{"id":1291067,"date":"1971-05-04T09:00:59","date_gmt":"1971-05-04T08:00:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.francoise-d-eaubonne.org\/1971-drole-de-meurtre\/"},"modified":"2024-10-18T15:07:33","modified_gmt":"2024-10-18T13:07:33","slug":"1971-drole-de-meurtre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.francoise-d-eaubonne.org\/Hypathie\/it\/1971-drole-de-meurtre\/","title":{"rendered":"1971 : Dr\u00f4le de meurtre"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.francoise-d-eaubonne.org\/wp-content\/uploads\/1971-Drole-de-meurtre.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-62 alignleft size-thumbnail\">Con lo pseudonimo di Nadine de Longueval.<br \/><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Questo romanzo \u00e8 molto vicino, dal punto di vista tematico e psicologico, a <\/span><i data-stringify-type=\"italic\">The Yellow Wallpaper<\/i><span> per molti aspetti. La protagonista del libro, Judith, che scrive il quaderno trovato dalla figlia nei capitoli iniziali, viene usata dagli uomini per soddisfare i loro desideri e perde ogni potere quando sposa un uomo che non ha alcun interesse per lei se non per la sua fortuna milionaria: Nessun contatto emotivo, nessun hobby, nessun bon mots, solo una protagonista con suoceri che le danno sui nervi, un marito che parla solo di s\u00e9 e del suo romanzo che immaginiamo non verr\u00e0 mai pubblicato, che la interrompe in continuazione, non la lascia mai parlare e la scredita in ogni occasione, umiliandola a volte e facendosi servire da lei in continuazione.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Nel corso del libro, la vediamo sprofondare gradualmente nella depressione e nella follia, con tutte le sue speranze che si sgretolano una dopo l&#8217;altra. Non sorprende quindi che la societ\u00e0 (e sua figlia prima di conoscerla) la consideri pazza, dato che non riesce a esprimersi, non riesce a essere felice ed \u00e8 costantemente attaccata da tutto ci\u00f2 che la circonda, il cui unico rifugio \u00e8 un cagnolino. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span> Nel romanzo, d&#8217;Eaubonne si preoccupa di spiegare cosa si nasconde dietro la &#8220;follia&#8221; di una donna vista con gli occhi degli altri, che pu\u00f2 finalmente raccontare la sua storia senza un occhio esterno o un marito che cerchi di spiegare il suo comportamento. It&#8217;s an extremely fine psychological exploration, taking us into the daily life of a woman deprived of everything, but above all of the recognition of her existence, forced to live for others and even as a bargaining chip. Anche se finisce per essere un po&#8217; una storia d&#8217;amore eterosessuale (il genere della raccolta obbliga) poco prima dell&#8217;ultimo capitolo, tutto \u00e8 credibile, finemente descritto e giustificato.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>L&#8217;ultimo paragrafo del libro \u00e8 magnifico, a mio avviso, perch\u00e9 segna la ripresa del racconto da parte della figlia, sia come modo di inscrivere la storia nella propria, come eredit\u00e0, ma anche come memoria, con l&#8217;obiettivo di riabilitare, far emergere, far uscire dallo sguardo la storia di una donna e, in definitiva, con la giustizia per tutti i torti commessi nei suoi confronti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Nicolas Lontel<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con lo pseudonimo di Nadine de Longueval. 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