1964 : Rêve de feu

Hachette, coll. le rayon fantastique n°124, 238 pagine.

“Prometeo è colpevole? L’inventore del fuoco, che ha dotato l’umanità della sua migliore difesa, l’ha forse precipitata sulla china fatale della guerra atomica e poi della guerra cosmica?”

In una Parigi tecno-fascista del terzo millennio, una ragazza sogna troppo. E si ritrova, in stato di sonno catalettico, proiettata in un tribunale di un futuro molto lontano dove i partecipanti presenti, terrorizzati, sanno che sta per arrivare la fine dell’Universo. Si tratta quindi di processare il fuoco e il suo scopritore (Prometeo), nostro lontano antenato prima della Storia.

Si susseguono alla sbarra un guerriero celtico dell’epoca precristiana, un ribelle che seguì Spartaco, un giovane Leonardo da Vinci… Tutti condannano il Fuoco che ha reso la loro vita un Inferno. Solo la nostra eroina lo difenderà…

Rêve de Feu può essere letto come una bozza di Je ne suis pas née pour mourir. Il sonno che permette di attraversare le epoche e i secoli incarnati consente a Françoise di tracciare un quadro molto cupo della nostra specie, con tutti i temi principali che ritroveremo nei suoi saggi e romanzi del decennio a venire.

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1962 : Les Sept Fils de l’étoile

Hachette, coll. le rayon fantastique n°88, 307 pagine.

Forse per la prima volta nella storia della fantascienza (ndr: nel 1962), l’eroe – il pilota dell’astronave – è una donna!

Tellur ha ricevuto la sua missione dall’anziano mago di un pianeta ritenuto insignificante. Il suo programma prevede sette mondi, sette stelle, ognuna con una civiltà che prefigura il futuro della civiltà umana.

Un’odissea straordinaria per questa giovane donna. Sette pianeti. Sei amori e sette figli di mistero e meraviglia… perché il destino si compia…

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1962 : L’Échiquier du Temps

Hachette, coll. le rayon fantastique n°99, 261 pagine

Nel 30° secolo, altre razze pensanti della galassia si sono unite all’Umanità per formare la grande confederazione “antropomorfa”, il cui centro si trova sul pianeta Fedra.

Ma una razza, nata da un incrocio mostruoso, possiede, insieme al pensiero, la forma più orrendamente opposta a quella dell’uomo.

Fausta, la giovane barbara, una terrestre della vecchia razza, è destinata a trionfare sulla terribile minaccia rappresentata dai Saurionnidi, i nemici della Terra? des tipi di esseri umani?

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1960 : Planète sans adieu

Parigi, Arthème Fayard, 26 pagine.

Pagine 23-46 di un’opera collettiva. Racconto di fantascienza: viaggio nel tempo, un’eroina e un divertente gioco di fantasia sull’influenza delle glaciazioni sullo sviluppo della specie Homo.

Se il testo è di poca importanza, il tocco di Françoise è evidente. E per lei, questo potrebbe essere stato un gioco di scrittura rilassante, una ricreazione per il suo lavoro approfondito di quegli anni. (Vincent)

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1954 : La Hollandaise volante

Diffuso da Radio-Lille.

Probabilmente perso, quindi possiamo solo speculare su questo Hollandaise volante.

Le Hollandais volant è l’archetipo delle navi fantasma, protagonista di racconti e leggende tramandate per generazioni tra i naviganti. Rappresenta il fatale presagio da non incrociare sulla propria rotta, perché è una barca il cui equipaggio è stato maledetto e condannato a vagare sulle onde per l’eternità.

È quindi sicuramente un racconto marittimo quello che Françoise ha proposto, come ha fatto 4 anni dopo con Le Gabier de Surcouf. Da notare che l’olandese è diventato una olandese, ed è una scommessa sicura ipotizzare che sia diventata capitano di un vascello pirata o corsaro; è anche del tutto possibile che l’intero equipaggio fosse di sesso femminile. Maledizione per gli uomini che hanno attraversato il loro cammino! (Vincent)

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1953 : Les Yeux du paradis

Tolosa, Tipografia Julia, 20 gennaio 1953, 28 pagine, 120 copie

Un racconto fantastico di diciotto pagine tratto da una sceneggiatura di Jean Lakanal, le altre dieci pagine sono dedicate a titoli, guardie, citazioni, ecc. La trama ha un interesse mediocre, oscillando tra diverse influenze (Poe, Nerval…) per affrontare in modo superficiale alcune questioni metafisiche.

Françoise, con uno stile che sembra forzato, cerca di rendere più gradevole questa tisana con alcune belle metafore e altri espedienti, ma dato che lei stessa non ne è convinta, dubito che il lettore possa esserlo…

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