1961 : Les Fiancés du Puits-Doré

Hachette, coll. Bibliothèque verte n°185, 187 pagine.

Accanto a Don Chisciotte e Cyrano de Bergerac, il bandito d’onore Mandrin Belle-Humeur ha il suo posto nel pantheon di Françoise. Gli dedicò anche un libro nel 1957. Il nostro Robin Hood francese condivide qui le luci della ribalta con una ragazzina di 11 anni che dimostra doti di audacia, coraggio e impegno “non previste da persone del suo sesso”, per parafrasare un motivo settecentesco.

Questo romanzo della Bibliothèque Verte, scritto molto meglio del resto della raccolta per quanto ricordo, è in linea con gli altri libri per bambini di Françoise: descrizioni colorite e meticolose, contesto storico realistico, avventure e colpi di scena in tutti i capitoli. Un libro adatto a instillare il gusto per la letteratura. (Vincent)

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1960 : La Vie passionnée de Verlaine

Parigi, Seghers, 349 pagine.

” 1896 ; un dur hiver noircit les vitres de Paris ; la neige a couvert les trottoirs d’un drap épais, puis a fondu ; on attend à nouveau qu’elle tombe. Chaque bec de gaz crache sa flamme jaune au cœur d’une plume de paon, irisation des gouttelettes de la brume.

Rue Descartes, au carreau d’un garni, un papillon rouge vacille, tremble et rouvre ses ailes ; c’est une lampe à pétrole dont la mèche noircissante va mourir. Le vieux malade est tombé sur le carrelage ébréché. Sa chemise de nuit, crasseuse, est remontée sur ses cuisses comme sur le dessin de Daumier Les Massacres de la rue Transnonnain. Il grogne et gémit ; il jure. Une de ses jambes, énorme et raide, a la couleur bleue d’une seule monstrueuse ecchymose. Il halète. Il griffe les carreaux avec ses ongles. Il crie : «Eugénie ! » Il se tait. Son souffle bruyant accompagne l’agonie de la lampe. Un fiacre qui passe ébranle les vitres de la maison et un chant d’ivrogne tourne le coin de la rue, vacille, puis disparaît.

Il est étendu par terre, dans sa chemise sale, avec son crâne chauve et sa barbe emmêlée, et il pousse encore quelques jurons; puis il gémit comme un enfant qui rêve : «Philomène… » Il se tait. “

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” Entre les mains qui le bordent et resserrent les couvertures autour de lui, le vieux se sent filer, tomber dans un trou immense ; une brèche de lumière s’ouvre à travers cette nuit : c’est le pâle soleil de Metz sur les vertes esplanades, à l’heure où sonne la diane étouffée des casernes ; la nuit va descendre, et le petit Paul tend son front ravi aux lèvres de la plus belle des femmes :

—Bonsoir, maman, dit-il. “

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1960 : Planète sans adieu

Parigi, Arthème Fayard, 26 pagine.

Pagine 23-46 di un’opera collettiva. Racconto di fantascienza: viaggio nel tempo, un’eroina e un divertente gioco di fantasia sull’influenza delle glaciazioni sullo sviluppo della specie Homo.

Se il testo è di poca importanza, il tocco di Françoise è evidente. E per lei, questo potrebbe essere stato un gioco di scrittura rilassante, una ricreazione per il suo lavoro approfondito di quegli anni. (Vincent)

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1960 : Le Temps d’apprendre à vivre

Parigi, Albin Michel, 377 pagine.

In questo romanzo tagliente, le illusioni dell’amore si intrecciano con gli orrori del secolo che hanno segnato Françoise: i campi di concentramento, i Rosenberg (mi ha dato il loro secondo nome, Julius, in loro memoria), le lotte politiche nella Parigi di quegli anni.

È anche la storia dell’emancipazione di una donna che ha lasciato, per non tornare mai più, il suo piccolo campo di concentramento personale e portatile chiamato amore, per dedicarsi alla pittura o alla scrittura, lasciando a lei la scelta.

Anche in questo caso, c’è molto della storia di Françoise. Questo libro, come molti altri, fa parte del lavoro di una vita.

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1960 : Verlaine et Rimbaud ou la fausse évasion

Parigi, Albin Michel, 304 pagine.

[Per quanto possa sembrare paradossale, credo che il rapporto tra Rimbaud e Verlaine sia stato finora poco studiato nella sua natura e nel suo significato profondo. Fino al 1930, la questione che agitava gli esegeti era quella dell’omosessualità o del platonismo; quando la pubblicazione del dossier Dullaert]…[rivendicò Marcel Coulon]…[tutti i Rimbaldiani sembrarono ritenere che, essendo questa questione risolta una volta per tutte, la questione della relazione tra i due uomini fosse al tempo stesso esaurita].

“Così tutto si spiega”, gridarono in coro i Rimbaldisti e i Verlainiani, quando fu portata alla luce la prova della relazione fisica tra i due poeti. “Il vero problema si pone ora”, risponde Françoise in questo saggio.

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1959 : Le Gabier de Surcouf

Bruxelles, Éditions Brepols (Bruxelles), 138 pagine.

Questo libro per i giovani avrebbe trovato il suo giusto posto nella serie Bibliothèque Verte. La storia si svolge nell’Île de France, che diventerà l’Île Mauritius. Vi troviamo un famoso corsaro, un giovane rematore, una giovane filosofa e altri personaggi, tra cui un certo signor Piston, incarnazione di uno degli antenati di Françoise.

Attaccata alle sue radici bretoni e marittime, l’autrice avrebbe adorato la canzone di Michel Tonnerre in questa bellissima interpretazione di Thalie (che ocnosce e apprezza il lavoro di Françoise). Ringrazio lei e gli eredi di Michel per avermi permesso di inserirla qui. (Vincent)

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