1972 : La femminilità

1972 La femminilità
1972. L’MLF esisteva da tre anni; la FHAR era in pieno declino. Dissensi e polemiche: Daniel Guérin se ne va, così come Françoise d’Eaubonne. Lo scrittore e attivista si unì temporaneamente alla rivista Le Fléau social, ma la lasciò quando questa si ritirò dalla vita politica. Nel numero 2 di Le Fléau social, pubblicato nell’ottobre 1972, Françoise approfondisce la questione della “femminilità”, sottolineando la sua convinzione che non esista una “natura della donna”: Le MLF existe depuis trois ans ; le FHAR, lui, est en pleine déclin. Dissensions et controverses : Daniel Guérin le quitte, Françoise d’Eaubonne aussi. L’autrice et militante va rejoindre provisoirement le journal Le Fléau social, mais le quittera quand celui-ci s’éloignera de la vie politique. Dans le n° 2 de ce journal, paru en octobre 1972, Françoise s’interroge sur « la féminitude » en mettant en avant sa conviction qu’il n’existe pas de « nature de femme » :
“Non esiste una donna essenziale così come non esiste un proletario predisposto o un criminale nato”.

Françoise d’Eaubonne

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1972 : avviso agli psicosbirri

1972 : aviso agli psicosbirri

 

1972. In un’arringa infiammata firmata dall’Internazionale Omosessuale Rivoluzionaria, Françoise, da Bruxelles, dichiara la guerra al congresso degli psichiatri sulle “deviazioni sessuali” che deve tenersi poco dopo a Sanremo. Con questo vigoroso Avviso agli psicosbirri e agli eterosbirri, avverte :
“A Sanremo ci troverete in piedi ! “

Françoise d’Eaubonne

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1971 : Drôle de meurtre

Con lo pseudonimo di Nadine de Longueval.

Questo romanzo è molto vicino, dal punto di vista tematico e psicologico, a The Yellow Wallpaper per molti aspetti. La protagonista del libro, Judith, che scrive il quaderno trovato dalla figlia nei capitoli iniziali, viene usata dagli uomini per soddisfare i loro desideri e perde ogni potere quando sposa un uomo che non ha alcun interesse per lei se non per la sua fortuna milionaria: Nessun contatto emotivo, nessun hobby, nessun bon mots, solo una protagonista con suoceri che le danno sui nervi, un marito che parla solo di sé e del suo romanzo che immaginiamo non verrà mai pubblicato, che la interrompe in continuazione, non la lascia mai parlare e la scredita in ogni occasione, umiliandola a volte e facendosi servire da lei in continuazione.

Nel corso del libro, la vediamo sprofondare gradualmente nella depressione e nella follia, con tutte le sue speranze che si sgretolano una dopo l’altra. Non sorprende quindi che la società (e sua figlia prima di conoscerla) la consideri pazza, dato che non riesce a esprimersi, non riesce a essere felice ed è costantemente attaccata da tutto ciò che la circonda, il cui unico rifugio è un cagnolino.

Nel romanzo, d’Eaubonne si preoccupa di spiegare cosa si nasconde dietro la “follia” di una donna vista con gli occhi degli altri, che può finalmente raccontare la sua storia senza un occhio esterno o un marito che cerchi di spiegare il suo comportamento. It’s an extremely fine psychological exploration, taking us into the daily life of a woman deprived of everything, but above all of the recognition of her existence, forced to live for others and even as a bargaining chip. Anche se finisce per essere un po’ una storia d’amore eterosessuale (il genere della raccolta obbliga) poco prima dell’ultimo capitolo, tutto è credibile, finemente descritto e giustificato.

L’ultimo paragrafo del libro è magnifico, a mio avviso, perché segna la ripresa del racconto da parte della figlia, sia come modo di inscrivere la storia nella propria, come eredità, ma anche come memoria, con l’obiettivo di riabilitare, far emergere, far uscire dallo sguardo la storia di una donna e, in definitiva, con la giustizia per tutti i torti commessi nei suoi confronti.

Nicolas Lontel

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1970 : Éros minoritaire

Parigi, André Balland, 323 pagine.

In quest’opera fondamentale, Françoise d’Eaubonne afferma che l’omosessualità, questo “eros minoritario” come lo chiama lei, è esistita in tutti i tempi e a tutte le latitudini. Insieme all’eterosessualità, rappresenta uno dei due rami principali dell’Eros. Come mai, allora, è stata ritenuta una perversione, una malattia, un’anormalità, persino un crimine, a seconda della cultura e del secolo, dopo essere stata onorata nel mondo antico? (Alain)

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