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Carolyn Merchant : Feminism or Death

Di Vincent

Fils de Françoise, je m'active avec d'autres à faire connaitre sa vie et sa pensée, et à la prolonger dans la mesure de mes moyens.

Aggiornato 14/07/2023 | Pubblicato su 15/03/2022

L’edizione inglese di Le Féminisme ou la Mort di Françoise contiene una prefazione di Carolyn Merchant che ovviamente ho letto con grande interesse dopo aver ricevuto il libro.

Carolyn Merchant situa il libro nella storia del femminismo e dell’ecofemminismo. Risalendo alla nascita del patriarcato, ci ricorda la sua responsabilità nella creazione del problema demografico (crescete e moltiplicatevi!) e ci fornisce le fonti intellettuali (Bachofen, Bebel, Engels, Briffault…) che hanno reso possibile la riflessione.

L’autrice cita un possibile primo utilizzo del termine “ecofemminismo” negli Stati Uniti nel 1976, presso l’Istituto di Ecologia Sociale di Murray Bookchin nel Vermont. Seguono alcune date chiave nell’uso del concetto (Inestra King, 1980, ecc.) e la storia dei suoi scambi con le diverse correnti guidate da Mary Griffin, Val Plumwood… fino ai giorni nostri.

E conclude che questo pensiero ha le sue radici in Europa, all’inizio degli anni Settanta, negli scritti di Françoise d’Eaubonne:

All of these manifestations have their origins in the early 1970s mouvements in Europe on which d’Eaubonne drew and elaborated in her book Feminism or Death.

La filosofa e storica della scienza Carolyn Merchant fa luce sulle fonti dell’ecofemminismo. Sebbene questo sia ovviamente molto utile da un punto di vista scientifico, mi sembra che un dibattito sull’argomento al di fuori di questo ambito abbia un interesse limitato.

La nostra lotta può fare a meno dell’attribuzione formale di un titolo prestigioso a una persona o a un’altra, e l’immenso talento di Françoise non sarà in alcun modo sminuito. Non credo che sia nel DNA dell’ecofemminismo costruire piedistalli, se consideriamo che uno dei suoi obiettivi è quello di creare legami e collettivi mutazionali che trascendano le distinzioni di genere, classe, cultura… e posizione intellettuale.

…Non mi interessa se lungo il percorso mi abbandonerete come ipotesi…

Aragon, Épilogue

David Graeber ci dice che non ha inventato nulla, così come non lo hanno fatto Marx o altri. Per lui, l’esercizio del pensiero consiste nel cogliere il dibattito del suo tempo per produrre una sintesi che abbracci il più possibile il mondo vivente, dando alla nostra specie un ulteriore tassello per la comprensione del mondo. Quindi non c’è bisogno di gridare al genio, la abbiamo bisogno della nostra propensione all’idolatria non trovare dei maestri da seguire.

E non dimentichiamo che si tratta di un affare del Nord. Il Sud non ha aspettato il nostro permesso per condurre battaglie ecofemministe molto prima che il termine fosse coniato e concettualizzato. Tanto che, seguendo l’antropologia contemporanea, è nelle radici immemorabili delle società matriarcali che dobbiamo localizzare le loro origini, se vogliamo trovarne una.

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