Chi siamo?

breve storia del sito
e della seconda vita
de Françoise d’Eaubonne
La storia recente di Françoise : La Bande à d’Eaubonnot
Chi, negli anni 2010, conosce Françoise d’Eaubonne?
Per quanto durante la sua vita abbia pubblicato 100 libri e abbia lasciato in eredità alla lingua francese tre termini, tra cui “ecofemminismo”, dalla metà degli anni ’90 è completamente scomparsa dalla scena.
Caroline Goldbum, da pioniera, avvia un lavoro approfondito nel 2007. Seguono il movimento MeeToo e la presa di coscienza della crisi planetaria. Violenza contro la natura, violenza contro le donne e contro gli oppressi: in Francia si riscopre Françoise e la sua tesi ecofemminista.
Con tutti i mezzi che avevo a disposizione per scrivere, ovvero praticamente nessuno, alla fine del 2021 mi sono lanciato nella realizzazione di questo sito web. Ben presto, mio fratello Alain si è unito a me in questa avventura. Una prima versione pubblica viene messa online nel marzo 2022. Contiene una breve biografia e una bibliografia che, col passare del tempo, diventerà cronologica e tematica. La prima notizia viene pubblicata il 18 marzo 2022 e il sito registrerà, quell’anno, la modesta cifra di 5.800 visitatori unici.
Nel 2022, Alain, l’autrice Élise Thiébaut, Karine Lanini, l’agente di Françoise, e io decidiamo di incontrarci almeno ogni sei settimane per sostenere la nostra vecchia ribelle, che non mi appartiene. È la nascita de «La Bande à d’Eaubonnot». Fedele al patto stipulato tanti anni fa, garantirà la riedizione di undici libri e le traduzioni in otto lingue.
Negli ultimi anni, Françoise è tornata alla ribalta con grande slancio, grazie a una ricca serie di iniziative. Nel 2020, Le Passager Clandestin ha pubblicato *Le féminisme ou la Mort*, mentre nel 2021 Élise Thiébaut ha dato alle stampe L’Amazone verte, il romanzo di Françoise d’Eaubonne, seguito dallo spettacolo *Nous, Françoise* della compagnia Noésis. Manon Aubel ha realizzato nel 2023 un film acclamato e pluripremiato, *Françoise d’Eaubonne*, un’epopea ecofemminista, proprio mentre Virginie Despentes, Béatrice Dalle e Casey hanno inserito il suo *Appello allo sciopero della procreazione* nel loro spettacolo *Troubles*.
Seguiranno poi, grazie a Pauline Launay, *Causes Communes*, una raccolta di testi tratti da un incontro internazionale di tre giorni dedicato in precedenza a Françoise (grazie a François Bordes, all’IMEC e all’Università di Caen!) e il libro di David Dufresne, *Remember Fessenheim*, sull’attivismo di sua nonna. A Parigi, un tratto di rue Mouton-Duvernet diventa l’Allée Françoise d’Eaubonne.
E questo solo a titolo di esempio, dato che gli incontri, i lavori accademici, i dibattiti degli attivisti e le creazioni artistiche abbondano. Al punto che mi è impossibile documentare tutto, anche con i duecento articoli di attualità e il sostegno di tutta una schiera di amiche, grazie alle quali le tracce di Françoise e ciò che ha suscitato arricchiscono costantemente il sito, che ora conta ben un migliaio di pagine.
Tradotto in parte in diverse lingue, nei primi otto mesi del 2026 ha registrato trecentomila visitatori unici (fonte: Awstats). < 4 >Niente male, per un sito essenzialmente dedicato alla memoria. Fino a che punto si spingerà tutto questo?
Il Futuro
Sono in corso importanti lavori; è proprio questo il motivo dell’attuale carenza di nuove pubblicazioni.
In fase di rifinitura, la newsletter di La Bande à d’Eaubonnot vi permetterà di andare dritto al sodo senza dover aprire il sito web. Uno strumento indispensabile per far conoscere un nuovo progetto di grande portata: Le Feuilleton du Dimanche.
Dopo essermi consultato con i miei collaboratori, invocherò lo spirito di Jules Vallès e riprenderò in autunno la grande tradizione del feuilleton di critica sociale in cui egli si è distinto con *L’Insurgé* su *Le Cri du Peuple*, ai suoi tempi. La prima e la terza domenica del mese pubblicherò da venti a trenta pagine di un libro di Françoise ormai esaurito o inedito. In francese.
Il primo sarà L’Evangile selon Véronique, seguito da Les Dissidents de La Croix, un inedito del 2004 che ho ritrovato su un dischetto in fondo a una scatola, in fondo a un armadio. Ne seguiranno altri: le possibilità non mancano certo!
Una serie a puntate, insomma, proprio come ai bei vecchi tempi. In formato digitale, ma con un lavoro editoriale, un’impaginazione e un’esperienza di lettura che fanno sembrare il PDF un floppy disk. Ogni libro, una volta pubblicato, sarà disponibile in formato e.pub. E se, come me, non potete fare a meno della carta, potrete ordinarlo dalla vostra libreria di fiducia.
Siete abituati a consultare gratuitamente tutti i contenuti esistenti, e questi rimarranno gratuiti: è un impegno preso fin dall’inizio. Ma non sarà così per il “Feuilleton du Dimanche”.
Il “ricercatore di matrimoni” è un “mestiere” che comporta spese elevate in termini di costi elettronici, ricerche e spostamenti di ogni genere. Avendo seguito le orme di mia madre, sono riuscito, proprio come lei, a non guadagnare un soldo. La mia pensione minima, integrata da qualche diritto d’autore, non basta più.
Quindi, se volete continuare ad ascoltare Françoise d’Eaubonne che tuona contro “Il capitalismo, ultimo stadio del patriarcato”, il vostro sostegno attraverso un modesto abbonamento sarà ben accetto!
