1958 : Chevrette et Virginie

Hachette, coll. Bibliothèque verte n°46, 253 pagine.

Questo primo romanzo destinato ai giovani è adornato da una copertina la cui lettura potrebbe apparire molto meno innocente oggi che allora. Ed è la storia di due donne avventurose e naufraghe quella che ci viene raccontata. Possiamo anche azzardare a pensare che Françoise se la sarebbe cavata bene facendo a meno del personaggio del Cavaliere de La Barre, che sembra essere lì per salvare le apparenze e preservare la purezza morale dei nostri cari bimbi… O si tratta forse di un anacronismo, di una speculazione su possibili intenti ancora inconsci dell’autrice? (Vincent)

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1957 : Les Amours de Roméo et Juliette

Parigi, Édition Rombaldi, coll. Le club de la Femme.

Qui si presta il soggetto, un romanzo dagli accenti cyraneschi, valido per le dettagliate e colorite descrizioni della Verona del Quattrocento. A parte questo, è un libro di cucina, scritto senza passione. Vivere della propria penna, senza sostegno finanziario, posizione o marito, richiede anche questo genere di impegni. (Vincent)

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1957 : Belle humeur ou la véridique histoire de Mandrin

Parigi, Le livre contemporain – Amiot-Dumond, coll. Visages de l’aventure, 202 pagine.

La Ferme Générale (1680 – 1794) era un corpo di finanzieri e azionisti che, avendo acquistato la carica dal Re, riscuoteva le varie tasse in vigore con il diritto di trattenerne la metà. Inutile dire che i Contadini erano molto zelanti e che si commettevano infiniti abusi: ecco l’antenato delle mafie e dei trust internazionali, a seconda del lato della legge in cui si trovano.

È contro questo sistema e i suoi uomini che si sollevò il brigante Mandrin, il Robin-des-bois francese, che finì arrostito vivo in una piazza pubblica di Valence a cavallo del 1750 e che rimase a lungo nella memoria popolare, tanto che esistono ancora registrazioni di canzoni che ne celebrano le gesta.

Un personaggio, dunque, che si addice alla penna picaresca di una Françoise trentenne, che nella stesura della sua storia placa la sua sete di giustizia e un deciso gusto per l’epica.

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1956 : La Vie passionnée d’Arthur Rimbaud

In questo libro, Françoise mostra non solo il poeta, ma soprattutto l’uomo Rimbaud in tutti gli alti e bassi della sua vita, con i suoi vizi e le sue eruzioni di carattere. Il genio di Rimbaud traspare, con il suo temperamento eruttivo, la sua assoluta fedeltà a se stesso, la sua derisione di ogni morale borghese, e la sua trasformazione da poeta a puro mercante, interessato solo a fare soldi in Abissinia come commerciante di armi.

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1955 : Jours de chaleurs

Parigi, Éditions de Paris, coll. série blonde, 249 pagine.

L’Espagne, encore. Questo romanzo sentimentale nasconde sotto un’apparente leggerezza i ricordi della giovinezza di Françoise: la guerra di Spagna, la campagna di Francia. L’eroina del romanzo nasconde un segreto e un’anima focosa non dissimile da quella dell’autore. I personaggi secondari sono probabilmente tratti dagli incontri avvenuti nella villa Les Pamplemousses durante la sua infanzia a Tolosa dopo la retirada, l’escodo dei e delle repubblicani/e spagnoli/e nel 1939. (Vincent)

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