripubblicato da Des Femmes – Antoinette Fouque nel 2022. L’esplorazione del piccolo esopianeta, le domande filosofiche del narratore, la scrittura leggera dell’autore: tutto in questo originalissimo romanzo mi ha affascinato. Siamo quindi lieti di annunciare che sarà tradotto in danese entro il 2024. (Alain)
2019 : El Sexocidi de les bruixes
Barcelone, Incorpore Editore
El sexocidi de les bruixes, catalano
Françoise d’Eaubonne ha pubblicato Le Sexocide des Sorcières nel 1999, dopo cinquant’anni di scrittura e di impegno politico, avendo introdotto la parola “fallocrate” nella lingua francese nel 1971 e il concetto di ecofemminismo nel 1978 (in realtà 1974, nota dell’editore). (Source Incorpore)
1990 : 归途,和其他六篇, 万象图书股份有限公司

Collestion Fa guo dang dai duan pian xiao shuo xuan, 190 pages.
Il titolo si traduce approssimativamente come The Way Back, and Six Others. Se ne deduce che si tratta di un’opera collettiva in cui Françoise ha un posto di rilievo.
1980 : Kønskampens historie
Éditore Alfehjul, 120 pagine.
Traduzione danese di Merete Aaberg di Les femmes avant le patriarcat, il cui titolo significa qualcosa come Storia della lotta per l’uguaglianza di genere secondo DeepL.
Creando l’ecofemminismo, il genio di Françoise non è stato quello di portare un nuovo concetto: è stato quello di collegarci con una realtà immemorabile, quella delle culture pre-patriarcali della nostra area geografica, che il razionalismo del XV secolo e poi l’umanesimo dell’Illuminismo faranno hanno cercato di sradicarlo nella nostra cultura occidentale, ora in prima linea nella disumanizzazione.
Vincent d’Eaubonne, in préface pour l’édition italienne, 2024
1971 : A kamasz költo; Arthur Rimbaud szenvedélyes élete

Gonderatz, Ungheria
Una traduzione di La Vie passionnée d’Arthur Rimbaud.
In attesa di informazioni.
1968 : La apasionada vida de Verlaine
Editore Renacimiento S.A, Mexico
Traduzione messicana di La Vie passionnée de Verlaine.
In attesa di informazioni.
1968 : Život na Šopen

Éditions Nauka i Izkustvo, Sofia, Bulgarie
Traduzione in slovacco di La Vie de Chopin.
In attesa di informazioni.
1963 : ha-Nokhlim
Editore Hadar hotsa’at sefarim ? Tel-Aviv ?
Traduzione ebraica di Les Tricheurs, romanzo di Françoise tratto dal film di Marcel Carné.
1963 : Niepokoj zycie Verlaine’a,
Edizioni Czytelnik, Varsavia
Traduzione polacca de La Vie passionnée de Verlaine.
In attesa di informazioni.
1961 : Путешествие в космос
Moscou, Éditions scolaires d’État, 1963.
Versione russa de Il sottomarino spaziale, ripubblicato da Prosvechtchenie nel 1973, 70 pagine. Questa edizione è attribuita a “Françoise d’Obonne” e il titolo è in francese (approssimativo) “Voyage en cosmos”.
1959 : Os Trapaceiros
Pubblicato da Ibrasa (Brasile), 240 pagine
Traduzione in portoghese brasiliano di José Aleixo Delagnelo di Les Tricheurs, romanzo di Françoise del film di Marcel Carné con Pascale Petit, Jacques Charrier e Laurent Terzieff.
1959 : Storbyungdom
Edizione Overs.
Con il titolo Jeunesse urbaine, traduzione norvegese di Les Tricheurs di Per Aamot.

I libri su Françoise
Dal 2019, si è scritto sempre di più su di lei
2025 : Remember Fessenhein
Paris, Editions Editions Grasset, septembre 2025
David Dufresne, ancora alla guida della sua Brigade Au Poste, ha trovato il tempo di dedicarsi a sua nonna scrivendo questo libro.
Potreste aver letto dello stesso autore Tarnac, magasin général, Prix des Assises 2012. In esso, la riflessione intima si combina con un’indagine rigorosa, un nuovo modo di documentare che è stato acclamato dalla professione. Tredici anni dopo, David riprende lo stesso approccio e ci regala una Françoise le cui gesta non si limitano all’azione contro la centrale nucleare dell’Alsazia. Si tratta di una nuova scoperta e sembra che, a differenza del suo solito, Françoise sia riuscita a mantenere un basso profilo.
Allo stesso tempo, David esprime il suo parere su questa nonna impossibile Ma in quale mondo ideale le relazioni familiari sono semplici in una società patriarcale? In questo tira e molla tra azione personale e pubblica, l’autore è in linea con un’affermazione fondamentale fatta dalle nostre sorelle e madri negli anni Settanta: il personale è politico. In questo, tra l’altro, è il nipote di Françoise.
2025 : Causes communes, Tome I
Paris, Editions Grevis, 2025
Questo è il primo volume curato dei testi prodotti al colloquio internazionale su Françoise tenutosi a Caen nel 2022.
Pauline Launay, dell’Associazione Anamnèse, che da oltre vent’anni si occupa di preservare la memoria delle scienze umane e sociali, ha fatto un lavoro notevole per dare vita al libro, accompagnandolo con una prefazione che pone una serie di domande interessanti, che si aggiungono a quanto già scritto su Françoise.
Questo primo volume si concentra sulle questioni dell’alleanza tra le lotte, della legittimità dell’uso della violenza e dei suoi limiti, e della necessità di trovare modi per continuare a vivere, a partire dalla vita e dall’opera di Françoise.
2021 : Naissance de l’écoféminisme
Paris, PUF, 2021
Questo libro, che si potrebbe pensare sia stato scritto da Françoise, è in realtà una raccolta di testi di Françoise presentati da Caroline Lejeune.
Non posso dirvi di più, perché non ho mai ricevuto una copia nonostante l’abbia richiesta.
2021 : L’amazone Verte, le roman de Françoise d’Eaubonne
Paris, Editions Charleston, 2021, réédition en poche 2024
Il libro che tanto ha fatto tornare Françoise e che la sua grande amica postuma Elise Thiébaud ha sostenuto con instancabile costanza nel corso degli anni.
Scritto durante la pandemia, Elise non ha potuto accedere ai suoi file all’IMEC. Tuttavia, ha ordinato tutti i libri disponibili di Françoise per leggerli, costruendo una biblioteca di 70-80 titoli.
Il risultato è un ritratto romantico di Françoise che ritengo molto accurato, perché cattura l’essenza del suo essere. Come Elise ama sottolineare, sono legate, a partire dalla comune data di nascita, il 12 marzo.
2021 : L’amazone Verte, le roman de Françoise d’Eaubonne
Paris, Editions Charleston, 2021, réédition en poche 2024
LE livre qui a tant fait pour le rerour de Françoise, que sa grande amie posthume Elise Thiébaud soutient avec une inlassable constance par delà les années.
Rédigé pendant la pandémie, Elise n’a pu accéder à ses archives à l’IMEC. Qu’à cela ne tienne, elle a commandé tous les livres de Françoise disponibles pour les lire, se constituant une bibliothèque de 70 à 80 titres. Puis elle a entamé de longues conversations en visio, durant parfois la journée. Si nos corps étaient confinés nos têtes, étaient loin de l’être !
Il en résulte un portrait romancé de Françoise extrêmement juste à mon sens, car elle a été saisie dans l’essentiel de son être. Comme se plaît à le souligner Elise, elles sont connectées, et déjà par leur jour de naissance commun, un 12 mars.
Elise évoque L’Amazone Verte au cours de deux rencontres disponibles en vidéo : ici en 2021 à la librairie Mollat et en 2024 au Cercle philosophique de Bordeaux.
2020: Françoise d’Eaubonne et l’écoféminisme
Paris, Le Passager Clandestin, 2019
In questo libro di 100 pagine, con prefazione di Serge Latouche, Caroline Goldblum ci offre un’eccellente introduzione alla vita e all’opera ecofemminista di Françoise, in 50 pagine e testi selezionati.
Il testo di Caroline contiene alcune note biografiche, una presentazione dell’ecofemminismo di Françoise e della sua ricezione in Francia e nel mondo. Nel 2025, questo testo del 2018 è già un documento storico, data l’ampia accettazione delle idee di Françoise, che sono state tradotte in nove lingue.
Nella raccolta Les précurseurs de la décroissance, un’eccellente collezione che permette di farsi un’idea iniziale di un autore.

