2001 : Mémoires irréductibles – De l’entre-deux guerres à l’an 2000

Parigi, Dagorno, 1135 pagine.

Un intero secolo (o quasi)! Questa voluminosa raccolta riunisce i vari volumi di memorie di Françoise d’Eaubonne già pubblicati in momenti diversi della sua vita: Chienne de jeunesse (che copre il periodo dal 1930 al 1945), Les Monstres de l’été (dal 1945 al 1965), L’Indicateur du réseau (che copre diversi periodi fino al 1978), oltre a un volume pubblicato qui per la prima volta, Les Feux du crépuscule (in cui l’autrice, verso la fine della sua vita, guarda per l’ultima volta al XX secolo).

Uno o due altri manoscritti autobiografici non sono mai stati pubblicati. (Alain)

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1999 : Le Sexocide des sorcières

Parigi, L’Esprit Frappeur, 156 pagine.

In questo libro, Françoise ripercorre l’ossessione maschile, a partire dalla distruzione delle culture matriarcali, di far sparire il femminile. “È proprio nell’Occidente cristiano, futuro creatore dello ‘Stato di diritto’, che questo sogno di sessocidio sul rogo delle streghe si è manifestato in modo più antico e spettacolare. (…) Fu nel 1484 che la bolla di Innocenzo VIII lanciò l’iniziativa di uno sterminio che avrebbe spopolato l’Europa di una parte del ‘secondo sesso’ per duecento anni. E la Chiesa, per la quale ogni donna è una potenziale strega, presto consegnerà “al rogo del carnefice migliaia di donne di cui inventa la colpa»”. (Alain)

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1999 : Lettera di Françoise d’Eaubonne

1999 : Lettera di Françoise d’Eaubonne

Nel 1999, Françoise, che partecipava regolarmente ai dibattiti di Temps Critiques, osserva: « Se “quasi ovunque lo Stato è in una posizione di relativa debolezza”, se partecipa forzatamente alla distruzione dei rapporti sociali, è perché non è più – e in modo più aperto che mai – che lo strumento locale del governo planetario che non dice il suo nome (…) : il potere finanziario. »

Poi pone la questione delle forze che potrebbero generare un cambiamento radicale, domanda ancora senza risposta un quarto di secolo dopo : «Nella misura in cui nessuna classe, nessuna categoria, nessuna collettività può più assumersi (…) una “missione” rivoluzionaria, su quale base e con quali mezzi intraprenderla ? »

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