
Paris, Buchet-Chastel, 278 pages.
“Scrittore (in mancanza di una parola migliore) con un gusto particolare per l’amore, Nathan sceglie di trasporsi in un personaggio femminile per parlare delle sue ossessioni.
………
Questo è un romanzo a doppio fondo, un gioco di specchi in cui una persona passa senza sosta dalla vita al sogno e dalla letteratura alla realtà. L’autrice di Je voulais être une femme ha senza dubbio superato se stessa in audacia e persino brutalità, ma soprattutto in pathos. ” (4a di copertina)