1962 : Les Sept Fils de l’étoile

Hachette, coll. le rayon fantastique n°88, 307 pagine.

Forse per la prima volta nella storia della fantascienza (ndr: nel 1962), l’eroe – il pilota dell’astronave – è una donna!

Tellur ha ricevuto la sua missione dall’anziano mago di un pianeta ritenuto insignificante. Il suo programma prevede sette mondi, sette stelle, ognuna con una civiltà che prefigura il futuro della civiltà umana.

Un’odissea straordinaria per questa giovane donna. Sette pianeti. Sei amori e sette figli di mistero e meraviglia… perché il destino si compia…

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1962 : L’Échiquier du Temps

Hachette, coll. le rayon fantastique n°99, 261 pagine

Nel 30° secolo, altre razze pensanti della galassia si sono unite all’Umanità per formare la grande confederazione “antropomorfa”, il cui centro si trova sul pianeta Fedra.

Ma una razza, nata da un incrocio mostruoso, possiede, insieme al pensiero, la forma più orrendamente opposta a quella dell’uomo.

Fausta, la giovane barbara, una terrestre della vecchia razza, è destinata a trionfare sulla terribile minaccia rappresentata dai Saurionnidi, i nemici della Terra? des tipi di esseri umani?

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1962 : L’Amazone bleue

Hachette, coll. Bibliothèque verte n°208, 249 pagine.

Françoise era stata molto segnata da padre Hugo, e in particolare dalla sua visione delle guerre di Vandea. Per questo, pur dando ragione alla Repubblica, dipinge un quadro non manicheo. Sposta da un campo all’altro anche alcuni protagonisti della sua storia, tra i quali la figura di spicco è una giovane donna che combatte e intriga, trovandosi ovunque sia in gioco il destino della Francia. (Vincent)

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1962 : Les Plus Belles Lettres de Flaubert

Parigi, Calmann-Lévy, 1962, 158 pagine.

Françoise ha visto in Flaubert il primo degli scrittori borghesi (con tempo e denaro) ad aver introdotto quello che considera il valore principale della sua classe in letteratura: il tempo è denaro (time is money).

Pur non dimenticando la sua misoginia e le pagine atroci che scrisse contro la sconfitta della Comune di Parigi, gli riconosce il merito di aver dedicato il suo tempo a cercare di staccarsi dal pensiero mediocre del suo tempo e della sua classe (se ci sia riuscito o meno è un’altra storia, n.d.r.), e lo distingue dai suoi contemporanei per il suo rifiuto epidermico del mondo (a differenza di Sand, Balzac, Stendhal…).

Françoise, flaubertiana? Certamente no. Ma ne riconosce i meriti letterari e lo considera un interessante caso da manuale. (Vincent)

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1961 : Sputero’ sulle vostre tombe

Éditions Cino Del Duca, 258 pagine.

Una traduzione di J’irai cracher sur vos tombes. Nel 1946 era uscito, pubblicato da Éditions du Scorpion, un libro di Vernon Sullivan che porta questo titolo. Ritenuto scandaloso, è stato poi oggetto di una querela intentata dal Cartel d’action sociale et morale, che rivelerà che il suo vero autore è Boris Vian. Vian sarà condannato a 15 giorni di carcere, subito graziato, per oltraggio alla moralità. Pochi giorni prima della sua morte, Françoise gli diede il permesso di scrivere una nuova versione del suo romanzo con lo stesso titolo. Il sapore scandaloso del romanzo e il gusto per i thriller americani dell’epoca ne fecero un successo letterario. (Vincent)

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1961 : Les Fiancés du Puits-Doré

Hachette, coll. Bibliothèque verte n°185, 187 pagine.

Accanto a Don Chisciotte e Cyrano de Bergerac, il bandito d’onore Mandrin Belle-Humeur ha il suo posto nel pantheon di Françoise. Gli dedicò anche un libro nel 1957. Il nostro Robin Hood francese condivide qui le luci della ribalta con una ragazzina di 11 anni che dimostra doti di audacia, coraggio e impegno “non previste da persone del suo sesso”, per parafrasare un motivo settecentesco.

Questo romanzo della Bibliothèque Verte, scritto molto meglio del resto della raccolta per quanto ricordo, è in linea con gli altri libri per bambini di Françoise: descrizioni colorite e meticolose, contesto storico realistico, avventure e colpi di scena in tutti i capitoli. Un libro adatto a instillare il gusto per la letteratura. (Vincent)

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