1981 : Histoire de la galanterie – tome IX La médecine et la loi
Ginevra, Famot, 281 pagine.
Scritto con Gérard Hof. In attesa di informazioni.
Ginevra, Famot, 281 pagine.
Scritto con Gérard Hof. In attesa di informazioni.
Samisdat, autoedizione, 16 pagine.
Raccolta di poesie. In attesa di informazioni.
Parigi, Encre, 350 pagine.
Terzo volume delle memorie di Françoise d’Eaubonne, L’Indicateur du réseau ripercorre avvenimenti importanti della sua vita a partire dai nomi dei luoghi in cui si sono svolti: con ironia, parla di un “bilancio topografico”. La storia avanza lungo il filo alfabetico dei nomi delle stazioni, e la incontriamo successivamente in epoche diverse della sua vita: la sua infanzia, la sua famiglia, i suoi cari, la guerra, i suoi primi rapporti – più che falliti – con gli uomini, i suoi libri, la sua scrittura, le sue lotte. E si legge anche quanto la scrittura rappresenti, per lei, un’arma di resistenza.
Questo testo finora non è mai stato pubblicato nella sua interezza. Nella parte ancora inedita (trasmessa all’IMEC), Françoise, sottolineando il suo “fervore per questa contro-letteratura che è la fantascienza”, precisa che essa, “come tutto ciò che è contro, ringiovanisce e rinfresca la vecchia forma, ed ecco perché scelgo qui il nome di contro-memorie”. (Aurore e Alain)
Ginevra, Famot.
Certamente opera collettiva e lavoro su commissione per Françoise. Il titolo si riferisce all’epoca di Enrico III, quando il termine “mignon” ha assunto definitivamente la connotazione peggiorativa che ancora oggi conosciamo. Con questa particolare connotazione che prima non esisteva, la parola minionsignifica “fedele”, “servo”. Così, per un certo periodo, i gesuiti furono chiamati molto seriamente in francese “minon di Gesù Cristo”.
Furono le critiche, sia da parte degli ugonotti che dei membri della Lega, alle scappatelle e agli eccessi dei temibili spadaccini che circondavano il giovane re a conferire questo significato dispregiativo. E nella misura in cui questi critici li consideravano effeminati e li sospettavano di omosessualità (il che, all’epoca, poteva significare la pena di morte se non si era di rango abbastanza alto), può essere interessante vedere come Françoise ha affrontato la questione della “galanteria”. (Vincent)
Ginevra, Famot.
Preceduto da Les Bagages de sables di Anna Langfus. In attesa di informazioni.
Schocken Books, USA
Traduzione parziale di Ynestra King in New French Feminisms: An Anthology del libro più noto di Françoise, Le Féminisme ou la Mort, in cui usa per la prima volta il neologismo “ecofemminismo”.
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