Credito fotografico: Des Femmes – Antoinette Fouque
Ora non faccio altro che fare progetti a breve termine. A casa, mi aspetto di essere arrestato o ucciso ogni giorno dalla criminalità organizzata in combutta con lo Stato. Esilio? Impossibile! Se morirò, non sarò il primo, e questo avrà un prezzo politico per il governo di Milei.
È quanto ci ha raccontato Moira Ivana Millán quando l’abbiamo incontrata insieme ad Ariel Salleh presso Des Femmes – Antoinette Fouque, con l’aiuto di Christine Villeneuve. È stato sicuramente il momento più importante del tour parigino di Ariel.
)Moira è Mapuche (il gente “che” della Mapu, la Terra, un popolo di quattro milioni di anime che da circa quattordicimila anni abita la regione del Wallmapu, occupata dal Cile a sud e dall’Argentina a nord. Mentre la politica cilena contemporanea è generalmente assimilazionista, concedendo alcuni diritti alle popolazioni originarie solo per dissolverle nella cultura coloniale, quella argentina è molto più brutale, con sparizioni, violenze e abusi di ogni tipo.
Moira, una weychaffe (guerriera di autodifesa, traduzione approssimativa) e leader del Movimento delle donne e delle minoranze indigene per il Buen-Vivir (Buon Vivere), vive in questa parte del Paese colonizzata dall’Argentina. Lotta per un mondo alterNATIVO, contro il terricidio, in una lotta con e per i Corpi-Territori che esprime le stesse profonde preoccupazioni dell’ecofemminismo queer, decoloniale e antispecista, svegliato: il desiderio dell’abolizione totale e irreversibile del patriarcato, il rifiuto totale dell’illimitismo e del Potere (cucù Françoise).
*** Tradotto con www.DeepL.com/translator (versione gratuita) ***
Il sua libro, Terricide, assolutamente da leggere, parla di rivendicazione dell’identità, di bambini, di anziani, di donne, di uomini e di Due-Spiriti, una parola ancora praticamente sconosciuta in Francia. I Due-Spiriti, termine generico coniato alla fine del secolo scorso dall’assemblea dei popoli originari di Abya-Yala, si riferisce alle persone che non rientrano in nessuna delle categorie binarie. Sono sempre esistiti e sono stati riconosciuti in tanti termini quante sono le lingue native. Tra i Mapuche, nella lingua Mapudungun, questi sono i weye.
Terricide testimonia una politica, una cosmogonia e una spiritualità che ci ispirano a pensare al futuro, quando vivremo sulle rovine del capitalismo. Tanto vale trarne il meglio, e Moira ci aiuta a farlo dando un contributo alla sociodiversità del mondo, il cui impoverimento, come quello della biodiversità, è alla base di Terricide.
Mari mari kom pu lamgen ka kom pu che. (Saluti, sorelle, fratelli,, saluti a tutti) (1)
(1) Citato da Terricides di Moira Millán, Paris, éditions Des Femmes – Antoinette Fouque, 2025.




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