1959 : Le Gabier de Surcouf

Bruxelles, Éditions Brepols (Bruxelles), 138 pagine.

Questo libro per i giovani avrebbe trovato il suo giusto posto nella serie Bibliothèque Verte. La storia si svolge nell’Île de France, che diventerà l’Île Mauritius. Vi troviamo un famoso corsaro, un giovane rematore, una giovane filosofa e altri personaggi, tra cui un certo signor Piston, incarnazione di uno degli antenati di Françoise.

Attaccata alle sue radici bretoni e marittime, l’autrice avrebbe adorato la canzone di Michel Tonnerre in questa bellissima interpretazione di Thalie (che ocnosce e apprezza il lavoro di Françoise). Ringrazio lei e gli eredi di Michel per avermi permesso di inserirla qui. (Vincent)

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1959 : Le sous-marin de l’espace

Parigi, Éditions Gautier-Languereau, coll. Nouvelle bibliothèque de Suzette, 123 pagine.

Questo piccolo romanzo per ragazzi è il frutto della collaborazione tra due celebrità letterarie e scientifiche dell’epoca: lo scrittore Jean-Charles (La Foire aux cancres, 12 milioni di copie vendute) e lo scienziato Jacques Bergier, autore di SF nel tempo libero.

Il risultato è un libro d’avventura onesto, istruttivo per i postulati scientifici sviluppati, in cui, insolitamente per Françoise, i personaggi femminili sono quasi inesistenti, a parte la presenza di una bambina di 10 anni.

L’URSS considerò il libro sufficientemente meritevole (un trionfo di persone disinteressate che lavorano per il bene dell’umanità e per il materialismo scientifico) perché la Casa Editrice Educativa Statale lo traducesse in 61 esemplari.

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1959 : Je m’appelle Kristine

Parigi, Éditions Albin Michel, 285 pagine. Riedizione intitolataMoi, Kristine, reine de Suède, 1979

Leggendo il romanzo di Françoise, non può che tornare alla mente Les Mémoires d’Hadrien, l’opera monumentale di Marguerite Yourcenar, apparsa 7 anni prima. E non saranno certo gli indizi trasparenti che ha lasciato a invalidare questa osservazione. Si potrebbe pensare a un’imitazione stilistica, volendosi soffermare su ciò che queste due grandi autrici hanno condiviso: una vera conoscenza dei greci e dei latini.

Conoscenza che Françoise mette al servizio del suo scopo che, sempre, sarà quello di affermare: Donne, siate orgogliose di esserlo! È grazie a questa affermazione che sono stato portato, del tutto naturalmente, dalle letture della mia infanzia a considerare la possibilità che un eroe epico potrebbe anche essere un’eroina.

Con Kristine de Suède, Françoise dipinge una figura storica al culmine della sua potenza. Amica e corrispondente delle più grandi personalità intellettuali e scientifiche del suo secolo, fulcro del Trattato di Vestfalia, avventurosa e combattiva, diplomatica e pacificatrice, la regina Cristina fu senza dubbio una delle figure più importanti dell’Europa del suo tempo. (Vincent)

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1959 : J’irai cracher sur vos tombes

Parigi, Éditions Seghers, 220 pagine.

Nel 1946 era stato pubblicato da Éditions du Scorpion un libro di Vernon Sullivan con titolo. Ritenuto scandaloso, fu poi oggetto di una querela intentata dal Cartel d’action sociale et morale, che portò alla rivelazione del suo vero autore, Boris Vian. Vian sarà condannato a 15 giorni di carcere, subito graziato, per oltraggio alla moralità. Pochi giorni prima della sua morte, Françoise gli diede il permesso di scrivere una nuova versione del suo romanzo con lo stesso titolo. Il sapore scandaloso del romanzo e il gusto per i thriller americani dell’epoca ne fecero un successo letterario. (Vincent)

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1958 : Fort des Femmes

Parigi, le Livre contemporain.

Pierre Mac Orlan ha detto di Françoise: “Il suo stile è così colorito che devi leggere i suoi libri con gli occhiali da sole”. Cosa avrebbe detto di Bergères de l’Apocalypse prefigurato da questo libro ? Perché è proprio una lotta di donne, armi alla mano, quella che è qui raccontata: un gruppo di povere mendicanti immigrate, prostitute e ladre che si incontrano in fondo alla stiva della barca su cui stanno fuggendo dalla miseria per costruire un futuro migliore nelle Americhe all’inizio del XIX secolo. E non saranno i titoli sarcastici di capitoli come La joie d’être mère o Le repos du guerrier a farci dubtare delle intenzioni dell’autrice (Vincent)

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