1955 : Ho visto, ho pianto, ho stretto i pugni

1955 Ho visto, ho pianto

Nel 1955 Françoise si trova in Algeria. Dopo aver vissuto la guerra e gli orrori del nazismo, sperimenta in prima persona il razzismo coloniale e ne parla in un articolo pubblicato sul giornale Droits et libertés del 24 febbraio 1955.

« Gli aspetti più ripugnanti del razzismo che odiavo così tanto negli americani e negli inglesi nei confronti dei neri e dei nativi, li ho visti in tutta la loro schifezza ad Algeri e a Costantina; e questa volta, con mia grande umiliazione, i razzisti non erano degli americani o dei nazisti, ma dei francesi, i miei compatrioti. »

L’articolo è seguito da quello del generale Tubert, ex sindaco di Algeri, che, pur non essendo fondamentalmente anticolonialista, si ribella con veemenza contro il trattamento riservato alla popolazione originaria di queste terre e alla politica coloniale francese.

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1954 : La Hollandaise volante

Diffuso da Radio-Lille.

Probabilmente perso, quindi possiamo solo speculare su questo Hollandaise volante.

Le Hollandais volant è l’archetipo delle navi fantasma, protagonista di racconti e leggende tramandate per generazioni tra i naviganti. Rappresenta il fatale presagio da non incrociare sulla propria rotta, perché è una barca il cui equipaggio è stato maledetto e condannato a vagare sulle onde per l’eternità.

È quindi sicuramente un racconto marittimo quello che Françoise ha proposto, come ha fatto 4 anni dopo con Le Gabier de Surcouf. Da notare che l’olandese è diventato una olandese, ed è una scommessa sicura ipotizzare che sia diventata capitano di un vascello pirata o corsaro; è anche del tutto possibile che l’intero equipaggio fosse di sesso femminile. Maledizione per gli uomini che hanno attraversato il loro cammino! (Vincent)

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1954 : Une pomme rouge : mon cœur

Parigi, Pierre Seghers (coll. Poésie 54 n°374), 15 pagine.

Intitolato con un verso di Nazim Hickmet e dedicato a Henri Lefèbvre, è composto da nove poesie in tre sezioni. La prima sull’amore, le sue lotte e le sue sofferenze, la seconda in memoria di Julius ed Ethel Rosenberg (quattro anni dopo, Françoise darà “Julius” come secondo nome al figlio). L’ultima sezione, Trois poèmes pour mon Parti (Françoise era allora membro del PC), contiene una lunga poesia in memoria di suo padre per dirgli cosa gli deve per il suo impegno comunista. (Vincent)

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1953 : Atalante délivrée

Poiché quest’opera è probabilmente andata perduta, possiamo solo fare delle ipotesi sul suo contenuto. In questo libro, pubblicato due anni dopo Le Complexe de Diane, avremo sicuramente a che fare con l’eroina greca Atalanta, educata da Artemide dopo essere stata abbandonata dal padre. Si dice che abbia vissuto nell’antica Grecia, rifiutando inizialmente il matrimonio e dedicandosi a imprese straordinarie. Fu l’unica donna a unirsi agli Argonauti per conquistare il vello d’oro insieme a Giasone.

Così troviamo l’Atalanta che poteva essere superata nella corsa solo dall’inganno di Ippomene, evocato in Le Complexe de Diane, dove Françoise esprime il suo attaccamento a questa figura di donna libera. Non sorprende che abbia voluto prolungare la relazione. (Vincent)

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1953 : Les Yeux du paradis

Tolosa, Tipografia Julia, 20 gennaio 1953, 28 pagine, 120 copie

Un racconto fantastico di diciotto pagine tratto da una sceneggiatura di Jean Lakanal, le altre dieci pagine sono dedicate a titoli, guardie, citazioni, ecc. La trama ha un interesse mediocre, oscillando tra diverse influenze (Poe, Nerval…) per affrontare in modo superficiale alcune questioni metafisiche.

Françoise, con uno stile che sembra forzato, cerca di rendere più gradevole questa tisana con alcune belle metafore e altri espedienti, ma dato che lei stessa non ne è convinta, dubito che il lettore possa esserlo…

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