
Parigi, Éditions du Sud, Albin Michel, 335 pagine
“Così come l’espansione giacobina e napoleonica aveva teso a liberare i popoli prima di dare loro una nuova disciplina, la Scuola dei Cinque spezzò le catene con cui la tirannia italiana e classica aveva appesantito il regno della musica; in questo senso Balakirev e i suoi satelliti, Borodin, Mussorgsky, César Cui, Rimsky-Korsakov erano gli eredi… del francese Berlioz e dell’ungherese francesizzato Franz Lizt. Il primo era morto: il secondo riconosceva il suo. …
…Franz Lizt rappresenta la seconda generazione del Romanticismo musicale. …La libertà di interpretazione, eredità dell’individualismo romantico del XIX secolo, è una conquista dovuta a Lizt e a lui solo. “