Un anno 2023 ecofemminista!

Un anno 2023 ecofemminista!

Le festività di fine anno non favoriscono l’abbondanza di novità. Abbiamo notato, tuttavia, che il sito Quelli che osano propone a inizio gennaio un ritratto di Françoise come “madre dell’ecofemminismo”, fatto un po’ frettolosamente ma che ha il merito di sottolineare che il prolifico lavoro di Françoise “è oggi recuperato dalle nuove generazioni femministe”.

Ricordiamo inoltre che il mese di marzo (mese di nascita della scrittrice e attivista) vedrà l’uscita delle nuove edizioni di tre sue opere: Écologie/Féminisme – Révolution ou mutation ? (Ed. Le Passager clandestin), Contre-violence ou la résistance à l’État (Ed. Cambourakis), e Le Sexocide des sorcières (Ed. le Diable Vauvert). Potete già preordinare questo terzo testo sul sito leslibraires.fr.

Quando protestare non basta più

Quando protestare non basta più

Come sappiamo dalle ricerche effettuate negli ultimi anni nella collezione Françoise d’Eaubonne conservata all’IMEC (Institut Mémoires de l’Édition Contemporaine), Françoise ha preso parte, il 3 maggio 1975, al sabotaggio della centrale nucleare di Fessenheim, allora in costruzione. Il sito Reporterre pubblica in questi giorni un’inchiesta dal titolo Quand protester ne suffit plus, che, nella prima parte, evidenzia una recrudescenza di pratiche violente e illegali nelle attuali lotte ambientali e, nella seconda parte, traccia una storia degli atti di sabotaggio ecologico perpetrati nel mondo negli ultimi decenni:

Cogliamo l’occasione per sottolineare che il libro di Françoise Contre-violence ou la résistance à l’État, pubblicato nel 1978, verrà presto ristampato dalle edizioni Cambourakis.

Liberazione della donna e conservazione della vita

Liberazione della donna e conservazione della vita

A dicembre 2020, lo Zéphyr ha dipinto un ritratto di Françoise. Le Zéphyr, “media di avventure umane” come si definisce, mira a evidenziare “percorsi di vita, l’impegno o le lotte contro le ingiustizie”. Questa rivista online esiste dal 2016 ed è stata integrata, dal 2019, da una rivista cartacea.

L’articolo dedicato a Françoise ricorda le lotte dell’attivista: femminismo, ecologia, lotta con lesbiche e gay, resistenza contro l’ingiustizia e tutte le forme di dominio…

Più di 15 anni dopo la sua morte, il suo discorso ecofemminista risuona ancora. Fin da giovanissima, la prolifica autrice Françoise d’Eaubonne non ha mai smesso di lottare per la liberazione delle donne. Una lotta che lei ha legato alla battaglia contro la distruzione della vita.

Il contributo di Françoise alle lotte del XX secolo è evidenziato da varie femministe, come Camille Badoux, Marie-Jo Bonnet, Caroline Goldblum…

50 anni fa, a Sanremo

50 anni fa, a Sanremo

Il 5 aprile 1972, Françoise e una ventina di attivisti/e dei movimenti omosessuali francesi, belgi, olandesi, norvegesi e britannici, compreso il suo compagno Marc Payen, si recarono a Sanremo per unirsi ai loro compagni del FUORI! per sabotare il primo Congresso Internazionale di Sessuologia. Gli psichiatri intendevano indagare “i comportamenti devianti della sessualità umana”, cioè l’omosessualità, considerata come una malattia mentale. Se la protesta passò sotto silenzio in Francia, trovò invece ampio riscontro sui media italiani.

Sui cartelli alzati dagli e dalle attivisti/e si leggevano slogan del tipo:

  • Psichiatri, siamo venuti per guarirvi;
  • La normalità non esiste;
  • Psichiatri, piantate i vostri elettrodi nel cervello;
  • Primo e ultimo congresso di sessofobia.

In occasione del 50° anniversario dell’emergere della protesta gay in Italia, vengono organizzati molti eventi e incontri: conferenze, Pride LGBTQ+, podcast…

Francesco Lepore, giornalista, scrittore, ricercatore di spiritualità cristiana in epoca medievale e moderna, ripercorre questo episodio fondante del movimento gay italiano in un articolo in italiano pubblicato su Linkiesta, nel quale sottolinea “il mirabile intervento di Françoise d’Eaubonne” e ricorda “il famoso discorso della poetessa ed ecofemminista”.

Fece un mirabile discorso di circa quindici minuti, come una vera amazzone.

ugualmente le testimonianze di Marie-Jo Bonnet (attivista MLF e FHAR) e di altri/e partecipanti al sabotaggio di questo congresso, che può essere seguito su vimeo.

Sarai un uomo ecofemminista, figlio mio!

Sarai un uomo ecofemminista, figlio mio!

Decisamente, il fantasma di Françoise d’Eaubonne infesta molti luoghi. Le Printemps des Fameuses, quest’anno, non è stato risparmiato. Questo festival, che si svolge ogni anno a Nantes, ha festeggiato il suo decimo anniversario il 18 marzo. La sua ambizione è dimostrare “che la questione dell’uguaglianza di genere è un acceleratore del progresso sociale e sociale”.

Durante tutta la giornata, in una sala da circa 600 posti (la Stereolux) e in altre sale periferiche, il pubblico ha potuto assistere a una lunga serie di interventi molto diversi tra loro, quali:

  • Mon Panthéon est décousu : aux grandes femmes, la matrie reconnaissante !
  • Égalité professionnelle et violences sexuelles et sexistes : des indissociables !
  • Transmission de patrimoine et inégalités de genre : qu’est-ce qui se joue chez le notaire ?
  • Les Matriarches : voyage au « centre » de la terre
  • Atelier drag king : jouer à déjouer les stéréotypes de genre
  • Quelle place pour les hommes proféministes dans l’histoire ?

Tu seras un homme écoféministe, mon fils !

Élise Thiébaut, Vincent d’Eaubonne e Alain Lezongar hanno concluso la giornata con un sorriso evocando, l’una come biografa, e per gli altri due come figlio “biologico” e figlio “spirituale” di Françoise d’Eaubonne, la questione della trasmissione fuori dai sentieri battuti, esplorando l’impensato del patrimonio matrimoniale.

Tutti gli interventi si trovano su YouTube.

La natura della crisi

La natura della crisi

Nel 1980, Françoise ha pubblicato sulla rivistaSorcières un articolo ecofemminista intitolato La Nature de la crise, in cui difendeva la tesi secondo cui il “matriarcato” sarebbe esistito prima del patriarcato.

Non si tratta […] di una società femminile di tipo inverso che avrebbe preceduto il potere maschile, ma di una società “senza potere” nel senso che il patriarcato poi da dato a questo termine, che io ho cercato di analizzare in “Les Femmes avant le patriarcat”.

Il facsimile di questo testo può essere consultato sul nostro sito web, nella sezione Traces de Françoise/Lire/Textes.

Questo articolo è stato recentemente tradotto in italiano da Bruna Bianchi (vedi foto) sulla Rivista digitale di studi della memoria femminile. Bruna Bianchi è accademica, scrittrice e traduttrice (in particolare di Goethe e Thomas Mann).