2004 : testamento filosofico e politico

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È uno degli ultimi testi pubblici, se non l’ultimo,  di Françoise, scritto circa 10 mesi prima della sua scomparsa.

Ripercorre la storia, dall’antichità fino alla svolta del millennio, torna sui suoi “impegni motivati dalla ricerca di una società migliore” e sulle sue “attività militanti, a volte insensate, spesso perfettamente legittime” per dire che sebbene si sia “spesso smarrita” non ha “vergogna di nulla”, e si basa sulla sua esperienza per “valutare il XX secolo di cui è testimone e immaginare ciò che il XXI secolo le dovrà“.

Questo testamento è attraversato da una riflessione sul sacro già espressa l’anno precedente nel testo L’Évangile de Véronique. Espone la rottura di Gesù (citando Simone Weil) e la sua infiltrazione nella romanità, e prosegue documentando “Il trionfo territoriale, economico e spirituale del colonialismo” e le sue conseguenze, che vedeva cominciare a emergere, fino alla fine di questo ciclo o della nostra specie.

Infine, ci lascia in eredità, come conclusione  : “A voi, figli minacciati da quest’epoca che sembrava così ricca di promesse per i contestatori del XX secolo, una decana di quei movimenti così pieni di slancio e rabbia, di lotte incessanti contro l’ingiustizia, l’assurdo, l’integralismo, lancia come un messaggio in una bottiglia verso i tempi che non vedrà“.

 

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1999 : Lettera di Françoise d’Eaubonne

1999 : Lettera di Françoise d’Eaubonne

Nel 1999, Françoise, che partecipava regolarmente ai dibattiti di Temps Critiques, osserva: « Se “quasi ovunque lo Stato è in una posizione di relativa debolezza”, se partecipa forzatamente alla distruzione dei rapporti sociali, è perché non è più – e in modo più aperto che mai – che lo strumento locale del governo planetario che non dice il suo nome (…) : il potere finanziario. »

Poi pone la questione delle forze che potrebbero generare un cambiamento radicale, domanda ancora senza risposta un quarto di secolo dopo : «Nella misura in cui nessuna classe, nessuna categoria, nessuna collettività può più assumersi (…) una “missione” rivoluzionaria, su quale base e con quali mezzi intraprenderla ? »

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1997 : Lettera aperta a Giovanni Paolo II

Lettera a JP II
Françoise, che all’epoca stava lavorando a Le Sexocide des sorcières (Il sessocidio delle streghe), ha risposto alle recenti scuse della Chiesa per il suo atteggiamento nei confronti del popolo ebraico chiedendo all’attuale papa di esaminare il destino delle donne nei processi alle streghe, che hanno fatto precipitare l’Europa nella follia per più di due secoli, un fenomeno che lei ha definito sexocidio.

 

“… La strega ha quindi rappresentato per due secoli di orrori e torture inflitti da una cultura integralista, il culmine dell’allergia al femminile già ampiamente manifestata, e al più alto livello, fin dai primi secoli della Chiesa trionfante.”

Françoise d’Eaubonne

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1980: La natura della crisi

1980 : La natura della crisi

Nel 1980, il numero 20 di Sorcières, les femmes vivent pubblica 6 pagine di Françoise. In esso, l’autrice riassume il suo lungo lavoro per stanare le cause alla radice delle nostre aberrazioni. Il passare del tempo non fa che rafforzare la sua scrittura e, nonostante i richiami antropologici a volte datati, arriva al nocciolo della questione nelle due folgoranti pagine finali.

Attaccare il Capitale significa solo attaccare la punta dell’arma che ci ferisce e ci fa a pezzi; l’impugnatura dell’arma sprofonda nella notte dei tempi, si chiama patriarcato, si chiama civiltà maschile con un modello universale. (…) Mantenere l’era industriale (…) significa la fine del mondo tra trenta o cinquant’anni. Non si può superare quell’età mantenendo un sistema di profitto. Non possiamo abolire questo sistema di profitto mantenendo una società di classe, cioè un bisogno di potere. Non si può abolire il potere mantenendo un mondo patriarcale e maschile. Il futuro della specie è nelle nostre mani.

Françoise d’Eaubonne

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1976 : Dalla rivoluzione ecologica planetaria alle cabine elettorali di Lalonde

1976 : Dalla rivoluzione ecologica planetaria alle cabine elettorali di Lalonde

Nel 1974, Françoise aveva partecipato alla campagna elettorale del primo candidato ecologista alle elezioni presidenziali francesi e aveva sostenuto la candidatura di René Dumont, anche se a priori non aveva mai votato (o forse durante il suo periodo nel PC, per dovere di partito ?) ? e non voterà mai più.

Due anni dopo, si è opposta alle tattiche elettoralistiche del movimento ecologista (rappresentato da Brice Lalonde), fedele alla sua posizione secondo cui votare non è un modo per cambiare il mondo. (Vedi più sotto il testo del 1992 : Elisir-Elezioni).

« Al momento delle elezioni presidenziali, ho sostenuto con tutto il cuore la campagna di René Dumont per due motivi: era ineleggibile, lo sapeva (…) e il pubblico doveva essere, con urgenza, informato dei pericoli più evidenti, il nucleare e il demografico. »

Françoise d’Eaubonne

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1972 : La femminilità

1972 La femminilità
1972. L’MLF esisteva da tre anni; la FHAR era in pieno declino. Dissensi e polemiche: Daniel Guérin se ne va, così come Françoise d’Eaubonne. Lo scrittore e attivista si unì temporaneamente alla rivista Le Fléau social, ma la lasciò quando questa si ritirò dalla vita politica. Nel numero 2 di Le Fléau social, pubblicato nell’ottobre 1972, Françoise approfondisce la questione della “femminilità”, sottolineando la sua convinzione che non esista una “natura della donna”: Le MLF existe depuis trois ans ; le FHAR, lui, est en pleine déclin. Dissensions et controverses : Daniel Guérin le quitte, Françoise d’Eaubonne aussi. L’autrice et militante va rejoindre provisoirement le journal Le Fléau social, mais le quittera quand celui-ci s’éloignera de la vie politique. Dans le n° 2 de ce journal, paru en octobre 1972, Françoise s’interroge sur « la féminitude » en mettant en avant sa conviction qu’il n’existe pas de « nature de femme » :
“Non esiste una donna essenziale così come non esiste un proletario predisposto o un criminale nato”.

Françoise d’Eaubonne

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