1988 : Les Grandes Aventurières
Parigi, Vernal/Philippe Lebaud, 234 pagine.
Per molto tempo il termine “avventuriera” è stato riservato a quelle che venivano chiamate demi-mondine, cioè a quelle che, considerando il matrimonio un affare all’ingrosso, sceglievano il commercio al dettaglio per sfuggire a un destino di sottomissione e riproduzione e per prendere il controllo del proprio destino.
Non è questo il tipo di donna avventurosa di cui stiamo parlando. Françoise ci offre una dozzina di ritratti di donne che, combattendo e lottando sia in terra che in mare, si sono costruite un nome e un destino politico o militare. Altre ancora, un destino spirituale. Alcune di queste donne sono state oggetto di libri a sé stanti nell’opera di Françoise, come Isabelle Eberhardt (La Couronne de sable) e Antoinette Lix (L’Amazone sombre).
Tradotto con DeepL.com (versione gratuita)
Parigi, Encre, 238 pagine.
Parigi, Encre, 309 pagine.
Encre, Paris, 264 pages.
Encre, collection Mémoire des Femmes, 273 pagine. (Riedizione, versione originale pubblicata con il titolo: Je m’appelle Kristine, 1959).
Parigi, Jean-Claude Simoën, 349 pagine.
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