1954 : La Hollandaise volante

Diffuso da Radio-Lille.

Probabilmente perso, quindi possiamo solo speculare su questo Hollandaise volante.

Le Hollandais volant è l’archetipo delle navi fantasma, protagonista di racconti e leggende tramandate per generazioni tra i naviganti. Rappresenta il fatale presagio da non incrociare sulla propria rotta, perché è una barca il cui equipaggio è stato maledetto e condannato a vagare sulle onde per l’eternità.

È quindi sicuramente un racconto marittimo quello che Françoise ha proposto, come ha fatto 4 anni dopo con Le Gabier de Surcouf. Da notare che l’olandese è diventato una olandese, ed è una scommessa sicura ipotizzare che sia diventata capitano di un vascello pirata o corsaro; è anche del tutto possibile che l’intero equipaggio fosse di sesso femminile. Maledizione per gli uomini che hanno attraversato il loro cammino! (Vincent)

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1954 : Une pomme rouge : mon cœur

Parigi, Pierre Seghers (coll. Poésie 54 n°374), 15 pagine.

Intitolato con un verso di Nazim Hickmet e dedicato a Henri Lefèbvre, è composto da nove poesie in tre sezioni. La prima sull’amore, le sue lotte e le sue sofferenze, la seconda in memoria di Julius ed Ethel Rosenberg (quattro anni dopo, Françoise darà “Julius” come secondo nome al figlio). L’ultima sezione, Trois poèmes pour mon Parti (Françoise era allora membro del PC), contiene una lunga poesia in memoria di suo padre per dirgli cosa gli deve per il suo impegno comunista. (Vincent)

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1953 : Atalante délivrée

Poiché quest’opera è probabilmente andata perduta, possiamo solo fare delle ipotesi sul suo contenuto. In questo libro, pubblicato due anni dopo Le Complexe de Diane, avremo sicuramente a che fare con l’eroina greca Atalanta, educata da Artemide dopo essere stata abbandonata dal padre. Si dice che abbia vissuto nell’antica Grecia, rifiutando inizialmente il matrimonio e dedicandosi a imprese straordinarie. Fu l’unica donna a unirsi agli Argonauti per conquistare il vello d’oro insieme a Giasone.

Così troviamo l’Atalanta che poteva essere superata nella corsa solo dall’inganno di Ippomene, evocato in Le Complexe de Diane, dove Françoise esprime il suo attaccamento a questa figura di donna libera. Non sorprende che abbia voluto prolungare la relazione. (Vincent)

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1953 : Les Yeux du paradis

Tolosa, Tipografia Julia, 20 gennaio 1953, 28 pagine, 120 copie

Un racconto fantastico di diciotto pagine tratto da una sceneggiatura di Jean Lakanal, le altre dieci pagine sono dedicate a titoli, guardie, citazioni, ecc. La trama ha un interesse mediocre, oscillando tra diverse influenze (Poe, Nerval…) per affrontare in modo superficiale alcune questioni metafisiche.

Françoise, con uno stile che sembra forzato, cerca di rendere più gradevole questa tisana con alcune belle metafore e altri espedienti, ma dato che lei stessa non ne è convinta, dubito che il lettore possa esserlo…

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1952 : Ivelle

Parigi, Julliard, 272 pagine.

Ivelle è la storia di una giovane ragazza di oggi. Un’anima ardente e inquieta, assetata di giustizia… Crede di aver scoperto una specie di superuomo in Yvon, che si considera il fondatore di una nuova filosofia… Lo segue a Parigi, nei circoli di Saint-Germain-des-Prés… Ben presto si trova coinvolta, insieme al suo maestro, in un caso di omicidio di alto profilo. (estratti dalla quarta di copertina)

A parte la storia dell’omicidio, non bisogna essere Sherlock Homes per indovinare che questo romanzo si basa sul passato di Françoise: Yvon, non sarebbe Jean-Charles Pichon, l’autore di oscure interpretazioni della storia dei miti? (Vincent)

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