2025 : Histoire de l’art et lutte des sexes

Paris, Les Presses du Réel, septembre 2025

Introduzione e commenti di Fabienne Plume, prefazione di Vincent d’Eaubonne. Françoise, che ha trascorso alcuni mesi alle Beaux-Arts alla vigilia della seconda guerra mondiale, ha conservato per tutta la vita il gusto per l’espressione pittorica, che era anche il suo giardino segreto. Fabienne Plume, insegnante e critica d’arte femminista, si è occupata con entusiasmo di questo libro, che propone una riflessione sulle donne, tanto più presenti nella pittura quanto più assenti come creatrici, supportata da presentazioni e analisi di opere.

“In un momento in cui vengono ripubblicati i grandi testi che hanno segnato la storia dell’arte (Linda Nochlin, Griselda Pollock, Carla Lonzi), per arricchire l’attuale riflessione femminista sulla storia dell’arte, era importante aggiungere un’altra pietra all’edificio: il pensiero di Françoise d’Eaubonne…. Histoire de l’art et lutte des sexes completa il quadro con una riflessione femminista sulla realizzazione di una storia dell’arte già critica, una storia dell’arte marxista, ma che non include una prospettiva femminista. François d’Eaubonne si colloca a questo crocevia, affiancando le più rinomate storiche dell’arte del suo tempo con le sue analisi potenti, nutrite di riferimenti a molteplici campi, sostenute da un tono vivace e da un’argomentazione solida”.

i

2024 : Le Féminisme ou la Mort (brossura)

Parigi, Le Passager Clandestin, edizione in brossura, 5 aprile 2024

Questa riedizione in brossura del titolo, pubblicata nel 2020 dagli stessi editori, precede di un mese un’altra opera essenziale, Ecoféminisme politique di Ariel Saleh, che la segue.

Pubblicato originariamente nel 1974, questo libro fondamentale apre nuove prospettive per le lotte ecologiche e femministe, che Françoise ci dice essere destinate a unire le forze nella lotta contro il patriarcato che, nello stesso movimento, sottomette le donne e distrugge il pianeta.

i

2023 : Écologie/Féminisme – Révolution ou mutation ?

Parigi, Le Passager Clandestin, prefazione di Geneviève Pruvost, 349 pagine.

Dopo la pubblicazione di Le Féminisme ou la mort nel 1974 e l’apparizione della sua ricerca scientifica Les Femmes avant le patriarcat, nel 1976, Françoise d’Eaubonne sviluppa ulteriormente la sua visione dell’ecofemminismo.

Rispetto al femminismo riformista, che definisce “femminismo di mamma”, ma anche al femminismo marxista, d’Eaubonne aggiunge due dimensioni all’analisi dello sfruttamento (la natura e i paesi del Sud del Mondo): liberarsi, come donna, a spese del pianeta e di piccole mani subordinate non è un orizzonte di emancipazione. Come dimenticare che all’estremità della catena ci sono le donne piegate nei campi dell’altra metà del globo? (Geneviève Pruvost, 2022)

i

2023 : Contre-violence ou la résistance à l’État

Parigi, Éditions Cambourakis, prefazione di Isabelle Cambourakis, 268 pagine.

Pubblicato nel 1978 da una casa editrice femminista, il libro riunisce vari testi e poesie di d’Eaubonne scritti a partire dal 1975 in risposta ad alcuni eventi, tra cui la morte in carcere della attivista della Rote Armee Fraktion (RAF) Ulrike Meinhof nel maggio 1976 e quella di quattro suoi compagni nell’ottobre 1977. Alcuni di questi testi sono stati scritti da zero, altri sono stati rielaborati più volte prima della pubblicazione. La lettura di questo libro solleva la questione delle evoluzioni e degli aggiustamenti dell’impegno militante di d’Eaubonne nel tempo. (Isabelle Cambourakis, 2022)

Questo libro è una riflessione necessaria sul potere e sulla violenza. Françoise d’Eaubonne ha un modo unico di opporsi a coloro che, rendendo così impossibile qualsiasi riflessione al riguardo, confondono la controviolenza con la violenza. Egli smonta brillantemente l’ipocrisia della nostra società: “La non violenza è il tributo che un mondo violento paga all’idea di una società senza violenza”! Continuando la sua riflessione, ha affrontato la fonte: il Potere. Indica la necessità di distruggere l’informatica e di riprendersi i NOSTRI poteri, quelli che ognuno può esercitare senza limiti.

Alla fine fa centro con il suo affondo finale, quando parla del futuro: un giorno ci sarà “l’ammutinamento delle donne contro la società del potere” . (Manon Soavi)

i

2021 : Le Complexe de Diane

Parigi, Julliard, 395 pagine.

Invocando un approccio capace di riconciliare “il razionale e l’irrazionale, l’intelletto e l’istinto”, Françoise apre la strada a una dimensione di interezza in cui le gerarchie sarebbero finalmente abolite, per il bene dell’umanità, e in cui il piacere, compreso quello sessuale, sarebbe pienamente onorato. Ed è nella ricchezza e nella profondità di questo pensiero, ancora in gestazione, che si illumina l’orizzonte inatteso che chiameremo ecofemminismo. (Élise)

i

2020 : Le Féminisme ou la Mort

Parigi, Le passager Clandestin, 331 pagine.

Pubblicato originariamente nel 1974, questo libro fondamentale apre nuove prospettive per le lotte ambientaliste e femministe, che Françoise ci dice essere chiamate a unirsi nell’opposizione al patriarcato, il quale con gli stessi strumenti sottomette le donne e distrugge il pianeta.

In questo libro, il cui titolo è un riferimento all’opera di René Dumont L’Utopie ou la Mort, Françoise annuncia ciò che oggi è una realtà: la distruzione del mondo da parte del produttivismo e del potere. Il capitale neoliberale di oggi è solo l’ultimo avatar di un sistema che risale a migliaia di anni fa, e l’autrice continua a descrivere la sua visione storica in Les Femmes avant le patriarcat (Le donne prima del patriarcato).

i