1962 : L’Échiquier du Temps

Hachette, coll. le rayon fantastique n°99, 261 pagine

Nel 30° secolo, altre razze pensanti della galassia si sono unite all’Umanità per formare la grande confederazione “antropomorfa”, il cui centro si trova sul pianeta Fedra.

Ma una razza, nata da un incrocio mostruoso, possiede, insieme al pensiero, la forma più orrendamente opposta a quella dell’uomo.

Fausta, la giovane barbara, una terrestre della vecchia razza, è destinata a trionfare sulla terribile minaccia rappresentata dai Saurionnidi, i nemici della Terra? des tipi di esseri umani?

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1962 : L’Amazone bleue

Hachette, coll. Bibliothèque verte n°208, 249 pagine.

Françoise era stata molto segnata da padre Hugo, e in particolare dalla sua visione delle guerre di Vandea. Per questo, pur dando ragione alla Repubblica, dipinge un quadro non manicheo. Sposta da un campo all’altro anche alcuni protagonisti della sua storia, tra i quali la figura di spicco è una giovane donna che combatte e intriga, trovandosi ovunque sia in gioco il destino della Francia. (Vincent)

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1962 : Les Plus Belles Lettres de Flaubert

Parigi, Calmann-Lévy, 1962, 158 pagine.

Françoise ha visto in Flaubert il primo degli scrittori borghesi (con tempo e denaro) ad aver introdotto quello che considera il valore principale della sua classe in letteratura: il tempo è denaro (time is money).

Pur non dimenticando la sua misoginia e le pagine atroci che scrisse contro la sconfitta della Comune di Parigi, gli riconosce il merito di aver dedicato il suo tempo a cercare di staccarsi dal pensiero mediocre del suo tempo e della sua classe (se ci sia riuscito o meno è un’altra storia, n.d.r.), e lo distingue dai suoi contemporanei per il suo rifiuto epidermico del mondo (a differenza di Sand, Balzac, Stendhal…).

Françoise, flaubertiana? Certamente no. Ma ne riconosce i meriti letterari e lo considera un interessante caso da manuale. (Vincent)

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