Françoise, strega come le altre

Françoise, strega come le altre

La serie di podcast Des sorcières comme les autres propone un ritratto di Françoise d’Eaubonne dipinto da due attrici, Gaëlle About ed Elsa Dupuy.

Lascio in eredità a tutti coloro che mi hanno amato e mi leggeranno o mi hanno letto con comprensione l’odio irriducibile per una società più turpe di tutte quelle che l’hanno preceduta, l’amore per gli uomini e le donne che essa schiaccia e degrada in ogni modo e a ogni livello, l’amore per l’ambiente da rianimare se è ancora possibile, e la cura per continuare la lotta contro il potere patriarcale e imperialista che le mie ultime forze serviranno a maledire e i miei ultimi scritti a combattere. (“Testament politique”, 1991)

Sulla visione radicale di Françoise d’Eaubonne

Sulla visione radicale di Françoise d’Eaubonne

In occasione dell’uscita della traduzione inglese di Le Féminisme ou la Mort, Myriam Bahaffou e Julie Gorecki propongono, sul sito Literary Hub, un articolo (in inglese) sull’ecofemminismo secondo Françoise d’Eaubonne: Cosa può insegnarci oggi una pioniera ecofemminista – Sulla visione radicale di Françoise d’Eaubonne.

D’Eaubonne chiede il trasferimento del potere alle donne, rappresentato da ciò che chiama “non potere”, o la distruzione di ogni potere. […]
La teoria ecofemminista di Françoise d’Eaubonne […] non è una giustapposizione di femminismo ed ecologia, ma un’analisi del “sistema mondo” da un’angolazione che pone al centro gli emarginati e gli sfruttati.

Carolyn Merchant : Feminism or Death

Carolyn Merchant : Feminism or Death

L’edizione inglese di Le Féminisme ou la Mort di Françoise contiene una prefazione di Carolyn Merchant che ovviamente ho letto con grande interesse dopo aver ricevuto il libro.

Carolyn Merchant situa il libro nella storia del femminismo e dell’ecofemminismo. Risalendo alla nascita del patriarcato, ci ricorda la sua responsabilità nella creazione del problema demografico (crescete e moltiplicatevi!) e ci fornisce le fonti intellettuali (Bachofen, Bebel, Engels, Briffault…) che hanno reso possibile la riflessione.

L’autrice cita un possibile primo utilizzo del termine “ecofemminismo” negli Stati Uniti nel 1976, presso l’Istituto di Ecologia Sociale di Murray Bookchin nel Vermont. Seguono alcune date chiave nell’uso del concetto (Inestra King, 1980, ecc.) e la storia dei suoi scambi con le diverse correnti guidate da Mary Griffin, Val Plumwood… fino ai giorni nostri.

E conclude che questo pensiero ha le sue radici in Europa, all’inizio degli anni Settanta, negli scritti di Françoise d’Eaubonne:

All of these manifestations have their origins in the early 1970s mouvements in Europe on which d’Eaubonne drew and elaborated in her book Feminism or Death.

La filosofa e storica della scienza Carolyn Merchant fa luce sulle fonti dell’ecofemminismo. Sebbene questo sia ovviamente molto utile da un punto di vista scientifico, mi sembra che un dibattito sull’argomento al di fuori di questo ambito abbia un interesse limitato.

La nostra lotta può fare a meno dell’attribuzione formale di un titolo prestigioso a una persona o a un’altra, e l’immenso talento di Françoise non sarà in alcun modo sminuito. Non credo che sia nel DNA dell’ecofemminismo costruire piedistalli, se consideriamo che uno dei suoi obiettivi è quello di creare legami e collettivi mutazionali che trascendano le distinzioni di genere, classe, cultura… e posizione intellettuale.

…Non mi interessa se lungo il percorso mi abbandonerete come ipotesi…

Aragon, Épilogue

David Graeber ci dice che non ha inventato nulla, così come non lo hanno fatto Marx o altri. Per lui, l’esercizio del pensiero consiste nel cogliere il dibattito del suo tempo per produrre una sintesi che abbracci il più possibile il mondo vivente, dando alla nostra specie un ulteriore tassello per la comprensione del mondo. Quindi non c’è bisogno di gridare al genio, la abbiamo bisogno della nostra propensione all’idolatria non trovare dei maestri da seguire.

E non dimentichiamo che si tratta di un affare del Nord. Il Sud non ha aspettato il nostro permesso per condurre battaglie ecofemministe molto prima che il termine fosse coniato e concettualizzato. Tanto che, seguendo l’antropologia contemporanea, è nelle radici immemorabili delle società matriarcali che dobbiamo localizzare le loro origini, se vogliamo trovarne una.

Vi diamo il benvenuto nella galassia Françoise d’Eaubonne !

Vi diamo il benvenuto nella galassia Françoise d’Eaubonne !

Abbiamo voluto creare questo spazio a immagine di Françoise: vivace, abbondante, colorato e, diciamolo, fuori dai sentieri battuti del web. Perché Françoise stessa non era “il tipo da camminare troppo lontano dai precipizi”, (Élise Thiébaut, L’Amazone verte). Una vera forza vitale, non smette mai di ispirarci.

Ogni secondo, e senza necessariamente dover cantare o rileggere Rimbaud, mi preparo a essere felice. (Citazione da « Jusqu’à la gauche »).

Il nostro progetto :

  • offrire a tutti coloro che passano di qui il ritratto di una Françoise personale, attraverso la sua biografia, ma anche dimensioni più intime come i suoi disegni (il suo giardino segreto), le sue canzoni (prossimamente), le interviste, ecc… Questa Françoise è nostra, personale e situata. Pur essendo rigorosi, non pretendiamo una fantasmatica “verità storica”: Françoise è un bene comune che ci riteniamo liberi di rappresentare a modo nostro;
  • dare alle ricerctrici (autrici, accademiche, ecc.) l’accesso a documenti dimenticati o sconosciuti (oltre alfondo Françoise d’Eaubonne de l’IMEC), articoli di stampa, parte della sua corrispondenza(questo è solo l’inizio). E anche – speriamo in un futuro prossimo – gli echi, i dibattiti, le analisi che i suoi scritti e la sua militanza hanno saputo e potranno suscitare;
  • per noi, Françoise è più che viva. La sua attualità, in France e nel mondo, è indubbia. E si sovrappone principalmente a quella dell’ecofemminismo. Senza pretendere di essere esaustivi, lo seguiamo settimana dopo settimana. Nuove edizioni, eventi, rassegna stampa, produzioni audiovisive: vi terremo al corrente.

Come vedrete, alcune sezioni, in costruzione, rimangono per il momento inaccessibili. C’è tanto da fare!

Nella galassia Françoise d’Eaubonne, è la bande à d’Eaubonnot, informale e commossa, che vi parla dalla Terra in questo 8 marzo: Vincent, Alain, Aurore, Danielle, Élise, Karine, Manon, Nicolas, Ruth… ne sono rappresentantu [sì, u, gender-neutral plural] ma senza esclusività. Vuole essere aperta a commenti, ai contributi, alle partecipazioni (ad esempio, per le note di lettura della sezione Bibliografia); a tal fine, troverete qua o là un link di contatto per avviare lo scambio.

Ci auguriamo che vi divertiate tanto a esplorare quanto noi a costruire. Non esitate a diffondere ampiamente le informazioni.

Benvenutu !

Un aggiornamento sui progetti editoriali

Un aggiornamento sui progetti editoriali

Le Féminisme ou la Mort incontra un interesse che va ben oltre i nostri confini. Sono in corso 3 traduzioni:

    • negli Stati Uniti, presso Verso Books, in uscita a marzo 2022;
    • in Turchia, presso Ithaki Publishing, in uscita entro luglio 2023;
    • e in Italia, presso Prospero Editore, in uscita entro luglio 2023.

In questa sezione sulla risonanza contemporanea del pensiero di Françoise pubblichiamo regolarmente informazioni su articoli scritti all’estero, quando ne siamo informati, senza pretendere di essere esaustivi. Il manifesto interesse di questi editori rafforza la nostra convinzione che il suo pensiero si stia diffondendo nel mondo…

Abbiamo quindi ora, entro la metà del 2023, non meno di otto progetti di pubblicazione, ripubblicazione e traduzione assicurati, di cui sentirete parlare qui al momento dell’uscita. E non è finita, tutt’altro!