1980: La natura della crisi

1980 : La natura della crisi

Nel 1980, il numero 20 di Sorcières, les femmes vivent pubblica 6 pagine di Françoise. In esso, l’autrice riassume il suo lungo lavoro per stanare le cause alla radice delle nostre aberrazioni. Il passare del tempo non fa che rafforzare la sua scrittura e, nonostante i richiami antropologici a volte datati, arriva al nocciolo della questione nelle due folgoranti pagine finali.

Attaccare il Capitale significa solo attaccare la punta dell’arma che ci ferisce e ci fa a pezzi; l’impugnatura dell’arma sprofonda nella notte dei tempi, si chiama patriarcato, si chiama civiltà maschile con un modello universale. (…) Mantenere l’era industriale (…) significa la fine del mondo tra trenta o cinquant’anni. Non si può superare quell’età mantenendo un sistema di profitto. Non possiamo abolire questo sistema di profitto mantenendo una società di classe, cioè un bisogno di potere. Non si può abolire il potere mantenendo un mondo patriarcale e maschile. Il futuro della specie è nelle nostre mani.

Françoise d’Eaubonne

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1972 : La femminilità

1972 La femminilità
1972. L’MLF esisteva da tre anni; la FHAR era in pieno declino. Dissensi e polemiche: Daniel Guérin se ne va, così come Françoise d’Eaubonne. Lo scrittore e attivista si unì temporaneamente alla rivista Le Fléau social, ma la lasciò quando questa si ritirò dalla vita politica. Nel numero 2 di Le Fléau social, pubblicato nell’ottobre 1972, Françoise approfondisce la questione della “femminilità”, sottolineando la sua convinzione che non esista una “natura della donna”: Le MLF existe depuis trois ans ; le FHAR, lui, est en pleine déclin. Dissensions et controverses : Daniel Guérin le quitte, Françoise d’Eaubonne aussi. L’autrice et militante va rejoindre provisoirement le journal Le Fléau social, mais le quittera quand celui-ci s’éloignera de la vie politique. Dans le n° 2 de ce journal, paru en octobre 1972, Françoise s’interroge sur « la féminitude » en mettant en avant sa conviction qu’il n’existe pas de « nature de femme » :
“Non esiste una donna essenziale così come non esiste un proletario predisposto o un criminale nato”.

Françoise d’Eaubonne

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1955 : Ho visto, ho pianto, ho stretto i pugni

1955 Ho visto, ho pianto

Nel 1955 Françoise si trova in Algeria. Dopo aver vissuto la guerra e gli orrori del nazismo, sperimenta in prima persona il razzismo coloniale e ne parla in un articolo pubblicato sul giornale Droits et libertés del 24 febbraio 1955.

« Gli aspetti più ripugnanti del razzismo che odiavo così tanto negli americani e negli inglesi nei confronti dei neri e dei nativi, li ho visti in tutta la loro schifezza ad Algeri e a Costantina; e questa volta, con mia grande umiliazione, i razzisti non erano degli americani o dei nazisti, ma dei francesi, i miei compatrioti. »

L’articolo è seguito da quello del generale Tubert, ex sindaco di Algeri, che, pur non essendo fondamentalmente anticolonialista, si ribella con veemenza contro il trattamento riservato alla popolazione originaria di queste terre e alla politica coloniale francese.

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