2018 : Écologie et Féminisme – Révolution ou mutation ?

Parigi, Libre et Solidaire, 233 pagine.

In questo libro, pubblicato originariamente nel 1978 e successivamente a Le Féminisme ou la Mort, Françoise teorizza la sua visione di quella che diventerà una corrente importante dell’ecofemminismo.

Questa edizione è arricchita da una prefazione di Serge Latouche, che rende giustizia al suo ruolo di pioniera della decrescita, e da una postfazione di Caroline Golblum, che ci ricorda quale donna visionaria sia stata Françoise e quale posto abbia occupato nella vita intellettuale di buona parte del secolo scorso.

Questa edizione è esistita solo per un breve periodo, poiché l’editore si è rapidamente rivelato un fallimento.

(Vincent)

2020 : Le Féminisme ou la Mort

Parigi, Le passager Clandestin, 331 pagine.

Pubblicato originariamente nel 1974, questo libro fondamentale apre nuove prospettive per le lotte ambientaliste e femministe, che Françoise ci dice essere chiamate a unirsi nell’opposizione al patriarcato, il quale con gli stessi strumenti sottomette le donne e distrugge il pianeta.

In questo libro, il cui titolo è un riferimento all’opera di René Dumont L’Utopie ou la Mort, Françoise annuncia ciò che oggi è una realtà: la distruzione del mondo da parte del produttivismo e del potere. Il capitale neoliberale di oggi è solo l’ultimo avatar di un sistema che risale a migliaia di anni fa, e l’autrice continua a descrivere la sua visione storica in Les Femmes avant le patriarcat (Le donne prima del patriarcato).

2023 : Écologie/Féminisme – Révolution ou mutation ?

Parigi, Le Passager Clandestin, prefazione di Geneviève Pruvost, 349 pagine.

Dopo la pubblicazione di Le Féminisme ou la mort nel 1974 e l’apparizione della sua ricerca scientifica Les Femmes avant le patriarcat, nel 1976, Françoise d’Eaubonne sviluppa ulteriormente la sua visione dell’ecofemminismo.

Rispetto al femminismo riformista, che definisce “femminismo di mamma”, ma anche al femminismo marxista, d’Eaubonne aggiunge due dimensioni all’analisi dello sfruttamento (la natura e i paesi del Sud del Mondo): liberarsi, come donna, a spese del pianeta e di piccole mani subordinate non è un orizzonte di emancipazione. Come dimenticare che all’estremità della catena ci sono le donne piegate nei campi dell’altra metà del globo? (Geneviève Pruvost, 2022)

2021 : Le Complexe de Diane

Parigi, Julliard, 395 pagine.

Invocando un approccio capace di riconciliare “il razionale e l’irrazionale, l’intelletto e l’istinto”, Françoise apre la strada a una dimensione di interezza in cui le gerarchie sarebbero finalmente abolite, per il bene dell’umanità, e in cui il piacere, compreso quello sessuale, sarebbe pienamente onorato. Ed è nella ricchezza e nella profondità di questo pensiero, ancora in gestazione, che si illumina l’orizzonte inatteso che chiameremo ecofemminismo. (Élise)

2022 : Feminism or Death

USA, Verso Books.

Il libro incendiario della femminista francese che ha definito l’ecofemminismo è ora disponibile per la prima volta in inglese.

Pubblicato originariamente in francese nel 1974, questo libro della femminista radicale Françoise d’Eaubonne fa il punto sulla situazione delle donne nel mondo e sostiene che la posta in gioco nelle lotte femministe non è l’uguaglianza, ma la vita o la morte – per gli esseri umani e per il pianeta. In questo ampio manifesto, d’Eaubonne propone innanzitutto una visione politica dell’ecofemminismo, sostenendo che la pretesa del sistema patriarcale sul corpo delle donne e sul mondo naturale distrugge entrambi, e che il femminismo e l’ambientalismo devono portare a una nuova “mutazione” – un rovesciamento non solo del potere maschile ma del sistema di potere stesso. Come ha profetizzato d’Eaubonne, “il pianeta sotto il segno del femminile rinverdirà per tutti”. (Fonte: Verso Books, traduzione con DeepL)