1997 : Féminin et philosophie

Parigi, l’Harmattan, 105 pagine.

Nel luglio 1994, in una lettera ad Alain Lezongar, Françoise scriveva queste poche righe sull’opera appena iniziata, che sarebbe stata pubblicata tre anni dopo con il titolo Féminin et philosophie.

“Ho fatto seri progressi su ‘Donna e filosofia’ grazie al libro che mi ha inviato [Haine de la philosophie, Denys Mascolo]. Il mio progetto, che sta gradualmente prendendo forma, è in linea con l’osservazione di Levinas, uno dei più grandi filosofi del XX secolo: la filosofia è stata “afflitta fin dall’infanzia da un orrore dell’Altro”, che l’ha portata al discorso dello Stesso; in un’epoca in cui si diffondono razzismi di ogni tipo, “l’Altro, per eccellenza, è il femminile”. Questo conferma il mio punto di vista! La natura ha dovuto impiantare nel maschio un desiderio insaziabile di godere e di prolungarsi per preservare la specie maschile da un’omosessualità esclusiva rafforzata dal sessocidio – il massacro delle donne che riappare secolo dopo secolo: caccia alle streghe, lapidazioni fondamentaliste, per non parlare dei serial killer. Sto seguendo le orme dei Bergères de l’Apocalypse. Non potendo uccidere le donne, il patriarcato ha negato, represso e oscurato “la” donna e ha distrutto per quanto possibile ogni traccia del suo lavoro (“il conflitto sessuale”). Ha dato la caccia al femminile al suo interno, perseguitando l’omosessualità, che è il più antico e radicato dei suoi desideri – il che trasformerebbe il patriarcato in uno sterile ‘Männerbund’, esso stesso un pericolo sempre ricorrente.”

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1997 : Lettera aperta a Giovanni Paolo II

Lettera a JP II
Françoise, che all’epoca stava lavorando a Le Sexocide des sorcières (Il sessocidio delle streghe), ha risposto alle recenti scuse della Chiesa per il suo atteggiamento nei confronti del popolo ebraico chiedendo all’attuale papa di esaminare il destino delle donne nei processi alle streghe, che hanno fatto precipitare l’Europa nella follia per più di due secoli, un fenomeno che lei ha definito sexocidio.

 

“… La strega ha quindi rappresentato per due secoli di orrori e torture inflitti da una cultura integralista, il culmine dell’allergia al femminile già ampiamente manifestata, e al più alto livello, fin dai primi secoli della Chiesa trionfante.”

Françoise d’Eaubonne

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